MESSINA. Il palazzo della Banca d’Italia, di recente acquistato dall’università di Messina, torna a risplendere, illuminato dopo cinque anni di buio. E’ infatti dal 2015 che l’impianto di illuminazione a led, di cui il palazzo è stato dotato dopo il rifacimento integrale di prospetto e facciate, non era più in funzione, dopo aver illuminato il fabbricato per qualche mese appena: quattro anni fa, nell’estate del 2016, la sede messinese della Banca d’Italia veniva chiusa ed il palazzo sostanzialmente abbandonato.

Ieri, lunedi 2 novembre, è stato riattivato dall’Università, che a fine febbraio ha acquistato il bene architettonico, vincolato dalla Soprintendenza: al termine dei lavori di riqualificazione e rifunzionalizzazione degli interni ospiterà un polo museale, una biblioteca per gli studenti ed i centri di ricerca che finalmente potranno convergere insieme all’interno dello stesso luogo. Verrà anche ospitata una raccolta personale della professoressa Teresa Pugliatti che ha donato ad Unime circa 25mila volumi, album fotografici e scritti autografi personali, nonché una ricca corrispondenza privata con storici dell’arte e personalità italiane e straniere”.

L’illuminazione del palazzo (a led, ma con tonalità molto calde dovute agli intonaci gialli), ha ridato luminosità a una zona in cui palazzi tra i più prestigiosi di Messina (accanto alla Banca d’Italia ci sono la Camera di commercio e la Dogana, nel giro di una decina di metri) convivono con una piazza abbandonata a se stessa e piuttosto buia, e la bruttura (funzionale, ma sempre bruttura) del parcheggio Cavallotti, oltre il quale giacciono abbandonati i silos granai ed i magazzini generali, immobili di proprietà del Comune che Palazzo Zanca ha provato a vendere (senza esito) e a riqualificare (anche in questo caso senza grossa fortuna).

La struttura della Banca d’Italia, edificata nel 1924, ha una superficie di oltre 6000 mq, divisi in un seminterrato e due piani fuori terra; completamente in cemento armato e muratura, è di fattura molto curata. L’edificio si articola in 8 unità immobiliari a destinazione d’uso abitazioni di tipo civile, 1 unità immobiliare a destinazione d’uso istituto di credito, 1 unità a destinazione d’uso cabina elettrica, 8 unità immobiliari sono a destinazione d’uso magazzini e depositi e 1 a unità immobiliari a per locali sportivi e 2 a destinazione lastrico solare. I sotterranei saranno probabilmente utilizzati come Archivio Storico dell’Ateneo.

A dicembre 2018, l’Ateneo ha firmato un “patto d’integrità” con l’associazione Parliament Watch per un monitoraggio civico delle gare d’appalto e dei lavori da parte del laboratorio di partecipazione civica Libellula.

 

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