MESSINA. A cominciare dalla prima affermazione, e cioè di aver concordato insieme al presidente della Regione Siciliana i provvedimenti per alleggerire le misure di contenimento da coronavirus previste nel dpcm del Governo (ipotesi smentita nel pomeriggio dallo stesso Nello Musumeci), nella diretta di ieri sera, il sindaco Cateno De Luca ha inanellato in 54 minuti una serie così grande di informazioni false, imprecise o fuorvianti, da far sospettare che si trattasse di uno scherzo e non di una diretta seria (impressione suffragata anche dalle decine di siparietti).

Di seguito le affermazioni (testuali, in corsivo) tratte dal video della diretta, e il fact checking di LetteraEmme, con i link per approfondire gli argomenti

 

  • minuto 15: LE MISURE MENO RESTRITTIVE. Per i primi 20 minuti, si è parlato dei provvedimenti adottati dal presidente della Provincia Autonoma di Trento, e del perchè potrebbe (dovrebbe, secondo De Luca), adottarli anche il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in virtù delle possibilità  di intervenire in ambiti in cui la Sicilia esercita la potestà legislativa.“La Regione, informando contestualmente il Ministro della salute, può introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2”, spiega De Luca leggendo l’articolo 1 comma 16 del decreto-legge n.33/2020.

Informazione imprecisa. Il comma è stato modificato dal nuovo decreto legge n.125 del 7 ottobre 2020: le parole “ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2» sono sostituite da”restrittive rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai citati decreti e d’intesa con il Ministro della salute, anche ampliative”. In sostanza, Musumeci, così come ha spiegato, prenderà le decisioni di riaprire cinema e teatri, e prolungare l’apertura di bar e cinema, dopo un’interlocuzione col ministero della Salute, specificando che non intendeva emanare un atto amministrativo “unilaterale” come ha fatto il presidente della Provincia di Trento.

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  • minuto 23: LA BANCA DATI. Torna l’ordinanza “si passa a condizione”, che avrebbe potuto tracciare, in estate, tutti gli spostamenti dei vacanzieri “da e per la Regione. Se la adottavi tu il problema neanche si poneva”, dice De Luca a Musumeci.

Informazione fuorviante. La Regione Siciliana, ha già un sistema di tracciamento: l’ordinanza che istituiva la “banca dati” di De Luca è datata 5 aprile 2020, mentre il Presidente della Regione Nello Musumeci aveva istituito il portale “siciliacoronavirus.it” (attivo addirittura dal 28 febbraio 2020 ore 13.40) il 13 marzo 2020, con Ordinanza n. 5. Quasi un mese prima. Questo poi è diventato il protocollo “Siciliasicura”, che si trova all’interno del sito “costruiresalute.it”. Al portale si doveva iscrivere chiunque arrivasse in Sicilia, ma (ovviamente) non era possibile fosse obbligatorio dopo la chiusura dello stato emergenziale del lockdown, così come non è obbligatorio il sistema di tracciamento “Immuni” studiato dal Governo. Non lo sarebbe stata nemmeno la “Si passa a condizione”, come spiega la stessa amministrazione comunale messinese nelle memorie difensive dopo l’annullamento con decreto del presidente della repubblica Sergio Mattarella. “L’ordinanza non prevede alcuna misura che impedisca l’accesso al suolo comunale, né prevede una misura di “fermo”, né tanto meno dispone un obbligo di re-imbarco per i passeggeri, di fatto lasciando inalterata la loro libertà di movimento e spostamento. Quanto poi alla presunta violazione dell’art. 16 della Costituzione, si osserva che la libertà di circolazione dei passeggeri che non abbiano ottenuto il Nulla Osta, o che non abbiano completato la registrazione, non è compromessa in alcun modo, non prevedendosi nell’Ordinanza l’adozione di alcuna misura in tal senso”.

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  • minuto 39: LA “PRESUNTA” ORDINANZA REGIONALE. De Luca legge la “presunta” ordinanza regionale (che ancora non esiste), e afferma di essere d’accordo con i contenuti, nella parte che impone la chiusura dei locali alle 23 (seppur con 30 minuti di tolleranza, che nella presunta ordinanza non ci sono). “Poi però il coprifuoco. Guai a chi c’è in giro”.

Informazione fuorviante. La sua ordinanza sindacale di qualche giorno prima, al netto di un refuso che chiudeva la città per 28 ore, prevedeva l’apertura dei locali fino alle 24, e proprio la decisione di anticipare di un’ora la chiusura da parte del Governo regionale era stato uno dei cavalli di battaglia di De Luca nel corso della sua sfuriata a Piazza Municipio di sabato, in cui aveva fomentato i manifestanti, incitandoli a disobbedire all’ordinanza di Musumeci.

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  • minuto 42: IL LOCKDOWN DI MARZO.  “Noi non possiamo far morire la nostra gente così, supini ad ordinanze che sono slegate ai nostri comportamenti. Hey! La città di Messina per due mesi di lockdown ha subito il coprifuoco alle ore 18. Ha accettato a malincuore questa decisione del sindaco De Luca perché comunque sul tavolo abbiamo messo aiuti concreti”.

Informazione fuorviante. Il “coprifuoco” alle 18, con la chiusura dei supermercati, è stato lo stesso De Luca ad imporlo, insieme a una serie di misure che ha poi dovuto annullare o che gli sono state annullate perchè in contrasto con le direttive regionali o nazionali. In tempo di lockdown, un De Luca in piena sindrome competitiva con il governo della Regione e dello Stato era stato costretto a ritirare in tempi record una delle innumerevoli ordinanze emesse, la 60 dell’11 marzo in cui “chiudeva” praticamente tutto tranne tranne supermercati, panifici e farmacie, dichiarandone la validità a partire dal 13 marzo. Una confusione immotivata al termine di una settimana in cui Cateno De Luca ha trovato il tempo di emanare una prima ordinanza, farsela dichiarare inefficace dal prefetto Maria Carmela Librizzi perchè in contrasto coi dettami del decreto della presidenza del consiglio di ministri, chiedere delucidazioni, ottenerle, e poi adeguarsi (come prevedibile) a quanto stabilito dal Governo, limitandosi a normare gli orari di apertura e chiusura. Nel frattempo arriva il decreto della presidenza del consiglio dei ministri, firmato da Giuseppe Conte, che norma le chiusure. Prima dell’entrata in vigore della sua ordinanza, De Luca la ritira e si adegua al dettato nazionale.

Il 18 marzo è volta dell’ordinanza anti attività fisica: in contrasto con la norma nazionale (che la prevedeva), ma congrua con l’ordinanza regionale emanata da Nello Musumeci (che non la prevedeva, e che aveva potere di normare la materia).

Poi c’è l’ordinanza del 20 marzo in cui obbligava l’Asp a garantire h24 l’attività nei laboratori per le analisi dei tamponi, sebbene l’Azienda sanitaria provinciale non sia soggetta al potere istituzionale del sindaco. Emessa il 20 marzo è stata revocata il giorno successivo.

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  • minuto 44: GLI HOTSPOT. «Hai i tuoi poteri e usali, tanto che può succedere? Che ti impugnano l’ordinanza, come accaduto con gli hotspot che non ne hai chiuso uno?». Qualche minuto prima, De Luca ha affermato che Musumeci non ne avrebbe chiuso manco uno (malgrado la sua ordinanza,) mentre lui si: “uno a zero per De Luca rispetto a Musumeci, questa è storia che si può andare a verificare

Informazione (pazialmente) vera: E’ corretto che l’ordinanza di chiusura degli hotspot emanata da Musumeci è stata annullata (meglio, prima sospesa il 27 agosto e poi rigettata il 20 settembre) da parte del Tar. Però anche un’ordinanza di De Luca, che chiudeva l’hotspot di Bisconte, è stata annullata dal prefetto Maria Carmela Librizzi. Non solo. Allo stato attuale non risulta alcun provvedimento di chiusura della struttura (che però non è in funzione e non ospita migranti).

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  • minuto 46: IL “PARTITO DEL 27”. «Comprendo che ormai hai il cervello ovattato dalla logica del “partito del 27”», ha dichiarato De Luca, rivolgendosi a Musumeci.

Informazione fuorviante: Nonostante De Luca tenti in tutti i modi di accreditarsi come un “outsider della politica”, i palazzi li frequenta inveceda giovanissimo. La sua carriera politica inizia addirittura a 18 anni, da consigliere comunale di Fiumedinisi: trent’anni fa. De Luca ha passato praticamente metà della sua vita in politica (attività alla quale ha affiancato con successo quella di imprenditore)

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  • minuto 48: IL TAVOLO CON LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA.Dall’incontro con il Questore e il Prefetto è nato un tavolo ben preciso con le associazioni di categoria che si è insediato domenica, dove abbiamo già individuato tutte le azioni che noi come palazzo municipale stiamo mettendo in campo“.

Informazione vera: Dall’incontro estemporaneo col Prefetto di sabato, dieci associazioni di categoria hanno stilato un documento in cui chiedono all’amministrazione un fondo destinato ad aiuti mediante contributi a fondo perduto che possano consentire alle imprese di ristorare, seppur parzialmente, il debito strutturale maturato durante il periodo emergenziale. De Luca ha accolto la proposta e ha annunciato una delibera di giunta in cui stanzierà, sostiene, cinque milioni per una nuova family card, il pagamento delle somme non ancora liquidate dalla primavera, e buoni pasto da utilizzare nei ristoranti cittadini. La delibera è stata annunciata per venerdi.

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  • minuto 48: FAMILY CARD E AIUTI ALLE FAMIGLIE.Ci siamo differenziati durante il lockdown perché siamo stati l’unica città a dare la Family card, cioè a dare la possibilità di acquistare alimenti a 18mila famiglie”.

Informazione falsa. Le “family card”, e in genere misure di sostegno alimentare, sono state erogate da tutti gli enti locali durante il lockdown, anche prima di quanto non abbia fatto Messina. Tra l’altro, nella seconda fase Palermo è già partita, più di una settimana fa, disponendo buoni alimentari per 13mila famiglie.

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  • minuto 48: IL PAGAMENTO DELLE UTENZE. “Ci siamo distinti noi per fare dare il sostegno per il pagamento delle utenze da marzo fino a giugno. Ci siamo distinti noi per pagare l’affitto e io ho chiesto scusa e chiedo scusa se ancora per una parte di queste misure la liquidazione non è arrivata ma nell’ordinanza che ho fatto c’è stata l’accelerazione e quindi in ogni caso noi le abbiamo previste e stiamo pagando”.

Informazione imprecisa. Ovviamente, Messina non “si è distinta”: in tutta Italia sono state attuate misure a sostegno delle spese familiari, sia alimentari che di affitti o utenze o di sospensione dei tributi. Al comune di Messina, come ha correttamente fatto mea culpa il sindaco, le cose non sono andate nel migliore dei modi, con commercianti che hanno sospeso la family card per il mancato pagamento del corrispettivo da parte del comune di Messina, o i rimborsi (già anticipati dai cittadini) per le bollette di acqua, luce e gas, e per gli affitti di marzo aprile e maggio che fino a qualche settimana fa non erano stati liquidati. Una relazione del dirigente ai Servizi sociali Salvatore De Francesco ha spiegato come stanno le cose, e dove sono stati gli intoppi (ancora non risolti del tutto).

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  • minuto 49: I FONDI REGIONALI ARRIVATI SOLO PER IL 30%.  «Ti invito a mandarmi i soldi: Nello Musumeci, tu mi devi dare quasi 30 milioni di euro di liquidità. Tu devi mandare i soldi ai comuni ancora per quanto riguarda l’aiuto al sostegno alimentare”.

Informazione vera. Dalla Regione, per gli interventi di sostegno alimentare (la family card) è arrivato ad oggi solo un milione e 400mila euro (il 30% della intera dotazione da 4,6 milioni)  stanziati da Palermo con determina dirigenziale 304 del 04 aprile. Da quel momento, più nulla. la liquidità di cui parla De Luca non è afferente agli aiuti straordinari, ma alla contabilità “normale”, ai trasferimenti annuali di fondi dalle Regione ai comuni.

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  • minuto 52: IL BLOCCO DELLO STRETTO.Sono stato lasciato solo a difendere lo Stretto di Messina il 23 di marzo, quando ti avevo invitato a stare al mio fianco

Informazione falsa. De Luca non ha difeso lo Stretto (già “difeso” dalle norme in vigore), e non ha bloccato alcunchè, perchè non poteva. E non poteva nemmeno imporre la registrazione alla banca dati “si passa a condizione”, che infatti è stata annullata. “Blocco tutto”, “Da qui non passa nessuno”, “Li rispedisco indietro a calci nel culo”, “Per me sono in stato di fermo, aveva affermato De luca (gridando bello forte) durante la diretta della sera del 23 marzo: il risultato dell’operazione è stato di appena 26 veicoli e 30 persone, quasi tutti in regola (controllati tra l’altro dalla Polizia, con De Luca a fare solo da spettatore).

 

 

 

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Roy
Roy
28 Ottobre 2020 8:01

La parola ai sostenitori di De Luca.

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