Enrico Buonocore, Messina-Palermo 2-0 (2001/2002)

 

Ti chiami Enrico Buonocore, di te hanno scritto, come nel più trito dei cliché, che sei genio e sregolatezza. Qualcun altro ti ha paragonato a Maradona, e del Pibe de Oro hai la statura, la provenienza napoletana, la tendenza ad una certa pinguedine ed un sinistro che è pura magia. Sei arrivato a Messina da appena un anno, e già hai lasciato il segno, lasciando la tua impronta in una promozione che chiamarla romanzesca è minimizzare, ma minimizzare tanto. Ti chiami Enrico Buonocore, sei uno di quei calciatori problematici. Sul tuo curriculum una fuga notturna da Messina con destinazione Ravenna. Perché ti mancava la famiglia. E poi, un campionato, il primo di serie B, che stenta a decollare e la prima vittoria che manca. È derby, col Palermo, avversaria di tutto il campionato scorso, promozione insieme al Messina, due destini che si incrociano ad ogni piè sospinto. Si gioca al Celeste, una specie di Colosseo in cui il casino dei tifosi stordisce, letteralmente. Qualche tocco lezioso, un paio di dribbling non particolarmente convinti, una prestazione da sei striminzito.

Ad un certo punto, ricordi. Ricordi di chiamarti Enrico Buonocore, ricordi di essere il Maradonino dello Stretto. Pigli palla sul vertice dell’area del Palermo, ti dirigi inspiegabilmente lontano dalla porta, con due avversari che ti inseguono, non particolarmente convinti su cosa fare. All’improvviso la virata, il Celeste che si anima come il gatto al quale si rizza il pelo, un’accelerazione, la palla incollata al piede, due, tre, quattro cambi di direzione, mezza squadra dribblata, avversari scansati manco fossi Alberto Tomba, panico diffuso in area palermitana. Sette, ne lasci sette a chiedersi “ma come cazzo ha fatto?”. Il Celeste impazzisce di felicità. Tu pure. E la sera in trasmissione dichiarerai, lucido, candico: “È stato meglio del sesso”. Te lo puoi permettere. Perché ti chiami Enrico Buonocore.

 

 

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Peppe Orlando
Peppe Orlando
16 Gennaio 2017 16:23

Ricordi stupendi e descrizioni bellissime. Solo un appuntino, il gol di Catalano non era in “uno di quei giorni primaverili”, ma in una freddissima domenica di dicembre

MARCELLO
MARCELLO
16 Gennaio 2017 19:09

Cmq non so se è un problema del mio pc (non credo perchè con altri siti non succede) ma i paragrafi di tutti i vostri articoli sono tagliati nella parte destra (e non di poco) per cui spesso illeggibili.

mm
Editor
16 Gennaio 2017 21:34
Reply to  MARCELLO

Ci stiamo lavorando 🙂 intanto provi ad aggiornare la pagina