MESSINA. Non è più un consiglio comunale, è una guerra tra bande. E’ così che appare, all’esterno, l’aula consiliare di palazzo Zanca, da due settimane in fibrillazione continua e costante. Dalle dimissioni, cioè, di Nino Interdonato, che hanno dato il via ad una serie di eventi a cascata che stanno destabilizzando il consesso.

Perchè dopo Interdonato, che era il vicario, si è dimesso anche Nicola Crisafi, vicepresidente, lasciando la sola Emilia Barrile a reggere le sorti dei lavori d’aula. Senonchè, ad Emilia Barrile viene imputata da una parte una eccessiva vicinanza all’amministrazione, esacerbata dalla sua astensione alla mozione di sfiducia verso l’amministrazione di Renato Accorinti (astensione praticata anche da metà del gruppo dei “genovesiani” in consiglio) e sostanziata nel’accusa lanciata da Interdonato di avere un po’ troppa prossimità politica con la segreteria generale e con Antonio le Donne, che la guida.

Oggi nella querelle (ancora non risolta, dato che i due posti da vice sono vacanti) si inserisce anche il gruppo dei Centristi. Gli ex Udc, spiegano in un comunicato, “evidenziano un aspetto piuttosto importante già emerso in Consiglio comunale e relativo alla tutela dei consiglieri stessi nell’esercizio delle proprie funzioni di mandato e, alla luce di questo, annunciano, da oggi, di sospendere i rapporti politici con l’ufficio di Presidenza del Consiglio comunale“.

In particolare, i cinque consiglieri centristi se la sono presa per gli “spiacevoli episodi da parte del pubblico che assiste alle varie sedute, ultima quella vista, anche in diretta televisiva, lo scorso 15 febbraio”. A sedare le “intemperanze del quale, spiegano dovrebbe essere l’ufficio di presidenza. “Il nostro rammarico attuale sostituisce, ormai, quello che prima era invece una fiduciosa attesa di iniziative concrete in tal senso che, purtroppo, non sono state attuate da parte sua. Conseguenzialmente il gruppo consiliare Centristi per la Sicilia, nel pretendere costantemente il rispetto di quanto già espresso, comunica la decisione di sospendere immediatamente i rapporti politici con l’ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale”, concludono i consiglieri.

Bizzarro, se si considera che il più cruento scontro tra pubblico e consiglio, duranta la seduta fiume di dieci ore sulla sfiducia, alla quale si riferiscono i centristi, è stato proprio quello che ha visto protagonista la presidentessa del consiglio Emilia Barrile.

 

 

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