MESSINA. “Abbiamo avviato un percorso pubblico di presentazione dei vari step del programma elettorale per l’amministrazione 2026-2031, ma soprattutto abbiamo aperto ad una nuova fase di ascolto della città. Non solo per raccontare ciò che è stato fatto e ciò che intendiamo fare, ma per raccogliere idee, suggerimenti e contributi da parte dei cittadini. Dopo tanti anni in cui Messina ha semplicemente rincorso l’emergenza, grazie al lavoro avviato dal 2018 oggi possiamo finalmente parlare di una città tornata alla normalità e pronta ad aprire una nuova fase strategica”.

Così Federico Basile nel corso dell’incontro dedicato alla presentazione delle linee guida del programma elettorale. Basile ha evidenziato come gli incontri del venerdì con la città e gli appuntamenti del martedì rappresentino un percorso integrato che porterà, entro la scadenza del 29 aprile, alla definizione di un programma elettorale costruito “a tante mani”, capace di spiegare ai cittadini non solo quanto è stato realizzato, ma anche ciò che si vuole continuare a fare.

Un programma articolato su tre pilastri strategici tra loro strettamente connessi: la Città di Messina, intesa come spazio urbano da rendere sempre più moderno, efficiente e vivibile; l’Area dello Stretto, come sistema integrato di relazioni, mobilità, servizi e opportunità capace di rafforzare il ruolo di Messina nel cuore del Mediterraneo; e la Città Metropolitana, come dimensione territoriale più ampia nella quale costruire sviluppo equilibrato, connessioni, decentramento e crescita diffusa.

“Molto spesso – ha proseguito – le opere o le azioni che vengono avviate appaiono scollegate, ma non lo sono affatto. In questi anni si è parlato molto di visione, e la visione per Messina non è uno slogan: è la capacità di collocare ogni scelta dentro un disegno complessivo”.

Il candidato sindaco ha richiamato il quadro europeo entro cui si muovono le strategie di sviluppo urbano. “Messina è una città europea non solo geograficamente o simbolicamente, ma perché deve muoversi dentro i grandi assi dettati dalla programmazione comunitaria. Il Green Deal europeo non è una suggestione teorica: è la tabella di marcia che riguarda trasporti, energia, ambiente, industria, transizione ecologica e digitale. Tutto ciò che facciamo, dalle piste ciclabili alla riduzione dei consumi, dall’affaccio al mare ai servizi intelligenti, non nasce da una velleità dell’amministratore locale, ma da una visione integrata che consente alla città di intercettare risorse, investimenti e sviluppo”. 

Su questa base, il programma 2026-2031 si articola in cinque macroaree, declinate in 14 aree di intervento, lungo i grandi assi della transizione ecologica, digitale, economica e sociale, con l’obiettivo di dare continuità a un percorso già avviato.

“Nella transizione ecologica – ha spiegato Basile – il target è chiaro: ridurre le emissioni del 40% entro il 2030. È un obiettivo che stiamo già rendendo concreto con una flotta ATM che oggi conta oltre 250 mezzi, metà dei quali a basso impatto energetico o elettrici, con investimenti che hanno cambiato radicalmente il volto del trasporto pubblico locale. La sostenibilità si costruisce mettendo insieme mobilità, forestazione, riduzione dei consumi, economia circolare e qualità dei servizi”.

Ampio spazio anche al capitolo della Messina Smart City. “La smart city non è un contenitore vuoto né coincide semplicemente con un hub tecnologico. La smart city è la messa a sistema dei servizi digitali che prima non esistevano. Se Messina ha scalato 53 posizioni nei ranking nazionali sulla digitalizzazione è perché abbiamo reso la città più accessibile, più semplice, più efficiente. Smartizzare Messina significa digitalizzare la pubblica amministrazione, investire sul cloud, sullo smart parking, sulle pensiline intelligenti, sul fotovoltaico, sulle isole ecologiche h24, sulla modernizzazione del servizio idrico e sulla connettività dei villaggi”.

In questo quadro rientrano anche il gemello digitale, lo smart metering, la gestione intelligente delle reti, il potenziamento della connettività nei 47 villaggi e la possibilità di trasformare i borghi e i territori oggi marginali in nuove opportunità di sviluppo, anche per attrarre i cosiddetti nomadi digitali. 

Basile ha poi richiamato il tema dell’innovazione e del rapporto con i grandi attori della ricerca: Università, CNR e centri di alta specializzazione. “Messina ha tutte le condizioni per mettere a sistema competenze, ricerca, innovazione tecnologica e sostenibilità energetica. Già oggi la città ottiene rilevanti risparmi energetici grazie agli interventi di relamping e decarbonizzazione. La sfida adesso è costruire un sistema integrato delle energie rinnovabili, a partire dalle Comunità energetiche rinnovabili, ancora ferme in Consiglio comunale, e trasformare questa potenzialità in un volano di sviluppo”. 

Tra i pilastri del programma anche il buon governo, indicato come condizione essenziale per ogni prospettiva di crescita. “Tutti gli investimenti, tutti i risultati raggiunti e tutte le strategie che oggi possiamo immaginare nascono da un elemento fondamentale: la credibilità amministrativa. Messina oggi è credibile perché ha risanato l’ente e ha riportato solidità dove prima c’erano solo emergenze e precarietà. Da questa credibilità nasce anche la possibilità di realizzare finalmente il vero decentramento amministrativo, con più risorse finanziarie, più personale e più strumenti a disposizione delle municipalità e dei villaggi. Da qui anche la proposta dell’istituzione dei Comitati di partecipazione civica per rafforzare il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte amministrative”.

Sul tema dei giovani, Basile ha rivendicato una scelta politica precisa: “L’assessorato alle Politiche giovanili non è un’etichetta, ma la dimostrazione che si sono accesi i riflettori sul futuro dei ragazzi. Dobbiamo fare in modo che i giovani possano studiare a Messina, lavorare a Messina, scegliere Messina. E dobbiamo anche attrarre studenti da fuori. Lo stiamo facendo con progetti già finanziati, come YoungMe, e con strumenti che guardano al futuro, come il Fondo Futuro Messina, pensato per dare agli under 40 la possibilità concreta di investire sul proprio territorio e costruire qui il proprio percorso”. 

Accanto a questo, il progetto delle Officine della creatività nei padiglioni dell’ex Fiera viene indicato come uno degli esempi più concreti di recupero di spazi inutilizzati da trasformare in opportunità di crescita e sviluppo. 

Forte anche il passaggio sulla cultura, considerata asse strategico del programma. “Messina non è più una città di passaggio ma una città di permanenza. Non è uno slogan, è quello che abbiamo costruito in questi anni. L’apertura di siti storici, la valorizzazione del patrimonio, il ruolo della Fondazione e la costruzione di percorsi culturali e identitari fanno parte di un unico filo conduttore che punta a rendere la città sempre più attrattiva”.

A questo si collega il tema del turismo, con dati che, secondo Basile, “non lasciano spazio a interpretazioni”: crescita delle presenze, aumento degli approdi crocieristici, incremento dell’appeal della città. “Adesso serve strutturare questa crescita, a partire dal nodo ricettivo, con l’obiettivo di aumentare i posti letto con l’incremento dell’offerta ricettiva fino a 5.000 posti letto, potenziare i servizi e fare in modo che Messina diventi stabilmente una meta, non solo una tappa”.

Tra le prospettive indicate: Messina città del mito, dei grandi eventi, del crocierismo, del diportismo e del waterfront ritrovato, con la valorizzazione del Pilone, del tratto costiero e della continuità tra Fiera, Rada San Francesco e Annunziata.

Non è mancato il riferimento al tema delle infrastrutture e della città “oltre il Ponte”. “Oggi c’è una legge che dice che il Ponte si farà, ma la crescita di Messina non può restare sospesa nell’attesa. La città deve continuare a correre comunque, con il porto di Tremestieri, la Via del Mare, la nuova stazione ferroviaria, la metropolitana del mare, la Water City e tutte quelle opere che rendono concreto un disegno di sviluppo già in corso”. 

Basile ha poi richiamato il tema della mobilità integrata, degli svincoli, dei parcheggi di interscambio, delle ciclabili, dell’Agenzia della mobilità dello Stretto e di una programmazione che, ancora una volta, si inserisce nei grandi obiettivi europei di sostenibilità e modernizzazione.

Altro capitolo centrale quello della trasparenza, della legalità e del controllo del territorio, con il rafforzamento delle azioni sui beni confiscati, sul vigile di quartiere, sul piano antidegrado, sull’illuminazione e sugli strumenti di contrasto ai fenomeni di illegalità diffusa. 

Infine, il welfare, definito da Basile come uno degli elementi più identitari dell’azione amministrativa. “Messina in questi anni ha dimostrato di non lasciare indietro nessuno. Il welfare di comunità, gli asili nido, la disabilità, il PEBA, l’accessibilità, il Dopo di Noi non sono temi marginali, ma il cuore di una città che vuole continuare a crescere mettendo al centro le persone e i loro bisogni reali”. 

In chiusura, Basile ha ribadito il senso politico del percorso avviato: “Abbiamo iniziato questo confronto con la città e continueremo a farlo. Per noi il programma non è un documento da calare dall’alto, ma un lavoro aperto, da costruire insieme alla comunità. È questo il metodo con cui vogliamo continuare a guidare Messina: ascolto, visione e concretezza”.

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