MESSINA. In Sicilia piove sempre meno, ed è emergenza siccità conclamata, al punto che il presidente della regione Siciliana Renato Schifani ha discusso ieri pomeriggio in Consiglio dei ministri la richiesta avanzata dalla Regione per la “dichiarazione dello stato di emergenza in relazione alla situazione di deficit idrico in atto in Sicilia”. Il risultato sono stati 20 milioni di euro, che serviranno per l’acquisto di nuove autobotti nei comuni in crisi e la sistemazione di altri mezzi in un centinaio di enti locali, per 130 interventi tra rigenerazione di pozzi esistenti, trivellazione di pozzi gemelli e riattivazione di quelli abbandonati, oltre al revamping di una trentina di sorgenti, il potenziamento degli impianti di pompaggio e delle condotte, e la realizzazione di nuove condotte di interconnessione e bypass. Per i prossimi mesi, invece, si sta valutando la ristrutturazione e il riavvio dei dissalatori di Porto Empedocle, nell’Agrigentino, e di Trapani.

Ma cosa significa in concreto “piove sempre meno”, e qual è il rischio a cui va incontro l’isola nei prossimi mesi, storicamente torridi? Per la prima parte, significa che aprile ha prolungato ulteriormente in Sicilia una ormai lunga serie di mesi con precipitazioni inferiori alla norma avviata lo scorso settembre 2023: la media regionale della precipitazione mensile di aprile è risultata pari a 23 mm circa, a fronte di un valore normale di 41 mm per il periodo 2003-2023. Di fatto, le ultime piogge significative sono state quelle di maggio e giugno del 2023, mesi estremamente piovosi (più della media), che hanno contribuito a far sì che non si sentissero troppo gli effetti delle scarsissime piogge di autunno, inverno e inizio di primavera. Le precipitazioni sono state complessivamente metà dei valori normali, ma vi sono aree della Sicilia orientale (come la zona ionica o il catanese, aree in cui Messina prende l’acqua che arriva nei rubinetti) dove è caduto meno del 30% di quanto atteso in base al clima.

Purtroppo, la “finestra” di influenza dei due mesi di piogge abbondanti è terminata, e la Sicilia si trova alle prese con una situazione potenzialmente catastrofica: i bacini idrografici, dai quali l’isola prende sostanzialmente l’acqua da bere e per l’irrigazione delle coltivazioni, sono pieni per meno del 30% della capienza, (il che vuol dire che per il 70% sono vuoti) e la situazione, a meno di stravolgimenti piuttosto improbabili, non migliorerà certo durante l’estate.

Le speranze di un recupero significativo del pesante deficit accumulato durante l’autunno e l’inverno erano concentrate soprattutto per l’inizio del mese, quando apporti significativi di piogge avrebbero potuto salvare almeno parte della produzione cerealicola, che in alcune zone è andata invece del tutto perduta. E invece anche aprile è stato secco. E per l’isola la situazione diventa estremamente complicata.

 

Subscribe
Notify of
guest

1 Comment
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments
Joshua
Joshua
8 Maggio 2024 22:42

E c’è chi continua ad interessarsi del sesso degli angeli, alias ponte sullo stretto…