MESSINA. Mozione di sfiducia calendarizzata per la discussione in aula (dopo la costituzione della nuova partecipata Messinaservizi Bene Comune), dimissioni “a sangue freddo” da parte dell’ormai ex assessore al Bilancio Luca Eller, Messinambiente sull’orlo del fallimento senza che sia stata ancora costituita, ad oggi, la società che dovrebbe prenderne il posto nella gestione del settore dei rifiuti.

Il mese di febbraio, per l’amministrazione guidata da Renato Accorinti, è iniziato col botto e continuerà coi fuochi d’artificio. Perchè oltre ai problemi che sindaco e assessori sapevano di dover far fronte, si è aggiunta la grana Eller, forse prevedibile ma inattesa nelle tempistiche. Il dimissionario assessore al Bilancio resterà in carica fino a venerdi 10 febbraio, per sbrigare le ultime incombenze, poi saluterà Messina e tornerà nella sua Toscana. Chi lo sostituirà? Tirati fuori nelle ultime ore, ci sono tre nomi “caldi”, tra i quali quello di una donna, che riequilibrerebbe il “gender balance” all’interno della giunta Accorinti: a maggior ragione vista la precaria posizione di Daniela Ursino, assessore alla Cultura inviso come e forse più di Eller a Cambiamo Messina dal basso. Contro di lei, la “pistola fumante”, prova della sua lontananza dalla giunta, è l’assenza alla manifestazione di piazza municipio di sabato 29 gennaio in sostegno di Accorinti e della sua esperienza amministrativa. Anche per lei, rivela una fonte vicina agli ambienti accorintiani, “è pronto il foglio di via”.

La mozione di sfiducia andrà in aula dopo il voto sulla costituzione della MessinaServizi Bene Comune, partecipata che prenderà il posto della moribonda Messinambiente.

Ela questione più scottante riguarda proprio Messinambiente, partecipata per la quale ci sarà l’udienza che ne decreterà il probabilissimo fallimento. La comparizione in tribunale era prevista per l’8 febbraio, ma un problema legato alla notifica dell’atto l’ha fatta slittare di due settimane. Per evitarla, Eller stava lavorando ad un concordato in bianco, che prevedeva, a fronte di un pignoramento esecutivo da trenta milioni di euro (che ha portato alla richiesta di fallimento) da parte dell’Agenzia delle entrate, un accordo da venticinque milioni di euro: dieci subito, cash, e altri dieci da pagare in tranches entro tre anni. Miracolosamente, pare che l’ex assessore al Bilancio avesse scovato i dieci milioni. Di portare avanti la trattativa col tribunale, adesso, toccherà al suo successore.

Prendendo atto del momento, Accorinti chiede un attimo di riflessione: “Dobbiamo lavorare insieme per Messina e proseguire il percorso di stabilità intrapreso, vigilare sull’arrivo dei finanziamenti ottenuti, definire le importanti transazioni finanziarie a favore del Comune, completare il riassetto dei servizi sociali, salvaguardare l’avvio del Masterplan e del Pon Metro. Le motivazioni contenute nella mozione di sfiducia sono in gran parte superate – spiega il sindaco – È il momento della responsabilità e chiediamo a tutti di partecipare con coscienza e visione per il bene della città”.

Poi una stoccata, senza mai nominarlo, a Eller, che aveva chiesto, nella sua lettera d’addio, un “patto per la città”: “Chi parla di “patti di fine mandato” sa che l’Amministrazione aveva già maturato l’ipotesi (peraltro anche annunciata sabato scorso anche a Piazza dell’Unione Europea) di sottoporre ai cittadini e al Consiglio alcuni punti programmatici forti per il rilancio della città”

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emmeaics
emmeaics
1 Febbraio 2017 21:00

e si hanno ragione quelli di Gettiamo Messina più in Basso, la Ursino è un alieno, lontana dalla Giunta Accorinti, infatti è l’unica che fa qualcosa di buono per la città.