MESSINA. Sarà l’università di Messina a gestire il campo di atletica e la piscina Cappuccini, e il campo da calcio Bonanno dell’Annunziata. E’ stato firmato ieri l’accordo tra l’ateneo ed il comune di Messina, e la cessione delle due strutture avverrà a titolo gratuito: palazzo Zanca concederà all’università (e alla società in house Ssd Unime) i tre impianti per vent’anni, l’Ateneo le gestirà “provvedendo alla messa a norma, alla riqualificazione e all’ammodernamento degli stessi per renderli disponibili alla fruizione dell’intera collettività, nonché per le esigenze degli studenti universitari”.

In pratica il comune di Messina rinuncia al canone che fino a qualche tempo fa regolava la concessione delle sue strutture alle società sportive tramite bando pubblico, e decide di delegare all’Università, senza alcun corrispettivo economico, la gestione, ma anche gli oneri di manutenzione. Attualmente gli impianti del complesso Cappuccini sono in mano a MessinaServizi Bene Comune, partecipata che dovrebbe occuparsi di rifiuti e igiene pubblica, ma che da giugno ha avuto in carico la gestione dei due impianti, ma anche del campo d’atletica Santamaria ex Gil, e persino degli stadi Franco Scoglio e Giovanni Celeste.

Se il campo di atletica dell’impianto Cappuccini “risulta del tutto privo di affidatario/concessionario“, come si leggeva nella determina di affidamento a MessinaServizi della struttura, e lo stesso vale da luglio per il Bonanno, più intrigata è la storia delle piscine: l’impianto natatorio era stato dato in affidamento alla Società Waterpolo ASD a seguito procedura di evidenza pubblica nel 2012 e poi prorogata con accordo transattivo a febbraio 2018. Il Dipartimento Servizi alla persona e imprese a febbraio 2021 ha comunicato “la risoluzione dell’affidamento alla società per gravi inadempienze, invitandola al rilascio”. Senonchè a giugno il Tar di Catania ha concesso la sospensiva sugli effetti  del provvedimento del Comune. Già nel 2019 Palazzo Zanca aveva unilateralmente rescisso l’accordo con con la Waterpolo per la gestione dell’impianto, ma lo stesso Tar di Catania qualche mese dopo aveva accolto il ricorso dell’associazione sportiva, ritenendo illegittimo il provvedimento. In seguito la Waterpolo ha perso il giudizio e il TAR ha riconosciuto con sentenza la legittimità della risoluzione per inadempimento della concessionaria che non ha eseguito quegli interventi che si era obbligata a realizzare con la transazione con la quale le era stata prorogata la gestione dalla Giunta Accorinti.

Secondo la concessione del 2012, la Waterpolo avrebbe dovuto corrispondere al comune di Messina un canone da 2000 euro al mese, più il 5% delle utenze (che in un anno costavano 488mila euro), ed effettuare interventi migliorativi all’impianto.

Uno stato di cose che cambierà col subentro dell’Università nella gestione. “La gestione a titolo gratuito delle suddette strutture da parte dell’Ateneo messinese, nonché da parte della società in house SSD Unime a.r.l. oltre a creare sinergie tra le attività sportive svolte nel territorio cittadino, consentirebbe di riqualificare e ammodernare gli impianti attraverso interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria realizzati con oneri a carico dello stesso Ateneo con opere che resteranno a beneficio degli impianti sportivi di proprietà del comune di Messina con il conseguente miglioramento dei servizi all’intera collettività”, spiega la delibera. “La collaborazione tra il Comune e l’Università per la gestione degli impianti sportivi comporterebbe per la città evidenti vantaggi in termini di efficacia, efficienza ed economicità, – si legge nella delibera – quali il rispetto degli standard di qualità sportiva e sociale caratterizzanti la finalità pubblica dell’Impianto ,la possibilità di un modello di gestione stabile, vantaggioso, efficace nel mantenere e migliorare la vocazione sportivo-agonistica dell’Impianto e gli obiettivi di promozione sociale delle discipline sportive in esso praticabili, mediante una conduzione efficiente sul fronte economico ed in grado di sfruttare le  dell’impianto”

 

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