MESSINA. Un piccolo polmone verde in centro città che per anni è stato il palcoscenico per spettacoli, proiezioni e concerti. Un teatro a cielo aperto di circa 2000 mq dove artisti, attori e musicisti hanno trovato uno spazio per esprimersi, attirando migliaia di messinesi assetati di cultura.

È qui, fra il viale Garibaldi e la Passeggiata a mare, che è ambientata la nuova puntata di #MaiPiùScempi, format “open source” ideato da Marco Bellantone e Gabriele Ferrante con l’obiettivo di accendere i riflettori sui luoghi della città sottratti alla città, dall’ex Sanderson all‘ospedale Margherita, dal mini autodromo dello Stretto fino al “Giardino Corallo”: uno spazio dal passato glorioso che attende adesso di essere riconsegnato a una città che con l’arte (e gli spazi ad essa dedicati) ha avuto sempre un rapporto conflittuale, malgrado le tante realtà virtuose presenti sul territorio.

 

«Uno scempio è innanzitutto una cosa che ci priva della possibilità di crescere, economicamente e culturalmente: quei luoghi che ti fanno venire dei ricordi e che adesso non ci sono più, senza comprenderne il perché», commenta Bellantone, che nel suo tour fra erbacce, immondizia, marciapiedi dissestati, rovine e cacca di cane ripercorre la storia della struttura, inaccessibile e sbarrata da un cancello da ben prima che la pandemia da Covid-19 si abbattesse come un tornado sul mondo dell’intrattenimento.

«Questo era un luogo di cultura: una parola che si coniuga con l’arte e ancor più con l’imprenditoria, perché qui c’erano gruppi di montatori, tecnici di palcoscenico e artisti che creavano reddito in un settore specifico che chiaramente oggi ha ben altri problemi (con riferimento al coronavirus, ndr). Da noi, tuttavia, i problemi sono iniziati parecchi anni prima, da quando anche il Giardino Corallo è diventato uno scempio e un’opportunità perduta. Non meravigliamoci poi se i nostri ragazzi sono disinnamorati della cultura se i primi a non amarla siamo noi», prosegue l’imprenditore.

 

 

Attivo dagli anni ’50 grazie a Lucio Speranza e ai fratelli Pisano (ma con una storia che risale in realtà all’800), dopo un breve exploit nei primi anni ’80 il Corallo fu riportato a nuova vita nel corso dell’Amministrazione di Franco Provvidenti e negli anni successivi è stata la location di numerose rassegne ed eventi, dando spazio ad artisti e maestranze locali e non.

Da luglio 2016, quando è stato dato in comodato d’uso al Teatro Vittorio Emanuele, non si sono più tenuti spettacoli e il Giardino (che nel 2013 ospitò Marlene Kuntz e Marta sui Tubi, e qualche anno primo Giovanni Allevi) è rimasto un grande palcoscenico all’aperto dalle potenzialità non sfruttate. A gennaio 2019 il Comune di Messina revocò con sei mesi di anticipo la concessione, pubblicando a fine mese una nuova manifestazione di interesse per la concessione pluriennale dell’area, con l’obiettivo di riportare ai vecchi fasti lo storico teatro all’aperto confinante con l’ex real convitto Dante Alighieri (che oggi ospita il dipartimento all’Urbanistica di Palazzo Zanca).

Alla manifestazione di interesse hanno risposto due società e la gestione dell’impianto è stata affidata alla “Futura Service” di Francesco Fazio (morto a dicembre del 2020), con un bando di gara che fissava le modalità di aggiudicazione nella “migliore offerta economica in aumento a partire dalla base d’asta fissata in 7000 euro oltre iva per annualità”. Il problema, però, è che l’avviso presentava diversi errori: qualcuno ha fatto confusione, e nei documenti che il Comune ha messo a disposizione per la gara tramite la pubblicazione all’albo pretorio, il capitolato d’oneri per l’affidamento non era quello del giardino Corallo ma quello dell’auditorium del Palacultura di viale Boccetta.

Non solo: nel disciplinare, alla voce “Canone annuo a base d’asta al rialzo”, la cifra in numeri era di settemila euro, mentre quella in lettere riportava, testualmente, “ottomila”. Per questo la determina è stata ritirata, ed è stato necessario pubblicarne un’altra, corretta, per poter svolgere la gara. Aggiudicata un anno e due mesi dopo. Da lì il silenzio.

 

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[…] tutt’oggi – specificano i consiglieri, che fanno riferimento a recenti articoli di stampa e all’iniziativa di sensibilizzazione  #MaiPiùScempi – si evidenzia lo stato di  abbandono della struttura. Una condizione che non fa onore alla […]

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[…] storia del giardino Corallo (qui il servizio di LetteraEmme sulle sue condizioni attuali) negli ultimi anni è stata particolarmente travagliata: a luglio del […]

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