Cinque stereotipi del messinese in vacanza

 

La sindrome di Stoccolma (delle granite e dei gelati)

 

La granita migliore del sistema solare si fa a Messina, su questo non c’è più alcun dubbio nemmeno dal punto di vista accademico. Cionondimeno, il messinese in vacanza, a parte vantarsene come se il figlio avesse vinto il premio Nobel, va inspiegabilmente in giro in cerca di conferme alla sua tesi.

Le conferme si svolgono denigrando pesantemente lo scadente prodotto locale, che una forza misteriosa ma pari a quella dell’attrazione gravitazionale, spinge inevitabilmente il messinese a comprarla, la granita scadente (ma anche il gelato). Il canovaccio consiste nell’entrare in gelateria lamentandosi rumorosamente del colore, della consistenza, del gusto, anche se non la si è ancora assaggiata. Quando la si assaggia, il lamento arrivo a vette parossistiche, con versi di sofferenza da muezzin. Il seguito della giornata sarà inevitabilmente scandito da quanto faceva schifo la granita o il gelato che si è gustato la mattina, mentre si va alla ricerca di un’altra gelateria da distruggere.

Perché tutto puoi togliere al messinese, ma le radici culinarie quelle no, sviluppano catastrofici transfert ancestrali che non si placano se non con l’auto fustigazione di una granita (o gelato) scadente

 

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