MESSINA. Continua a imperversare la polemica sulla mancata raccolta delle firme da parte di Sud Chiama Nord, che si presenta alle amministrative con 15 liste.
A intervenire anche il Pd, tramite il segretario provinciale del Partito Democratico, Armando Hyerace, che ha chiesto alla presidente dell’Assemblea provinciale, Valentina Martino, la convocazione urgente della Direzione provinciale, riunitasi questa sera per discutere e votare un documento sulla vicenda.
Di seguito la nota stampa:
“Quanto accaduto tra Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo non è una polemica elettorale, ma una violazione consapevole delle regole democratiche. Anche i fatti di Giardini Naxos confermano un utilizzo quantomeno disinvolto e opportunistico delle norme, lontano dai principi che dovrebbero governare la competizione elettorale”.
“La presentazione di 14 liste riconducibili a un unico soggetto politico senza raccolta firme non è partecipazione. È un’operazione costruita da Sud Chiama Nord per piegare le regole e garantirsi un vantaggio fuori misura.
Una scelta lucida, non un errore. E proprio per questo è inaccettabile il tentativo di riscrivere i fatti e passare per vittime di un contenzioso che è figlio diretto di quella operazione.
C’è poi un elemento che rende tutto ancora più grave: chi ha evitato la raccolta firme è lo stesso che, con toni di sfida e spocchia, ha rivendicato di essere in grado di raccoglierne 10 mila in un solo giorno. Perché allora non farlo da subito? Perché mettere a rischio l’iter e inquinare il percorso? Per una prova muscolare? Una delle tante sventolate al vento al grido di “Io sono io…” salvo però poi nascondersi sotto una retorica di equità, trasparenza e moralità che sono tutte sempre e solo parole vuote non corrispondenti ad una condotta che è diametralmente opposta.
Sud Chiama Nord ha sfruttato fino all’ultimo margine un doppio privilegio -esenzione dalla raccolta firme e moltiplicazione delle liste- per alterare le condizioni di partenza. Questo non è pluralismo. È un abuso politico delle regole.
Si penalizzano le esperienze civiche vere e si espongono queste elezioni a ricorsi dagli esiti potenzialmente gravi, fino alla revisione dei seggi o alla ripetizione del voto. Un rischio scaricato sui territori per puro calcolo di potere: non è questo lo spirito della democrazia.
Sud Chiama Nord si assuma la responsabilità politica di quello che ha fatto, invece di tentare di ribaltare la realtà.
Il Partito Democratico porterà questa battaglia in tutte le sedi. Qui è in discussione la tenuta delle regole democratiche. E su questo non arretriamo di un millimetro”.





