Cuttigghio

 

Cuttigghio è un termine che deriva dallo spagnolo cortijo, ovvero cortile, luogo da sempre eletto per i pettegolezzi e le maldicenze. Ora, con tutto il rispetto per il gossip iberico, è in riva allo Stretto che la parola si sublima , oltrepassando di slancio i confini limitati di un patio. Il cuttigghio, a Messina, è una sorta di competizione sportiva, uno strano fiore all’occhiello, che se mai qualcuno decidesse di farne un’attività agonistica il medagliere nostrano non temerebbe confronti.

Nell’immaginario comune, l’antica pratica del cuttigghio è legata alle vecchie di paese sedute sugli sgabelli davanti all’uscio di casa, al sussurrare improvviso, all’immagine iconica di un sibilo nell’orecchio. Eppure, come tutte le parole, anche un termine così ricco di storia è costretto ad evolversi, acquisendo nel tempo sfumature inedite. Esiste infatti, da qualche anno a questa parte, un pettegolezzo più moderno, più al passo coi tempi: la chiacchiera unilaterale e consueta che si fa ragnatela. È  il cuttigghio 2.0, quello dei social, quello di whattapp, quello della messinesità digitale. L’immensa città virtuale senza confini geografici in cui tutti sono amici di tutti (“perché non si sa mai”, cantava Guccini) e in cui tutti parlano male di tutti, in pubblico e in privato, fra chat, condivisioni e faccine scannaliate.

E a chi non è mai capitato di dire peste e corna di qualcuno, parlando in privato con un amico/a, per poi ritrovarsi di fronte alla cruda realtà quando la sera stessa li incroci per caso, al bar, seduti uno accanto all’altro? Vittima e carnefice, insieme, a cuttigghiare di te. 

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CARMELA SIRACUSANO RAFFA
CARMELA SIRACUSANO RAFFA
19 Maggio 2017 5:41

molto interessante .vorrei SUGGERIRE A PROPOSITO DI CALIA L’ESPRESSIONE ALLASCA I MANI DU CALIATURI.aNCHE SE RITENGO CHE ALLASCARE SIA PIU’ CATANESE L’ESPRESSIONE VIENE USATA MOLTO DAI MESSINESI.

Claudio Marino
Claudio Marino
20 Maggio 2017 20:31

Cutuliari

sperticato
sperticato
31 Maggio 2017 9:38

A casa mia, “che ciolla vuoi?” si usa eccome.
Mi sorprende anche che a un linguista sia sfuggito che la ripetizione del termine produce una frase di chiara rivendicazione di mascolinita:”c’ho la ciolla!”