MESSINA. La Sicilia è ufficialmente uscita dallo stato di siccità e a testimoniarlo sono anche i bacini idrici dell’isola che ad aprile, quindi alla fine dell’inverno, contengono 584 milioni di metri cubi d’acqua (contro i 370 dell’anno scorso e i 312 del 2024) su una capienza massima di 1 miliardo e 12,75 milioni di metri cubi d’acqua

Secondo le analisi pubblicate dall’Autorità di Bacino i dati dei volumi idrici presenti nei trenta invasi siciliani al 1° aprile 2026 sono tutti in positivo fatta eccezione per quattro punti. L’acqua che serve ai siciliani per uso potabile, irriguo, elettrico e industriale, è in aumento ovunque tranne che nella diga di Comunelli, che ha registrato un scarto di -0.03 rispetto a marzo accumulando 0,21 milioni di metri cubi di acqua (mmc) sugli 8 disponibili (piena solo per il 2%) . Stessa situazione per la diga di Furore del corso Burraito, che ha registrato un accumulo in negativo (-0,02) con 2,11 mmc di acqua sui 7 disponibili, per Gammauta che ha registrato la perdita maggiore di tutte (-0,08) accumulando 0,31 mmc di acqua su 2 milioni e Zaffarana con 0.35mmc di acqua sui 0,90 disponibili (con uno scarto di 0,02). Tutte le dighe che hanno registrato scarti in negativo sono destinate a utilizzo irriguo fatta eccezione per Gammauta che ha anche un utilizzo elettrico.

Tra le dighe che hanno accumulato uno scarto positivo maggiore invece c’è quella di Don Sturzo che ha registrato un aumento di volume di 10,04 mmc raggiungendo i 71,33 mmc sui 110 milioni disponibili. La stessa diga ad aprile 2025 aveva raccolto solo 39,69 mmc di acqua. Situazione favorevole anche per la diga di Rosamarina del corso d’acqua San Leonardo che su 100mmc di capienza ha racimolato 56,51 milioni di metri cubi d’acqua con uno scarto di 7,36 mmc rispetto a marzo e il 35% in più rispetto ad aprile 2025. Situazione positiva ancora anche per la diga di Garcia del corso Belice Sinistro la cui acqua ha anche scopo potabile e che al momento è occupata per il 47% della sua totalità (37,64 mmc su 80) contro lo stesso periodo l’anno scorso, quando era occupata per il 23,78%.

Le dighe più piene? Santa Rosalia sfora la sua capacità di 20 mmc con 21,19milioni di metri cubi d’acqua (la diga risulta come l’invaso percentualmente più pieno del prospetto superando la capienza nominale indicata in tabella, pari a 20 milioni di metri cubi. Questo avviene perché il dataset regionale si basa su dati dei volumi riferiti a misure o comunicazioni dei gestori, che possono differire dai dati ufficiali in casi come questo).

Subito a seguire le dighe San Giovanni, Prizzi e Lentini sono pieni rispettivamente per il 96%, 83% e 74%.

La situazione siciliana, quindi, sembra in netto miglioramento su più fronti, ma resta ancora disomogenea con alcune grandi dighe che trainano il recupero, mentre altre rimangono ancora su livelli molto bassi.

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