MESSINA. In arrivo una delibera di giunta, di indirizzo generale, per misure di sostegno ad attività e cittadini. Lo ha annunciato il sindaco Cateno De Luca nella diretta di qualche minuto fa, in cui ha spiegato la strategia che il comune di Messina metterà in campo per alleviare i disagi alla cittadinanza durante il “mini lockdown” imposto dal Dpcm del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il president della regione Siciliana Nello Musumeci.

Ci saranno, ha spiegato De Luca, circa 5 milioni di euro provenienti dal programma “agenda urbana”, destinate al sostegno delle piccole imprese messinese: le risorse, afferma il sindaco, sono ferme all’assessorato della Attività produttive a Palermo. Alla Regione si solleciterà lo sblocco per poterle dare a fondo perduto alle imprese.

Nel frattempo è dato mandato per accelerare i pagamenti ancora non liquidati dalla scorsa primavera, in termini di rimborso di utenze (acqua, luce e gas), affitti, e rimborsi agli esercenti che hanno accettato la family card.

Altri 4 milioni serviranno per far ripartire il sostegno alimentare, praticamente la family card, ma anche buoni da utilizzare presso i ristoratori, nella misura del 50% per ciascuna misura.

Sarebbero fondi che il comune dovrebbe disporre in autonomia: secondo De Luca, lo Stato e la regioni devono a Messina 60 milioni di euro di liquidità, “che in parte abbiamo anticipato. Per il sostegno alimentare avremmo dovuto avere 4 milioni e mezzo, abbiamo ricevuto il 30% dei fondi”, ha spiegato il sindaco.

Altri fondi arriveranno direttamente dai cassetti del Comune: “Abbiamo avviato una ricognizione complessiva delle “economie correnti”, cioè quello della dotazione assegnata ai vari dipartimenti comunali e non spesi”, spiega. Si tratterebbe di due milioni.

Ancora, sarà studiata una strategia per sostenere le associazioni culturali: trasmettere in diretta le attività di intrattenimento e le messe in scena.

Risorse infine per Messina Social City per il servizio di assistenza all’autonomia della comunicazione per gli studenti con disabilità: passa da sei a dodici ore.

 

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