MESSINA. Riqualificazione del Pilone, delle torri Morandi, la creazione del “Parco Peloro”, aree a parcheggio, “limitrofe alle spiagge ma che non intacchino la naturalità del luogo” e la costruzione del mercato coperto sull’area proprio all’ex sea flight (al posto dei resti del cantiere navale la cui demolizione è iniziata la scorsa settimana) Ecco cosa dovrebbe essere realizzato con il finanziamento di 10 milioni di euro proveniente dal piano nazionale di resilienza e ripresa (PNRR): o, perlomeno, quello che il ministero dell’Interno conosce delle intenzioni della città metropolitana di Messina su quelle aree. Infatti, per ricevere il finanziamento, la Città Metropolitana di Messina ha presentato all’interno del Piano urbano integrato (Pui) un progetto, o per meglio dire ciò che è venuto fuori dal concorso di idee bandito dall’ente nell’agosto 2021 per l’area di Torre Faro, probabilmente perchè, nonostante di demolizione dell’area ex Seaflight si parli da anni, non c’è mai stato alcun progetto concreto, e per rispettare le scadenze imposte dal Pnrr si è dovuto tirare fuori dai cassetti qualsiasi cosa avesse la parvenza di un progetto, e quindi il “Mercato coperto Capo Peloro” «con vendita e consumo a km 0, ristorante e caffetteria». Stando a quanto contenuto dal piano di utilizzo del demanio marittimo (Pudm), però, lo stabile non potrebbe essere realizzato. Così, Palazzo dei Leoni dovrà rettificare quanto presentato al ministero dell’interno e dal quale ha avuto il via libera al finanziamento tramite il decreto di individuazione del 22 aprile 2022. Ma cosa prevede l’idea presentata dalla città metropolitana per il borgo di Torre Faro? La riqualificazione di Capo Peloro sarà un’opera basata su tre obiettivi: inclusione sociale, rigenerazione urbana ed ecosostenibilità. E proprio dalla definizione di rigenerazione si può raccontare l’idea-progetto. Innanzitutto c’è la questione dell’ex Seaflight :dopo tre anni di carte bollate tra Palazzo Zanca e Regione, la Città Metropolitana ha avviato l’iter per la demolizione. Ma proprio su quel terreno, il Pui prevede la realizzazione del “Mercato coperto Capo Peloro” «con vendita e consumo a km 0, ristorante e caffetteria». (clicca sull’immagine per ingrandirla)

La stessa idea, che ha vinto il concorso del 2021, integrata nel Pui e presentata al Ministero, però, non tiene conto dei vincoli definiti dal Piano di utilizzo del demanio marittimo (Pudm) approvato nel dicembre 2021 dal consiglio comunale di Messina. Infatti, il Pudm definisce l’area sulla quale sorge l’attuale rudere sotto il vincolo di “libera fruizione”, ossia spiaggia libera. Lo spazio adiacente, invece, è destinata  come “area parcheggi esistenti”, contrassegnata nella mappa in rosso. Tutto ciò si allinea con il pensiero del precedente sindaco Cateno De Luca, che nell’area liberata aveva immaginato un parcheggio (cambiando poi idea e annunciando un teatro). Il paradosso è che, secondo la Città Metropolitana, il mercato al coperto non si potrà realizzare e la sua costruzione non era stata messa in conto: la visione progettuale che ha vinto il concorso di idee, infatti, sarebbe stata partorita, e acquisita dall’ente locale, precedentemente all’approvazione del Pudm. Nonostante ciò, l’ente, tramite il decreto sindacale numero 44, ha adottato il piano urbano integrato e lo ha inoltrato al ministero (link al Pui di “aree estese” visibile sul sito del ministero), ricevendo il finanziamento del Pnrr. La stessa area dell’ex Seaflight è stata, inoltre, oggetto di un parere da parte dell’ufficio territoriale ambiente (UTA) che l’ha definita “stralciata”. Il concetto di “stralcio” starebbe ad indicare che vi è un contrasto tra la volontà della Regione e quella del Comune: il parere è stato emesso prima della sentenza che ha chiuso la vicenda riguardo la contesa e la demolizione dell’ex sea flight. (clicca sulle immagini per ingrandirle)

 

Oltre al mercato che nelle scorse settimane ha animato il dibattito politico,  Palazzo dei Leoni prevede, sempre nel Pui, la costruzione di un “Museo dello Stretto”, attorno al basamento del Pilone: «la struttura anulare vetrata» – si legge nella “relazione delle aree estese” –  sarà «raggiungibile attraverso una rampa panoramica, che, con opere e installazioni antiche e moderne raccoglierà al suo interno la secolare storia di questo luogo.» Le Torri Morandi verranno riconvertite in un padiglione espositivo. «L’edificio -si legge sempre dalla relazione- ha ricevuto lo status di monumento nazionale […] la proposta è quella di recuperarlo e realizzare un padiglione espositivo dove verranno organizzate mostre ed eventi culturali con valenza didattica». Verrà anche realizzato il parco “Capo Peloro”, nell’area di vuoto urbano, ovvero non edificata, che si estende dalle Torri Morandi fino al Pilone, comprese le spiagge. Il parco avrà al suo intero un percorso didattico, verrà piantati arbusti autoctoni e sarà dotato di un polo sportivo e artistico. Nella cartina del progetto è anche visibile la creazione di uno specchio d’acqua artificiale.

Oltre alla ripresa degli stabili abbandonati e alla creazione del parco, il Pui presentato prevede : «sistemi di ripristino dunale costiero, danneggiato da un utilizzo a scopo turistico non sostenibile», la formazione della beach rock di Messina, punti di bike sharing, aree per il parcheggio, mappe turistiche digitali con cartellonistica virtuale, Sistemi “Wayfinding” (luci per i sentieri).

Ma il finanziamento richiesto dalla Città metropolita non si esaurisce ai 10 milioni di euro per l’area di Torre Faro: questo progetto rappresenta meno del 10% del fondo che arriverà a Messina solamente per i progetti urbani integrati. Ci sono quasi 56 milioni per il progetto “Dopo di Noi” per la ripresa della città del ragazzo, 7 milioni e 500mila euro per il villaggio “Le rocce” di Taormina, circa 22 milioni per le baracche di Messina, 22 milioni per l’ex villaggio IRIA sulle colline di Sant’Agata di Militello dove si costruirà una cittadella turistica, e altri 13 milioni di euro per gli ex asili IAI di Messina. Per un totale finale di 132milioni di euro. Le date per la realizzazione di questi progetti sono serrate: entro il 30 luglio 2023 vanno aggiudicati i lavori, entro settembre 2024 devono essere stati realizzati almeno il 30% dei lavori, e il tutto deve terminare il 30 giugno 2026. Nei prossimi giorni verrà nominato il responsabile unico del progetto.

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