Archivi della categoria: Marino Rinaldi

Laureato in Semiotica a Bologna, ha lavorato per anni in un’agenzia di media monitoring a Milano. Dopo varie esperienze nell’editoria libraria, si è occupato di giornalismo, uffici stampa e comunicazione. Ha trovato una nuova linfa nell’analisi dei dati e nella maniera di farli diventare notizia. Ama la letteratura sudamericana, la vodka, la patafisica e le persone strane. Nel tempo libero scrive romanzi sgangherati.

  La più suggestiva descrizione del World Wide Web, a giudizio di chi scrive, la diede più di 70 anni fa il grande scrittore argentino Jorge Luis Borges, che nel suo seminale “Finzioni”, scritto nel 1949, immaginò una biblioteca “illimitata e periodica”, composta da un numero impressionante di libri, che conteneva tutto ciò che è possibile esprimere con le parole, in tutte le combinazioni possibili.  … Continua a leggere La Babele della rete e l’effetto “farfalla” delle parole: perché dovremmo imparare a stare un po’ più zitti »

  Il prossimo 8 giugno Messina avrà una grande opportunità per dimostrare di che pasta è fatta e per prendere ulteriormente le distanze dai recenti e imbarazzanti episodi di cronaca che hanno oltraggiato la grande storia di una città che non merita di subire l’infamia dell’intolleranza e del razzismo. Il Pride 2019, in questo senso, non deve essere solo un’occasione per rivendicare i sacrosanti diritti … Continua a leggere L’8 giugno tutti in piazza, per sconfiggere l’odio e l’intolleranza con un grande abbraccio arcobaleno »

  A differenza dei vari “pipponi” che a volte vi proponiamo, questo blog sarà relativamente breve. Anche perché non c’è tantissimo da dire (o si potrebbe dire troppo) e perché in certi casi sarebbe forse più opportuno non commentare, per evitare di farsi il fegato marcio. Eppure, l’esigenza di raccontare la sensazione indefinibile – a metà fra la vergogna, il disgusto e l’imbarazzo – che … Continua a leggere Su terroni, gay e barbarie: perché sul serio “c’è poco da stare allegri” »

  All’inizio uno magari crede sia uno scherzo partorito dal “Ruggito del Consiglio”. Troppo caricaturale per sembrare vero, a partire dallo sfondo dai colori fluo, dalla (doppia) foto che capeggia in alto con qualche effetto grafico luminescente, fino alla sfilza dei numeri di telefono degli organizzatori che ricordano i volantini delle serate in disco. Quando poi l’occhio si sofferma sull’offerta musicale e sugli ospiti presenti, … Continua a leggere I “neomelodici” al Palacultura: il triste presagio di una desertificazione culturale incombente »

  È forse arrivato il momento di capire in che posto viviamo. E che cosa vogliamo diventare da grandi. Perché ancora non è chiaro se il futuro di Messina (tredicesima città d’Italia, con 240mila abitanti) sia quello di una “piccola” realtà metropolitana o quello di un grande paesotto di provincia. È una scelta importante, dalla quale dipende lo sviluppo a breve e medio termine della … Continua a leggere Il futuro di Messina, in bilico fra una realtà metropolitana e un grande paesotto »

  Ho imparato ad amare l’Argimusco grazie a una bellissima persona che ora purtroppo non c’è più. Si chiamava Giuseppe Todaro, chiamato da tutti “u prufissuri”, un uomo che per quel luogo ameno e suggestivo non molto distante dalla sua Montalbano provava un amore infinito. Da ragazzino ci andavo spesso con gli amici. Lasciavamo i motorini fuori dal cancello e ci inoltravamo a piedi lungo … Continua a leggere La meraviglia dell’Argimusco: un luogo “irreale” fra la terra e le stelle »

  Prima premessa: questo blog (che per inciso NON è un articolo, ma un corsivo) sarà intriso di bile. Ciò nonostante si cercherà di non eccedere con i turpiloqui Seconda premessa, a mo’ di coming out: io non ho mai capito cosa sia la massoneria. Quantomeno non del tutto. E forse mai lo capirò. Iniziamo. Lo scorso giovedì sono andato a visitare la sede messinese … Continua a leggere La misteriosa spada fiammeggiante della massoneria messinese »

  «Le parole sono importanti», diceva Nanni Moretti in una scena esilarante di “Palombella rossa”, inveendo contro una malcapitata giornalista dall’anglicismo facile. Una battuta cinematografica che contiene una verità difficilmente contestabile, perché nulla più di ciò che diciamo (e il modo in cui lo facciamo) racconta il modo in cui ci approcciamo al mondo. Per questo con le parole bisogna starci attenti. Bisogna ponderarle, sceglierle … Continua a leggere Messina, i migranti fuggiti e l’importanza delle parole »

  Se non fosse una cosa reale ci si potrebbe scrivere un fantasy. Di quelli visionari. Di quelli con i draghi. La trama è semplice ma avvincente. Narra le gesta epiche di animali velocissimi che si sfidano in corse clandestine, ai primi bagliori del giorno, mentre la città ignara si risveglia lentamente. Da una parte i Babbani*, la gente comune indaffarata negli impegni quotidiani: il … Continua a leggere Cavalli, draghi e bestie: quando la finzione è fin troppo reale »

Fitinzia   “Ma il feto durante la gravidanza si chiama così perché puzza?”. Sul sito yahoo answer, vera collezione di perle inenarrabili, si possono leggere anche domande come questa, scritta da un utente che evidentemente attribuisce al dialettale ‘feto’, sinonimo di puzza usato in tutto il meridione, una valenza universale. A lasciare interdetto il giovane internauta è l’ambiguità semantica del termine: stessa morfologia ma significati diversi … Continua a leggere Parole con la F che esistono solo a Messina (o quasi) »