MESSINA. Una serie di filmati-denuncia per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sullo stato di degrado in cui versano da anni, o da decenni, alcuni dei beni più rappresentativi della città, dall’ex Seaflight alla Sanderson, dagli impianti sportivi ai monumenti storici. È l’iniziativa intrapresa dall’imprenditore Marco Bellantone, che ha deciso di immortalare alcuni fra i più rappresentativi “scempi” messinesi, con l’obiettivo di risvegliare l’opinione pubblica e tenere alta l’attenzione su luoghi, palazzi e strutture della città che ormai da troppo tempo sono in balia dell’abbandono.

(Riprese di Gabriele Ferrante)

«L’idea – spiega Bellantone, presidente dell’associazione “Piazza Cairoli” – nasce con l’intento di spronare quanta più gente possibile a far sentire la propria voce nel nome dell’interesse comune, segnalando le criticità del territorio e le bellezze da valorizzare. Ho voluto iniziare questo progetto partendo da alcuni dei casi più emblematici, in modo da dare un input ai tantissimi messinesi che non accettano di essere “derubati” di spazi pubblici fondamentali per la rinascita culturale, economica e turistica della città. Gli esempi sono tantissimi, dal nord a sud, dai Colli agli arenili: sono beni che appartengono a tutta la collettività ed è anche e soprattutto compito nostro far sì che le cose cambino, sollecitando le Istituzioni o il mondo imprenditoriale a intervenire al più presto», prosegue, invitando i cittadini, le associazioni e le realtà virtuose del territorio a seguire il suo esempio, utilizzando l’hashtag “Mai più scempi”.

Uno dei primi beni cittadini immortalati da Bellantone è l’ex Ospedale Regina Margherita, con le immagini inequivocabili dello stato in cui versa la storica struttura inaugurata nel 1933 e chiusa quasi totalmente nel 1999. Da allora, dopo il vano tentativo di riconvertirla in un centro riabilitativo per 182 posti letto, sono state numerose le proposte di riqualificazione, fra le quali anche un progetto, approvato all’Ars nel 2011, per la realizzazione di una Cittadella della Cultura che ospitasse la Soprintendenza ai Beni Culturali e la Biblioteca Regionale. Un’idea ancora in auge, rilanciata nel 2019 dal quotidiano online “Tempostretto”, che ha promosso un tavolo tecnico pubblico. Qualche tempo dopo, a maggio del 2020, la nota del Governatore Nello Musumeci, che ha annunciato la ventura realizzazione della “cittadella”, un progetto da trenta milioni di euro che prevede la ristrutturazione di alcuni padiglioni dell’ex ospedale per ospitare il Museo archeologico, il Museo del terremoto del 1908, la Biblioteca regionale e gli uffici della Soprintendenza per i Beni culturali.

«L’iniziativa – spiegò il presidente della Regione – punta a raggiungere tre obiettivi: recuperare un prezioso patrimonio architettonico di nostra proprietà; riqualificare un intero quartiere della città e dare a Messina un “Polo culturale” di cui si avverte la mancanza».

Nel frattempo, in attesa che il progetto si concretizzi, la struttura versa in uno stato di totale degrado, come mostrano inequivocabilmente le immagini riprese dal drone, fra edifici fatiscenti, erbacce, crepe, immondizia e abbandono.

 

 

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