Messina, Sos per la Fontana di Orione

La riattivazione dei giochi d'acqua ha creato delle fessurazioni nelle Naiadi e nella tazza che sorreggono. Le spaccature nell'opera di Giovanni Angelo Montorsoli diventano più evidenti con l'illuminazione notturna

MESSINA. È allarme per la Fontana di Orione (Giovanni Angelo Montorsoli, 1553), la più importante di Messina e ritenuta da Bernard Berenson “la più bella del Cinquecento europeo”. Come già segnalato in precedenza, una serie di fessurazioni, che coincidono con le stuccature utilizzate per ricomporla dopo il terremoto del 1908, rischiano di compromettere il gruppo delle Naiadi e la staticità della tazza che sorreggono. La gravità delle spaccature è ancora più visibile di notte grazie ai fari, che non lasciano spazio a dubbi.

 

Le fessurazioni nelle Naiadi e nella tazza superiore

 

Nonostante le segnalazioni della Soprintendenza, ancora nulla si è mosso. A determinare l’aggravarsi dello stato di conservazione dell’opera di piazza Duomo, la riattivazione della parte superiore e la penetrazione dell’acqua proprio nelle stuccature, che sono venute meno. Orione non rientrava nel piano del Comune riguardante le fontane di sua proprietà che, risalente allo scorso gennaio, è stato ritirato dopo la presa di posizione della Soprintendenza, la cui presenza è obbligatoria per legge quando si deve intervenire su beni vincolati. Lo stesso ente di viale Boccetta starebbe predisponendo un progetto complessivo di recupero delle fontane cittadine.

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