MESSINA. La relazione parla di un giunto da 225 metri che non è quello che dovrebbe essere, quindi l’apertura della rampa d’uscita per chi arriva da Messina è slittata. Quando si parla degli svincoli di Giostra, le cautele non sono mai troppe, perché imprevisti di ogni tipo, molti dei quali da barzelletta, sono sempre dietro l’angolo. E infatti.

L’apertura della bretella, prevista per il 15 luglio, è slittata. A fine mese. Cosa è successo stavolta? Che, dopo la posa del giunto provvisorio, quando tutto sembrava pronto per aprire al traffico la rampa, l’ingegnere capo del Genio civile Leonardo Santoro ha stoppato tutto, trovando incongruenze nei calcoli statici depositati presso l’ufficio di via Saffi. Perché nella relazione di collaudo si trova la dicitura “giunto di scorrimento longitudinale con estensione pari a 225 metri circa”. E non è quello il giunto che è stato piazzato. Che è lungo più o meno 50 metri. Cosa è successo?

Bisogna risalire al 2012, anno in cui i lavori per gli svincoli procedevano spediti: in progetto c’era la posa del giunto che avrebbe dovuto collegare le rampe degli svincoli al viadotto Ritiro, da 225 metri,in ghisa e dimensionato in maniera opportuna per garantire il collegamento. Progetto che non è mai stato realizzato, perchè il giunto sarebbe andato a gravare sul viadotto Ritiro le cui condizioni erano pessime (e che ha determinato il restringimento di carreggiata che tutt’oggi affligge chi sfortunatamente deve prendere la Messina-Palermo). Al suo posto, per consentire un’apertura provvisoria della bretella, è stato programmato (e realizzato da qualche settimana) un cordolino di cemento armato che ha vita utile di meno di due anni: la relazione di collaudo depositata al genio civile, riguarda quest’ultimo giunto, ma la dicitura che ha fatto saltare sulla sedia l’ingegnere capo è riferito all’altro, quello da 225 metri. Una svista formale, non materiale.

“Non è quello che dovrebbe essere” taglia corto Santoro: “Nella relazione il giunto che non c’è è riportato tra le opere realizzate, quindi non nelle premesse o nel titolo. L’unica finalità della relazione era di dimostrare che era stato realizzato il giunto, e la stessa dizione errata c’è nel collaudo statico”, sostiene l’ingegnere capo.

Chi ha scritto la relazione, chi l’ha consegnata, di chi è la responsabilità? Qui si entra nel “peccato originale” degli svincoli, le cui sovrapposizioni di competenze in 25 anni di lavori hanno fatto crescere esponenzialmente la confusione. A consegnare materialmente la relazione è l’Anas, in qualità di direzione lavori e Rup (responsabile unico) del progetto. Prassi che Santoro contesta: “La trasmissione da parte dell’Anas è impropria, l’ente appaltante è il Comune“, dovrebbe trasmetterla Palazzo Zanca, spiega, in punta di diritto. 

E in punta di diritto gli replica Sergio De Cola, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Messina: “Secondo la legge, l’opera deve essere sottoposta al collaudo statico, che non va approvato, va depositato. Dove? Presso la stazione appaltante (Comune, ndr), oppure, se non ha un ingegnere a capo dell’ufficio tecnico, al Genio civile”.

Questo per quanto riguarda il collaudo statico. Poi c’è quello amministrativo. La relazione è stata materialmente redatta da Ferdinando Corriere, docente dell’università di Palermo, mentre il collaudo amministrativo è fatto da una commissione di collaudo il cui presidente è sempre Corriere: un incarico che risale al lontano 2002. Il collaudo amministrativo va ancora chiuso, ma l’amministrazione può chiedere di avere una consegna anticipata delle opere: questo è quello che è avvenuto il 7 luglio, e la consegna delle opere è avvenuta ieri. A chi? Al Cas, il Consorzio autostrade siciliano (che ha costruito materialmente il giunto contestato).

Visto che l’errore è formale e non materiale, non si poteva prenderne atto e semplificare la procedura? “No – spiega Santoro – è un atto pubblico e emanato in bollo, se l’atto è errato bisogna annullarlo e redigerlo di nuovo”.

Ricapitolando, per non perdersi: il Comune, stazione appaltante, nomina (nel 2012) l’Anas come direzione lavori e rup. L’Anas, a lavori ultimati, invia una relazione al Genio Civile (“E non eravamo obbligati a farlo”, spiega una fonte interna all’Anas che preferisce restare anonima, “potevamo limitarci a depositarla presso la stazione appaltante, cioè il Comune”), che ne contesta la forma, senza entrare nel merito del contenuto. Nel frattempo, dopo il collaudo statico “contestato”, c’è quello amministrativo da completare, e in attesa che si faccia, la titolarità delle aree passa dal Comune al Cas, che si è occupato materialmente di piazzare il giunto. Nel frattempo, dal 2012, al lavoro (a singhiozzo) sulle rampe c’è la Ricciardello, ultima di una dozzina di imprese che si sono avvicendate ai lavori sugli svincoli, che nel 2013 sono stati aperti (denunciando subito parecchie magagne). Tutto chiaro?

Il giunto di cui si discute in questi giorni è provvisorio, e andrà smantellato quando termineranno i lavori del viadotto saranno terminati. Poi c’è l’altra rampa, quella in uscita da Palermo, che sarà completata quando il viadotto sarà rimesso a nuovo. La nuova deadline è il 2019. Gli svincoli sono in lavorazione dal 1997.

 

 

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emmeaics
emmeaics
21 Luglio 2017 10:12

chiaro ? di chiaro c’è soltanto che in Sicilia i lavori non finiscono mai

Sebastiano
Sebastiano
21 Luglio 2017 10:13

Primo: vorrei capire lo svincolo apre o no a fine luglio?
Secondo: ma questi “tecnici” si parlano tra loro o vogliono avere lo “ius prime noctis” dell’opera?
Terzo: In una cittá normale questo sarebbe stato uno scandalo nazionale

gigi hiacobbe
gigi hiacobbe
21 Luglio 2017 21:49

Come faranno centinaia di famiglie che abitano in contrada avarna e poggio dei pini ad immettersi sul viale giostra visto che un cartello posto al termine della stradina obbliga ad andare a sinistra? Per girare a sinistra dove si dovrà girare?