MESSINA. “Voglio riconquistare la mia libertà di parola ed azione, quella garantita dall’articolo 21 della Costituzione, che in questi mesi non ho potuto esercitare”. Luca Eller Vainicher affida ad un’estemporanea conferenza stampa, nel corridoio di palazzo Zanca, a due passi dal bar in cui ogni mattina faceva colazione, i motivi che lo hanno spinto a presentare le sue irrevocabili dimissioni dalla carica di assessore al Bilancio della giunta Accorinti.

 

“Si è conclusa la fase del soccorso – ha spiegato l’ex assessore –  e il mio ruolo di soccorritore deve andare a terminare. Dovrebbe invece iniziare una fase politica che richiederebbe maggior comunione di intenti e maggior coesione, maggiore azione e aggregazione, con meno conflitti. Ho visto invece – spiega il toscano – una deriva barricadera che non promette niente di buono per questa città”, confermando i suoi insanabili dissidi con l’ala movimentista e di estrema sinistra di Cambiamo Messina dal Basso. “Io sarei per proporre ovunque umiltà e moderazione, per spiegare le proprie ragioni, ma anche per ammettere una lunga serie di errori che sono stati commessi, e ne sono stati commessi tantissimi, e tutti insieme ritrovare il senso della comunità in un patto di fine mandato per il bene della città, riconoscendo i meriti di ciò che di positivo è stato fatto anche in questo periodo a tutti, anche ai consiglieri comunali che hanno votato gli atti che la giunta ha portato loro”, ha spiegato, tendendo una mano pacificatrice verso quella parte dell’aula che si accinge a votare la sfiducia.

E per Accorinti? Nonostante l’addio, Luca Eller ha parole d’oro per quello che, per un anno e mezzo, è stato il suo sindaco. “Una persona meravigliosa, che va ringraziata per quello che ha fatto e che sta facendo, e così vanno ringraziati i miei colleghi assessori, ma anche tutti i consiglieri. I miei migliori auguri per Messina, che se li merita”, ha concluso Eller.

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