Category Archives: Sergio Todesco

Etnoantropologo, è stato direttore del Parco Archeologico dei Nebrodi Occidentali (dal 2010 al 2013), del museo regionale “Giuseppe Cocchiara” (dal 2007 al 2010), della Sezione per i Beni Etno-antropologici della Soprintendenza messinese (dal 1987 al 2007) e della Biblioteca Regionale di Messina (dal 2013 al 2015).

  Non vedo Sanremo da oltre cinquant’anni. Anzi, se vado indietro con la memoria mi par di ricordare i miei ultimi due festival coincidenti con il Lucio Dalla di Paff Bum (con gli adorati Yardbirds) e col successivo Luigi Tenco suicida per dispetto. Ho sempre pensato che dopo quel 1967 Sanremo avrebbe dovuto chiudere i battenti, la musica leggera italiana ne avrebbe ricavato grande giovamento. … Continue reading Ammutinato da Sanremo. Da Pasolini ad Achille Lauro, una riflessione sul festival dei fiori »

  A giudicare da quanto ci dicono i Veda, il nostro tempo sarebbe il Kali Yuga, l’ultimo dei quattro yuga o periodizzazioni epocali, le cui caratteristiche sono la barbarie, la povertà spirituale, la conflittualità permanente. Alla sua fine (ma ce ne vuole ancora! Iniziato nel 3102 a.C., esso dovrebbe durare 432000 anni, quindi concludersi nel 428898 d.C…) il mondo, ci assicurano gli Indù, ritroverà nuovo inizio con una … Continue reading Tempi di barbarie: il caso della Scala dei Turchi e gli “sciacalli” di David Sassoli »

  «Da qualche tempo provo una certa ritrosia a scrivere su Facebook, e commentare gli eventi, locali o nazionali e qualche volta anche planetari, dei quali i media mi tengono regolarmente al corrente. Mi sono dunque interrogato su questa mia ritrosia, starei per dire saturazione, ad esprimere un parere su questa o quella vicenda che a me, come a tanti altri, provoca di volta in … Continue reading Via dalla pazza folla di Facebook: le ragioni di un silenzio definitivo »

  Come ci avevano resi avvertiti tanto tempo fa Georg W. F. Hegel e Carlo Marx (Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte), la storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa. Il recente episodio del Sindaco Cateno De Luca che con un drappello di Vigili Urbani si reca a Piazza del Popolo per sgominare un paio di venditori … Continue reading Messina tra “Grande Fratello” e “Fahrenheit 451”: il caso dei libri di Piazza del Popolo »

  Ricominciare. O no? C’è un vaccino contro il Covid, che è quello cui si è sottoposta la maggioranza degli italiani e al quale una notevole porzione di essi ha inteso sottrarsi, e c’è un vaccino contro la paura, l’isolamento, la depressione, l’esperienza vissuta di fine del mondo (Weltuntergangserlebnis). Quest’altro vaccino, non meno prezioso del primo, potremmo semplificarlo con un verbo: ricominciare. Ricominciare ad aver … Continue reading L’esigenza di ricominciare: un vaccino metaforico contro la paura, l’isolamento, la depressione »

  Ernesto de Martino (che volete farci, è una mania questa mia) diceva che per poterci aprire alle identità altrui dobbiamo essere bene fondati sulle nostre. Egli si contrapponeva in tal modo al relativismo culturale, assai di moda negli anni sessanta, quella concezione che poneva tutte le culture sullo stesso piano e teorizzava che si potesse allegramente trascorrere dall’una all’altra, posto che tutte avevano la … Continue reading Sul concetto di identità: perché Padania e “messinesità” si equivalgono »

  Il recente caso di Saman Abbas, la diciottenne ragazza pakistana uccisa barbaramente (come pare emergere dalle indagini) dai parenti solo per essersi rifiutata di accettare il matrimonio con un cugino che era stato deciso dal clan familiare, ci ripropone drammaticamente il tema della tradizione unitamente a quello, ad esso strettamente connesso, dell’identità. Della ragazza, scomparsa a fine aprile, non è stato ancora rinvenuto il … Continue reading Il caso di Saman Abbas e i concetti di “tradizione” e “identità”. Un pensiero contro la barbarie »

    Se riuscissimo per un attimo a sollevarci (col pensiero, ma seriamente) al di sopra del nostro pianeta, sì da poterlo scorgere nella sua globalità, avremmo forse la possibilità di esaminare le categorie di umanità che in esso si muovono come formiche brulicanti. Non parlo delle razze, ci mancherebbe. Intendo piuttosto quelle che per me sono le tre forme in cui il genere umano … Continue reading Quello che la sfera ci mostra: come stiamo affrontando il “domani post pandemia” »

    Volete fare l’esperienza di un quadro che vi guarda? Non rivolgetevi alla miriade di ritratti che la Storia dell’Arte vi offre. Si tratta, nella gran parte dei casi, di ritratti autoreferenziali, arroganti, annoiati o distratti, quasi sempre ripiegati su se stessi. Dei ritratti intrisi di narcisismo. A me in questo momento viene in mente una sola eccezione a questa indifferenza del ritratto nei … Continue reading La pandemia, la barbarie e l’angelo della storia: cosa ci insegna l’Angelus Novus di Paul Klee »

  Mi vado sempre più accorgendo di come la Letteratura (quella buona, beninteso) aiuti a comprendere la realtà. Volete un esempio? Prendiamo l’evento che in questi mesi costituisce la nostra maggiore fonte di paure, incertezze, speranze (ma anche menzogne, cinismi, turpitudini…). Parlo naturalmente del Coronavirus, questa pandemia che ormai ci accompagna (come direbbe Cesare Pavese) “dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso … Continue reading Coronavirus, le analogie “letterarie” fra la pandemia e gli anni del nazismo »