MESSINA. Il “quadro-gate” dell’aula consiliare del comune di Messina si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la presa di posizione della consigliera del movimento 5 stelle Serena Giannetto, che chiedeva la rimozione del dipinto “Allegoria della restituzione di Messina alla Spagna”, ritenendolo diffamatorio per Messina, e le “scottanti” rivelazioni da parte del consigliere comunale Salvatore Sorbello di due giorni fa, che confutavano la tesi di Serena Giannetto, affermando che la donna presa a calci nella riproduzione del quadro di Luca Giordano (l’originale si chiama “L’esaltazione della Spagna”, ed è in esposizione al museo del Prado dal titolo “Mesina restituida a España”), arriva la presa di posizione dell’associazione “Sicilia ai siciliani”, che si pone al fianco della tesi della consigliera pentastellata.

“In merito alla querelle nata dall’iniziativa della vicepresidente del consiglio comunale di Messina, Serena Giannetto, di rimuovere la riproduzione della “Restituzione di Messina alla Spagna” (titolo del quadro originale che si trova presso il Museo del Prado di Madrid) presente nella sala consiliare del Comune, essendo stati chiamati in causa da Alessandro Fumia e dal consigliere Salvatore Sorbello ci pare opportuno intervenire nel merito della discussione”, scrivono dal direttivo dell’associazione.

Alla luce della loro “fantasiosa” interpretazione e del significato astruso dato al quadro, forniamo diversi elementi per chiarire una volta per tutte e in maniera inconfutabile la questione – sostengono – A supporto e a conferma che la protagonista dell’opera dipinta da Luca Giordano sia proprio la città di Messina è il documento originale, che alleghiamo, presente al museo del Prado di Madrid. Ma se ci fossero ancora delle obiezioni è lo stesso autore del quadro a fugare qualsiasi dubbio con un sonetto presente sul suo dipinto”.

“Infatti in basso a destra si trova una strofa che richiama proprio Messina e la rivoluzione antispagnola, ed inizia così Mesina herida, triste e injuriada…”.  Cosa c’è da aggiungere di più?  Questa è la dimostrazione che spazza il campo da ulteriori e scriteriate interpretazioni tendenti a manipolare i fatti storici chiarissimi e documentati per mero uso strumentale. A differenza del Fumia, oltre quanto già detto, ci siamo rifatti a testi scritti da professori universitari e da persone qualificate come Teresa Pugliatti, Salvatore Bottari, Nino Principato, Franz Riccobono, oltre ad altri  libri del XVII secolo tutti concordi nella tesi che portiamo avanti dal 2010″.

“Vogliamo chiudere rassicurando il duo Sorbello-Fumia che non vogliamo distruggere  nessuna opera e architettura di origini spagnole. Al contrario crediamo fermamente che qualunque forma d’arte, da dovunque provenga, debba essere premurosamente conservata, perché parte integrante della nostra memoria”, conclude il comunicato.

 

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