MESSINA. “Io davvero non comprendo! Nel 2026 nell’era del digitale , ancora si ricorre alle affissioni elettorali cartacee stile “Don Camillo e Peppone” tappezzando inutilmente mezza città”. E’ lo sfogo, in un post su facebook, del consigliere della terza circoscrizione Alessandro Geraci (M5s): il comune di Messina ha utilizzato un muro di recentissima costruzione per adibirlo ad affissioni elettorali, dipingendo sulla pietra viva i numeri e le celle di separazione destinate alle varie forze politiche.

“Ma qui abbiamo esagerato , è stato imbrattato il muro in pietra del torrente a Catarratti, realizzato qualche anno fa nei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza. Facciamo tanta fatica a tenere i quartieri in ordine e puliti e poi Palazzo Zanca compie questa scelta?? Inutile dirvi che ho scritto oggi stesso al commissario straordinario e all ufficio elettorale di provvedere alla rimozione di questi inutili stalli elettorali e che venga pulito il muro in pietra il prima possibile, perché non vogliamo aspettare le piogge invernali per vederli andare via”, ha scritto Geraci.
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