MESSINA. Che Messina non abbia mai brillato per pulizia è una cosa purtroppo ampiamente risaputa, al punto che la città ha ormai sempre un aspetto lurido, e ci si stupisce le rarissime volte in cui viene pulita, come se la normalità fossero le cartacce, i sacchetti fuori posto, il fogliame e le bottiglie sparse.

In determinati periodi dell’anno, però, la sporcizia diventa veramente grottesca: e accade in genere quando si avvicina l’estate, e continua per mesi e mesi. Quest’anno, a mettere una pezza sono stati i cantieri di lavoro, borse regionali che permettono lavoretti stagionali agli aventi diritto, immediatamente cooptati da MessinaServizi per spazzamento e scerbatura a macchia di leopardo. Finiti i cantieri, si sono pressoché fermate anche le ramazze in strada.

La partecipata del comune di Messina che dovrebbe occuparsi del servizio ha a libro paga 480 dipendenti a tempo indeterminato e, a vario titolo e in diversi momenti, 140 a tempo determinato. Nonostante questo, senza aiuti esterni non riesce a garantire i minimi standard di pulizia richiesti non solo da città europea, ma nemmeno quelli previsti dal contratto di servizio che lega Palazzo Zanca a MessinaServizi, i costi della quale sono interamente a carico dei cittadini come legge prescrive: ci sono zone della città, non necessariamente periferiche, in cui non si vede un operatore ecologico letteralmente per mesi. E non “due” mesi. Quattro, sei, otto. Questo per chi ha la fortuna di vivere in centro, perché per chi abita poco fuori dalla cintura urbana le apparizioni degli operatori ecologici sono paragonabili a quelle della cometa di Halley.

Nonostante questo, la tariffa dei rifiuti, l’ormai famigerata Tari, è in continuo aumento da anni: dai 44 milioni del 2017 e 44,5 del 2018 ai 46 milioni e 300mila euro del 2019 ai quasi 48 milioni e mezzo del 2020, le cui bollette, che si pagano l’anno successivo ai piani finanziari sono arrivate proprio in questi giorni (con proroga per il pagamento come misura per alleviare i disagi della pandemia). E nel 2022 arriverà a 54.401 milioni di euro: coperti interamente dai contribuenti messinesi.

È vero che la maggior parte della forza lavoro è stata assorbita dal porta a porta, arrivata, secondo il Comune, al 40%, con copertura integrale di tutto il suolo cittadino, ma quello della raccolta differenziata è solo uno dei compiti di MessinaServizi, per realizzare il quale si sono praticamente abbandonati tutti gli altri.

Al punto che MessinaServizi si rivolgerà all’esterno per garantire lo spazzamento: è stato pubblicato un avviso di preinformazione con cui si annuncia un bando (in pubblicazione il 4 luglio, spiega l’avviso) per trovare chi, per venti milioni nel biennio, possa pulire le strade di Messina. Esattamente come è già successo per altri servizi, tra i quali scerbatura, manutenzione ville ed aiuole, disinfestazione e sanificazione, pulizia spiagge. Di fatto, MessinaServizi si occuperà praticamente quasi solo della differenziata. Ah, e della gestione dello stadio San Filippo…

 

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Serena
Serena
28 Giugno 2021 11:38

Due cose: incapacità di garantire la città pulita, spreco dei soldi dei cittadini. In più, terza cosa, presa in giro: aumento costi delle tasse e affidamento a privati (“mangiatoia”). È cambiato molto rispetto al passato.

Chris
Chris
28 Giugno 2021 16:41

Non ci arrivano a pulire perché sono perennemente imboscati. Questa foto è fatta al forte san jachiddu è per arrivarci da entrambe le strade di sacchetti di spazzatura le strade sono piene.. ma ti pare che raccolgono?! No, meglio stare imboscati.. troppo lavoro fa male.
Con sto buffone di sindaco abbiamo toccato un nuovo fondo!

thomas
thomas
28 Giugno 2021 16:41

Anche la raccolta della differenziata porta a porta non funziona, nel nostro condominio zona nord da oltre dieci giorni non viene ritirata la spazzatura ed il sito è diventato una discarica a cielo aperto.

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[…] il  miglioramento di alcuni servizi, come per esempio lo spazzamento“. Un servizio, per mesi pressochè assente, che per un mese sarà garantito dalla Dusty di Catania (per 130mila euro), e che dovrebbe andare a […]