Osservare il cielo, divulgare la scienza e creare una comunità di appassionati. Sono questi gli obiettivi del GAM – Gruppo Astrofili Messinesi, una associazione “giovane” ma già molto attiva sul territorio, capace di coinvolgere cittadini, famiglie e studenti attraverso eventi pubblici, osservazioni astronomiche e attività di divulgazione scientifica. Nato dall’incontro tra appassionati, ricercatori, insegnanti e astrofotografi, il Gruppo Astrofili Messinesi, infatti, ad oggi, è indiscutibilmente una delle realtà emergenti più interessanti ed attrattive nel panorama culturale della città. In più di un anno di attività il GAM è riuscito, per l’appunto, non solo a coinvolgere una quarantina di soci in pochissimo tempo, ma anche ad organizzare osservazioni pubbliche, collaborazioni con scuole e istituzioni, e soprattutto ad attirare centinaia di persone ad eventi dedicati all’astronomia. A raccontarci la storia dell’Associazione, partendo dalla sua nascita fino alla mission e ai progetti per il futuro, sono Farida Farsian, classe ’90, di origini iraniane, astrofisica e ricercatrice in ambito di cosmologia astrofisica presso l’Osservatorio Astronomico di Catania, che ricopre il ruolo di Presidente, Salvo Cucinotta, classe 1980, Vice Presidente, fotografo ed astrofotografo, e Fabio Di Stefano, classe ’78, laureato in Fisica ed insegnante di matematica e fisica presso il liceo Scientifico Archimede, che insieme a Claudio La Rosa e Alfonso Arrigo nel gennaio 2025 hanno dato vita al Gruppo Astrofili Messinesi.
Cosa si intende per GAM – Gruppo Astrofili Messinesi?
“Il Gruppo Astrofili Messinesi è un’associazione o ancora meglio un gruppo di persone accomunate dalla passione per l’astronomia e l’astrofisica. L’idea è nata in modo spontaneo dall’incontro tra appassionati che già praticavano osservazione del cielo e astrofotografia. Con il tempo abbiamo capito che questa passione poteva diventare qualcosa di più: un’occasione per condividere con il pubblico la bellezza dell’universo e promuovere la cultura scientifica sul territorio. L’associazione è nata ufficialmente nel gennaio 2025, ma il percorso era iniziato già da tempo attraverso collaborazioni e iniziative informali.”
Chi fa parte del Gruppo Astrofili Messinesi?
“Il gruppo è formato da persone con percorsi molto diversi ma accomunate dalla stessa passione. C’è chi arriva dal mondo della ricerca scientifica, chi dall’insegnamento e chi dall’astrofotografia. Alcuni sono nati e cresciuti a Messina, altri hanno vissuto fuori città o provengono da altri Paesi. Questa diversità rappresenta una ricchezza. Ognuno mette a disposizione le proprie competenze e la propria esperienza per contribuire alla crescita dell’associazione e alla divulgazione dell’astronomia sul territorio.”
Com’ è nata concretamente l’idea di dare vita all’ Associazione?
“L’idea è maturata gradualmente. Molti di noi si conoscevano già attraverso il mondo dell’astrofotografia e dell’osservazione del cielo. Chi pratica questa attività tende naturalmente a cercare altre persone con cui condividere le uscite notturne, le osservazioni e le esperienze. Una delle occasioni che ha favorito l’incontro è stata una mostra fotografica organizzata al Comune di Messina. Da lì sono nate conversazioni, collaborazioni e nuove amicizie. Nel tempo abbiamo scoperto che esistevano molte persone interessate all’astronomia ma prive di un punto di riferimento stabile in città. Così è nato un piccolo collettivo che inizialmente organizzava attività in maniera informale e le prime serate dedicata all’ osservazione del cielo tutti insieme nella terrazza del Retronouveau. Successivamente abbiamo deciso di dare una struttura più definita al progetto e costituire nel gennaio 2025 ufficialmente l’associazione.”
Qual è il vostro obiettivo principale?
“L’obiettivo è semplice: osservare il cielo insieme e condividere questa esperienza con la cittadinanza. Vogliamo rendere l’astronomia accessibile a tutti, indipendentemente dall’età o dalle competenze scientifiche. Cerchiamo di avvicinare le persone al metodo scientifico, alla curiosità e alla conoscenza attraverso uno degli strumenti più affascinanti che esistano: il cielo stellato. L’astronomia rappresenta spesso una porta d’ingresso verso la scienza. Una volta che una persona inizia a porsi domande sull’universo, inevitabilmente si avvicina anche alla fisica, alla matematica e alla ricerca scientifica.”

Quanti soci conta oggi l’associazione?
“Attualmente siamo circa quaranta soci e continuiamo a crescere. Il nucleo iniziale era formato da pochi appassionati, ma nel corso dei mesi molte persone si sono avvicinate alle nostre attività. La crescita è stata graduale ma costante, segno che in città esiste un interesse reale verso questo tipo di iniziative ed argomentazioni”.
Quanto è stata importante la possibilità di avere accesso all’osservatorio di Forte Petrazza?
“È stato fondamentale. Grazie alla collaborazione con la Fondazione di Comunità di Messina abbiamo avuto l’opportunità di utilizzare una struttura che disponeva già di un osservatorio astronomico e di un telescopio importante, che però non era ancora pienamente operativo. Abbiamo collaborato alla sua messa in funzione e alla sua valorizzazione. Da quel momento Forte Petrazza è diventato il centro delle nostre attività e il luogo in cui svolgiamo gran parte delle osservazioni pubbliche.”

Che tipo di attività proponete?
“Organizziamo principalmente serate osservative aperte al pubblico. Durante questi incontri mostriamo ciò che il cielo offre in quel particolare periodo dell’anno: pianeti, Luna, stelle doppie, ammassi stellari, nebulose e galassie. Le osservazioni sono sempre accompagnate da momenti divulgativi. Raccontiamo le costellazioni, la loro storia, la mitologia associata e le caratteristiche scientifiche degli oggetti osservati. Ci occupiamo anche di astrofotografia, spiegando come sia possibile fotografare il cielo e quali strumenti utilizzare.”
Svolgete anche attività formative?
“Sì. Abbiamo organizzato corsi introduttivi di astronomia e astrofotografia per i soci. Inizialmente alcuni incontri si sono svolti online per consentire una maggiore partecipazione, ma abbiamo realizzato anche lezioni pratiche in presenza. L’obiettivo non è soltanto insegnare a utilizzare un telescopio o una fotocamera, ma fornire le basi necessarie per comprendere ciò che si osserva.”
Collaborate con le scuole?
“Moltissimo. Abbiamo già svolto attività con istituti superiori, scuole primarie e gruppi scolastici in visita all’osservatorio. Una delle esperienze più belle è stata accogliere decine di bambini accompagnati dalle famiglie. Vedere il loro entusiasmo davanti a un telescopio è qualcosa che lascia sempre il segno. Crediamo che il contatto diretto con la scienza sia uno strumento educativo straordinario.”
Ricordate il vostro primo evento pubblico?
“Sì, e in realtà è diventato quasi un aneddoto simbolico. Poco dopo la nascita del gruppo siamo andati alla Passeggiata a Mare con alcuni telescopi. All’inizio le persone osservavano da lontano senza avvicinarsi. Molti pensavano che ci fosse un costo da pagare oppure non capivano bene cosa stesse succedendo. Quando hanno scoperto che era possibile osservare gratuitamente la Luna attraverso il telescopio, la situazione è cambiata completamente. In poco tempo si è formata una lunga fila di curiosi. È stato il primo segnale concreto che la città aveva voglia di partecipare.”

Qual è stato l’evento più importante di questo primo anno?
“Probabilmente l’osservazione dell’eclissi lunare del settembre scorso a Forte Petrazza. L’affluenza è stata enorme, nonostante avessimo inaugurato l’ osservatorio neanche un mese prime. Le stime parlano di circa mille partecipanti. Per un’associazione nata da poco è stato qualcosa di straordinario. Non ci aspettavamo una risposta simile e per alcuni momenti ci siamo trovati a gestire numeri superiori a qualsiasi previsione. È stata una dimostrazione concreta dell’interesse che esiste verso l’astronomia.”
Quali altri momenti vi hanno colpito particolarmente?
“Tutti gli eventi dedicati ai bambini. La meraviglia con cui osservano il cielo è qualcosa di unico. Le loro domande sono spesso semplici ma profondissime e ci ricordano il senso autentico della divulgazione scientifica. Ci piace pensare che tra quei bambini possa esserci qualche futuro astronomo, fisico o ricercatore. Ed in dubbiamente anche avere preso parte all’ edizione del TEDxMESSINA 2026 è stata una bella soddisfazione.”
Come risponde la città di Messina alle vostre iniziative?
“Con grande entusiasmo. Una delle cose che ci colpisce maggiormente è il comportamento del pubblico durante gli eventi. Le persone attendono anche a lungo il proprio turno per osservare al telescopio, ascoltano le spiegazioni e partecipano attivamente. È una risposta che va oltre le nostre aspettative e che ci spinge a fare sempre di più.”

Che tipo di domande vi rivolge il pubblico durante gli eventi? Ve n’ è capitata qualcuna un po’ più curiosa o stravagante?
“Le domande sono tantissime e molto varie. Ci chiedono informazioni sui pianeti, sulle stelle, sui buchi neri, sulla possibilità di vita extraterrestre e sulle missioni spaziali. Capita anche qualche domanda più curiosa sugli alieni o sui marziani, ma in generale troviamo un pubblico molto rispettoso e desideroso di imparare.”
Perché il cielo continua ad affascinare così tanto?
“Perché rappresenta ancora uno dei grandi misteri dell’umanità. Da sempre gli esseri umani guardano verso il cielo per orientarsi, per misurare il tempo e per cercare risposte alle grandi domande sull’origine e sul destino dell’universo. Oggi, vivendo in città sempre più illuminate, rischiamo di perdere questo rapporto diretto con il cielo. Forse proprio per questo il desiderio di riscoprirlo è così forte.”
Uno dei temi a voi caro è quello dell’inquinamento luminoso…
“Sì, perché rappresenta un problema reale. L’eccessiva illuminazione artificiale riduce la visibilità delle stelle e impoverisce il patrimonio naturale del cielo notturno. Messina, come molte città moderne, convive con questo fenomeno. Sensibilizzare le persone significa anche promuovere una maggiore tutela dell’ambiente.”
Nel vostro progetto ed in quello che fate la città di Messina vi ha più aiutato o ostacolato?
“Finora la città non ha ostacolato l’associazione in nessuno modo. Anzi, i cittadini hanno risposto con grande interesse, curiosità e partecipazione agli eventi. Ancora non abbiamo avuto modo di interfacciarci con la nuova amministrazione dato che è in carica da pochissimo ma speriamo di poter dialogare presto con loro e magari di poter collaborare. In quasi tutte le città i telescopi sono anche finanziati dal Comune, noi ad esempio facciamo parte anche di un’altra associazione a Palermo dove c’è un accordo con il Comune che mette a disposizione l’osservatorio. A Messina in passato c’ erano realtà che si occupavano di astronomia anche abbastanza importati, poi il vuoto…quindi ci piacerebbe poter dare adesso un senso di continuità.”

Qual è quel fenomeno astronomico particolare o quel dettaglio che si può osservare bene sul cielo di Messina?
“C’è un fenomeno che non è propriamente astronomico, però è ottico-astronomico. Nel momento del tramonto, qui a Messina, si può osservare quella fascia del cielo che si chiama Cintura di Venere. È quella parte di cielo nella quale il lato opposto al tramonto del Sole mostra l’ombra della Terra che si alza. C’è una fase precisa, che dura pochi minuti, in cui si vedono perfettamente le gradazioni di colore dal blu al verde fino al viola. A Messina si riesce a vederla in tutto il suo splendore grazie al panorama.”
Progetti per il futuro?
“Stiamo preparando il calendario di eventi per i mesi estivi in arrivo, saranno presumibilmente appuntamenti che coinvolgeranno sia l’Osservatorio di Verde Petrazza che altri luoghi in giro per la città. Per il resto, in generale, l’intento è quello di continuare a crescere, di coinvolgere sempre più persone e di consolidare il ruolo dell’astronomia come strumento culturale e formativo per la città. Ci piacerebbe rafforzare le collaborazioni con scuole, istituzioni e realtà culturali del territorio, affinché il cielo diventi un patrimonio condiviso da tutta la comunità. In fondo il nostro obiettivo può essere riassunto in una frase semplice ma ambiziosa: fare in modo che la scienza diventi sempre più popolare e accessibile a tutti.”
Tre motivi per prendere parte ad un vostro evento…
“Per conoscere il mistero del cielo e la sua bellezza ammirandolo più da vicino. Per espandere la propria conoscenza personale, e, infine, per conoscere gente nuova o comunque persone con cui condividere le stesse passioni e curiosità.”
Cosa bisogna fare per associarsi?
“Per entrare a far parte del Gruppo Astrofili Messinesi è sufficiente compilare il modulo disponibile sui canali social dell’associazione. Dopo un primo contatto conoscitivo, i responsabili incontrano personalmente i candidati. Non è necessario possedere un telescopio: il requisito principale è la curiosità e l’interesse per l’astronomia.”
Qual è il vostro P.S?
“Non ho talenti particolari. Sono solo appassionatamente curioso.” Cit Albert Einstein



