Andarsene

 

Per razionalizzare i sentimenti certe volte è necessario allontanarsene, prenderne le distanze e fare in modo che le emozioni abbiano il tempo di maturare in segreto, nelle stanze più remote dell’inconscio. Partire, in fondo, serve anche a questo: lasciarsi alle spalle un pezzetto di sé e mettersi in gioco. Lontani dagli affetti e dalle abitudini di sempre. Per comprendere realmente chi siamo.

Una sfida a se stessi e al mondo intero che inizia sul traghetto, con il vento che ci scompiglia i capelli, l’odore del mare che non è mai stato così intenso e la città che piano piano si fa più lontana. Fino ad ora non ti eri mai accorto di quanto fosse bella. Lo capisci solo adesso, con le valigie in mano e un biglietto di sola andata nella tasca della giacca. Osservi le case, che ti sembra di riconoscere una ad una, e poi i colli, le chiese e le strade, e mentre la nave si allontana e quel magone che avverti al centro del petto non ti permette di respirare, non sai più che sentimenti provare, sballottato fra l’entusiasmo per un’avventura che inizia e la malinconia per una storia d’amore che finisce. Ci si sente così: sospesi. In bilico fra voglie alternate di andare e restare. Di andare. E restare. 

 

Stato d’animo: la rabbia. Quella di migliaia di ragazzi costretti ad abbandonare una terra che non è più in grado di garantire un futuro dignitoso ai propri figli. Che tuttavia – nonostante tutto – non smettono di amarla.

 

(foto in copertina di Gianluca Chillemi)

 

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linda
linda
4 Aprile 2017 20:42

Questo primo punto mi ha dato un colpo al cuore. Non me l’aspettavo! P.s. non per essere ripetitiva ma anche il gelato gianduia e panna del bar del sud non può mancare all’elenco 🙂

Roberto Raso
Roberto Raso
5 Aprile 2017 18:03

Grazie per il tuo articolo Marino, è veramente bello e mi sono ritrovato in tutti e 5 I punti. Non ci conosciamo, ma dopo aver letto questo articolo penso che posso capirti. Grazie ancora da un messinese all’estero?