Viadotto ritiro, la staffetta dei direttori dei lavori

Cinque avvicendamenti in un anno e mezzo per i responsabili di direzione delle opere e coordinamento per la sicurezza. Il caso limite della nomina che non è durata nemmeno un giorno

 

MESSINA. Quanti direttori dei lavori e coordinatori per la sicurezza sono necessari per sorvegliare il corretto adeguamento statico e miglioramento sismico di un viadotto? Cinque, in poco più di un anno, dal dicembre del 2015 a maggio del 2017.

Una girandola di avvicendamenti, che ha coinvolto anche tre Rup (responsabili unici di progetto), per l’appalto da 43 milioni di euro per la messa in sicurezza del viadotto Ritiro, sulla A20 Messina – Palermo, vinto dalla Toto Costruzioni di Chieti, consegnato ad aprile del 2016 e pienamente effettivo a novembre del 2017 dopo il via libera da parte del genio civile:

L’epopea degli avvicendamenti inizia a dicembre del 2015, quando un provvedimento del direttore generale del Cas assegna il ruolo di direttore dei lavori ad Antonino Piccione: quattro mesi dopo, ad aprile 2016, viene istituito l’ufficio direzione lavori e l’incarico viene formalizzato, insieme col conferimento della carica di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione. Piccione dura in carica quattro mesi, poi, l’8 agosto del 2016, comunica le proprie dimissioni. Di lì in poi, una girandola di nomi.

Viene conferito l’incarico di coordinatore della sicurezza a Salvatore Pirrone, che del Consorzio autostrade è direttore generale. Si tratta ovviamente di una nomina temporanea in attesa di colmare il vuoto lasciato dalle dimissioni di Piccione, e infatti il 19 agosto 2016, gli subentra Alfonso Schepisi. Che non ha nemmeno il tempo di insediarsi e controllare le carte, che dieci giorni dopo, alla fine del mese, manifesta “la materiale impossibilità ad espletare il ruolo di Cse”, il coordinatore della sicurezza. E va via anche lui lasciando il ruolo scoperto, ma resta direttore dei lavori.

Il Cas cambia strategia, e procede all’ampliamento dell’ufficio di direzione lavori, conferendo l’incarico di direttore operativo con funzioni di coordinatore per la sicurezza (ruolo al momento vacante per la rinuncia di Schepisi). Passano due mesi, e ad ottobre per il ruolo viene scelto Pietro Certo. Nel frattempo Pirrone, che aveva ereditato d’emergenza il ruolo da Cse, diventa responsabile unico del procedimento in sostituzione di Anna Sidoti (che a sua volta aveva preso il posto di Letterio Frisone a fine 2014).

Turn over terminati? Nient’affatto, perchè il 12 aprile del 2017, viene nominato direttore dei lavori Giacomo Bicchieri, che sostituisce Alfonso Schepisi. Quindi il colpo di scena: nello stesso giorno, il Cas conferisce lo stesso incarico, direttore dei lavori, a Pietro Certo, già coordinatore per la sicurezza.

Perchè il ruolo di Bicchieri dura praticamente nemmeno un giorno? Dai documenti non si capisce, però il Cas informa che “in considerazione della gravissima carenza di personale interno”, manifesta l’intenzione di conferire l’incarico di direttore ai lavori a Certo. L’autorizzazione alla sua nomina arriva, da parte del Ministero alle infrastrutture, il 2 maggio.

Cinque tra coordinatori della sicurezza e direzione lavori, ruoli che spesso si sono sovrapposti ed intersecati. E i lavori erano appena iniziati. La segnalazione arriva da una classe del liceo classico La farina di Messina, la IIe, che sta portando avanti un’operazione di monitoraggio civico sui lavori del viadotto nell’ambito del progetto del Miur “A scuola di opencoesione”, i cui risultati parziali saranno presentati nel corso della settimana dell’amministrazione aperta, sabato 10 febbraio.

 

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