MESSINA. Dal 18 settembre al 13 dicembre 2026 la Biennale dello Stretto torna, per la sua terza edizione, a interrogare le trasformazioni del Mediterraneo. Il tema scelto, “Mutazioni”, attraversa l’intero programma ideato da Alfonso Femia insieme ad Annalisa Metta e Salima Naji, promosso dalla Fondazione Le Città del Futuro e realizzato da 500×100. Quattro mesi di mostre, talk e progetti diffusi tra le due sponde.

Il tema Mutazioni prende spunto da una premessa concettuale che è, in realtà, un’evidenza: dalla fine del secolo scorso, l’andamento dei cambiamenti è diventato imprevedibile con effetti collaterali altrettanto inaspettati. Alla linearità evolutiva si sta sostituendo una sequenza di espansioni e contrazioni e al progresso un ventaglio di possibili scelte alternative, in cui le trasformazioni e i processi sono, spesso, frammentati o interrotti. Tra le situazioni più significative, perché esposte a posizionamenti critici e progettuali del tutto nuovi, vi sono quelle generate da coppie dialettiche di forme-idee che sono gli assi di sviluppo del tema:

– Naturale e Artificiale: se gli edifici sono costruiti con il micelio, se parte dei nostri corpi
sono protesi altamente tecnologiche, se le isole di rifiuti di plastica nel cuore dell’oceano
sono colonizzate da batteri sconosciuti; se la materia, qualsiasi materia si ricicla e si
trasforma, appare la forza di un’ambiguità di enorme potenziale creativo, una
sovrapposizione tra le due categorie che è nuovo motore di sviluppo orientato delle
mutazioni.
– Istantaneo e Progressivo: dall’agricoltura all’industria, al capitalismo urbano, ogni
trasformazione epocale ha lasciato tracce, è avvenuta per transizioni successive e per
vicendevoli passaggi di testimone. Nel tempo attuale le mutazioni sono istantanee, le
tracce si riducono, la memoria fatica a trovare una dimensione fruibile, immersa in un
sovraccarico cognitivo e informativo di consumo immediato. I progetti, che attraversavano
le generazioni, ora si compiono in pochi anni, mesi, “passano senza passaggio” evidente,
una distorsione temporale, che alcuna società ha mai sperimentato.

In termini concreti, l’indagine sulle “mutazioni” individua fratture tra spazi urbani e cambiamento che si declinano in situazioni ed esigenze specifiche e che sono state oggetto d’indagine dei progetti, delle opere e delle installazioni in mostra e che verranno approfondi5 nei talk:

• modalità per affrontare le mutazioni dell’ambiente;
• mutate attitudini e comportamenti sociali: nuovi modelli dell’abitare;
• riappropriazione dello spazio pubblico;
• città abilitante per tutti;
• mitigazione della frattura tra spazio fisico e digitale;
• transizione permanente dei paesaggi in mutazione;
• rigenerazione urbana per mutazioni non omologanti.

 

18-22 SETTEMBRE: CAMPO CALABRO, REGGIO CALABRIA, MESSINA

Water resilience

Mobilità e infrastrutture

Nuovi codici del design

Fotografia / Post paesaggio

Arte e cultura

 

10-11 OTTOBRE: BADOLATO

Mutazioni attraverso l’arte

 

13 OTTOBRE: TROPEA

Rigenerazione urbana territoriale e turismo

 

26-27 OTTOBRE: REGGIO CALABRIA

Rigenerazione urbana in collaborazione con TEHA Group

 

19-20 NOVEMBRE: REGGIO CALABRIA, MESSINA

Mediterranei: similitudini e paralleli

Le città porto

 

11-13 DICEMBRE: MESSINA, REGGIO CALABRIA

Materiale e immateriale

Città (dis)abilitante

Architettura Gen Z

Cinema e mutazioni

dell’arte come progeBo interato di rigenerazione urbana.

Tra i contribu5 indipenden5 ci sono le opere “breathe” di Ninni Donato e “La Machine à
Décoller” di Gianni Brandolino. “breathe” è un’installazione sonora in cui la percezione

perde progressivamente ni5dezza per raggiungere la profondità, trasformando
l’immersione dello speBatore in un’esperienza fisica e sensoriale. “La Machine à Décoller”
prende forma aBraverso un insieme frammentario di vol5, segni e annotazioni, in un
dialogo tra mondi fantas5ci e universi immaginari.
Su invito del direBore Alfonso Femia, la sezione si amplia con ulteriori interven5 che
interpretano la mutazione aBraverso linguaggi e prospePve differen5. “Metamorfosi”, la
serie realizzata da Aurelio Alberto Maria Giovanella, alias Albert Jill, e curata dalla figlia
Maria Elena Giovannella, racconta i luoghi della costa calabrese affaccia5 sul mare dello
StreBo. “Immutable Atoms” dell’ar5sta inglese Judith Cowan, con la curatela di Barbara
Martorelli, è un’installazione site-specific in cui linee di luce ricostruiscono dall’alto la
veduta di una ciBà devastata e privata delle proprie strade. Una visione sospesa tra
memoria e trasformazione, in cui calchi in bianco opaco ricava5 da una roccia ignea
assorbono la luce e res5tuiscono l’immagine di una civiltà cancellata. Infine, le opere
musive del collePvo CaCo3 meBono in relazione struBure geometriche e superfici
organiche e biomorfe, generando un paesaggio in con5nua evoluzione, dove la differenza
diventa elemento di relazione e la mutazione una nuova esperienza dello spazio.
Nel fossato del Forte, “Tracce di mutazione”, a cura di AF*Design, accoglie l’installazione
spaziale dell’architeBo paesaggista Michelangelo Pugliese. Un “Campo di forze” composto
da pali in legno differen5 per altezza, posizione e colore, collega5 da fili appena percePbili
che costruiscono una rete di relazioni e tensioni. L’opera richiama l’incessante trama di
mutazioni che aBraversa paesaggi, comunità e individui nel corso della Storia.
Domenica 20 seBembre, la performance “Orizzon5 capovol5 sul mare sospeso”
coinvolgerà gli studen5 dell’Accademia di Belle Ar? di Catania, nell’ambito del workshop
di scenografia condoBo dai professori Aldo Zucco e Massimo Savoia. Sulla scia dei percorsi
avvia5 nelle preceden5 edizioni della Biennale, una parata poe5ca trasformerà il pubblico
in parte integrante del cammino, aBraversando l’orizzonte per trasformarlo in possibilità.
Gli ar5s5 presenta5 nella sezione raccontano il proprio modo di vivere il tempo delle
mutazioni non in maniera isolata e autoreferenziale, ma come parte di un confronto
collePvo, una sorta di palaver: una forma tradizionale di dialogo comunitario diffusa in
diverse culture africane, aBraverso cui le comunità affrontano le ques5oni che riguardano
il benessere collePvo, fisico, spirituale, poli5co ed ecologico. Il palaver è uno spazio di
ascolto e confronto aperto, senza una conclusione prestabilita, nel quale la parola convive
con la danza, il canto, la narrazione, la poesia, la teatralità, il linguaggio del corpo e persino
il silenzio. Un modello di dialogo che diventa anche pra5ca di coesione, cura e resilienza
intergenerazionale.

Le opere diventano così luoghi di confronto tra ciò che permane e ciò che cambia, tra
iden5tà e trasformazione, resistenza e adaBamento. Mutare può significare assecondare
un processo, ma anche opporvisi; può essere una necessità, una scelta, una forma di
sopravvivenza oppure una perdita. Ogni trasformazione porta con sé qualcosa che
scompare e qualcosa che prende forma.
Parlare di mutazioni nell’arte significa dunque interrogare il nostro rapporto con il
cambiamento. Osservare come le forme si modificano, come la materia conserva le tracce
del tempo, come i paesaggi registrano le trasformazioni e come l’esperienza umana si
adaBa, resiste o viene trasformata dalle condizioni del presente. In questa prospePva, la
mutazione non è soltanto ciò che accade alle cose, ma un modo per leggere il mondo. È il
movimento con5nuo tra una forma e un’altra, tra ciò che siamo sta5 e ciò che s5amo
diventando, tra la necessità di cambiare e il desiderio di conservare una traccia di ciò che
eravamo.

ARTISTI IN MOSTRA
“Tra terra e forma. Mutazioni lente” a cura di Pasquale Piroso
MaBeo Basilé
Giulio Cin5
Giulia Natalia Comito
Roberto Giglio
Luigi Ontani
Dino Serrao
Alberto Timossi
Antonio Tropiano
“L’imperfezione dell’assoluto” a cura di Angela Pellicanò
Fabrizio Cotognini
Giovanni Ozzola
Laura PaoleP
Alfredo Pirri
“Fuorimisura” a cura di Teodora Malavenda
DEHORS/AUDELA
Marco Labate
Giulio Manglavi5
Gianfranco Scafidi

“Tracce di mutazione” a cura di Alfonso Femia
Michelangelo Pugliese
“Orizzon? capovol? sul mare sospeso”
Proff. Aldo Zucco e Massimo Savoia con gli studen5 dell’Accademia di Belle Ar5 di Catania
Gianni Brandolino
CACO3
Judith Cowan
Ninni Donato
Albert Jill

CALENDARIO 2026
5-9 luglio – Agadir, Marocco
18-22 seBembre – Campo Calabro / Forte BaBeria Siacci; Reggio Calabria / Museo
Archeologico Nazionale, Villa Genoese Zerbi; Messina / Fondazione Horcynus Orca
10-11 oBobre – Badolato
23 oBobre – Tropea
26-27 oBobre – Reggio Calabria
19-20 novembre – Messina
11-13 dicembre – Messina Reggio Calabria

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