MESSINA. Ad aprire l’ultima serata della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina è stata Giada Giordano, vincitrice del talent show The Stage. Accompagnata al pianoforte dal maestro Giovanni Pulejo, ha eseguito l’Ave Maria di Franz Schubert, in un momento di raccoglimento dedicato alle vittime della tragedia di Pistunina, che continua a segnare profondamente la città.
Sul palco, Francesco Cannavà e Davide Liotta hanno tracciato il bilancio di un’edizione che ha riportato in vita, dopo ventotto anni, una manifestazione storica. Cannavà ha sottolineato il valore di un progetto reso possibile grazie al contributo di istituzioni, amministrazione comunale, partner e collaboratori, rivolgendo un ringraziamento particolare al sindaco Federico Basile e al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, Francesco Rizzo. Liotta ha invece evidenziato la complessità organizzativa della rassegna, soffermandosi sul lavoro di squadra che ha coinvolto operatori, volontari, ospiti, giornalisti, pubblico e sponsor, definiti una preziosa rete di imprenditori vicini al territorio.
Nel pomeriggio si erano già svolte le masterclass dell’attore e regista Ninni Bruschetta e di Dario Tomasello, coordinatore del Dams dell’Università di Messina. Protagonisti della serata anche gli studenti del Dams, componenti della giuria del concorso dedicato ai cortometraggi, che hanno assegnato il primo premio ad Aura di Stefani Accettulli, successivamente proiettato in sala.
Sul palco è quindi intervenuto il presidente dell’Ersu, Alberto De Luca, che ha illustrato le attività dell’ente a sostegno della crescente comunità internazionale degli studenti universitari, accompagnato da alcuni ragazzi provenienti dall’estero.
Momento particolarmente intenso quello dedicato allo scenografo Marco Dentici, insignito del Premio Regina del Peloro alla carriera. L’artista, vincitore di un David di Donatello, tre Nastri d’Argento e di un Ciak d’Oro, avrebbe dovuto ricevere il riconoscimento la sera precedente insieme a quello destinato al figlio Gianluca Dentici, premio Oscar nel 2017 per gli effetti visivi de Il libro della giungla di Jon Favreau. Profondamente colpito dalla tragedia che ha segnato la città, aveva però scelto di rinunciare alla serata a lui dedicata, come avevano fatto anche gli altri ospiti in segno di rispetto per le vittime. A consegnare i premi è stata la scenografa Francesca Cannavò, che ha ricordato anche il proprio contributo all’organizzazione della manifestazione.
La serata è stata poi dedicata al mestiere dell’attore. Maurizio Marchetti ha ripercorso il suo cammino artistico, nato proprio a Messina, ribadendo l’urgenza di restituire alla città spazi dedicati al teatro e raccontando il profondo legame, fatto di amore e sofferenza, che continua a unirlo alla sua terra.
Noemi David ha quindi accolto sul palco Giuseppe De Domenico, tra i più apprezzati interpreti della nuova generazione, al quale Francesco Cannavà ha consegnato il premio realizzato dall’artista Fabio Pilato.
Tra i momenti più significativi dell’incontro anche il dialogo tra Franco Cicero e Ninni Bruschetta, legati da oltre cinquant’anni di amicizia. L’attore ha rivolto parole di grande affetto nei confronti di Giuseppe De Domenico e ha lanciato un appello alla città: Messina continua a generare talenti nel cinema e nel teatro, ma deve imparare a sostenerli. Bruschetta ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per la qualità artistica delle scelte compiute dalla rassegna. In segno di lutto è stato inoltre annunciato l’annullamento dell’esibizione musicale con Cettina Donato, alla quale è stato rivolto un sentito ringraziamento.
L’omaggio conclusivo alla Sicilia ha visto protagonisti il poeta e pittore Pippo Cafarella, anima della Casa del Postino di Salina, insieme agli artisti Fabio Pilato e Lelio Bonaccorso. Quest’ultimo ha ricordato la straordinaria capacità di Messina di rialzarsi dopo ogni tragedia, invitando a riscoprire la città precedente al terremoto del 1908 e individuando nel Premio Regina del Peloro il simbolo di questa memoria da custodire e ricostruire.
La cerimonia si è infine conclusa con la consegna dei riconoscimenti. La giuria degli studenti del Dams ha attribuito una menzione speciale a Put your soul on your hand and walk di Sepideh Farsi. Il pubblico ha premiato Cuerpo celeste della regista cilena Nayra Ilic García, mentre il Premio dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto è stato assegnato al film francese La Dernière Rive di Jean-François Ravagnan. Il comitato scientifico della rassegna, presieduto da Franco Cicero con Cettina Donato, Nino Genovese, Dario Tomasello e Federico Vitella, ha conferito una menzione allo stesso Put your soul on your hand and walk. Il riconoscimento come miglior lungometraggio della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina è andato infine a Una storia vera di Mariano Lamberti.
Si è chiusa così un’edizione che ha restituito alla città una manifestazione attesa da quasi tre decenni, capace di unire cinema, memoria, formazione e identità, riaffermando il ruolo di Messina come luogo di cultura e di incontro.




