MESSINA. Ingresso forzato in un locale, con venti persone che hanno sfondato il blocco; “buttafuori” minacciati e malmenati in un altro perché, in quanto catanesi, non facevano entrare persone sulla base della conoscenza personale; i colpi di pistola di ieri notte: è l’anno nero della “movida estiva” messinese, il cui preludio, era stato, a maggio, una maxi-rissa iniziata all’interno di un locale del centro. Una situazione che vede da una parte gli organizzatori e i proprietari dei ritrovi, dall’altra le persone che ritengono di poter fare tutto e il contrario di tutto e in mezzo le gli incaricati della sorveglianza, punto di incontro tra i due mondi e simbolo, volenti o nolenti, delle criticità.

Dopo l’episodio di ieri notte al M’ama, gli organizzatori di tutte le serate nel locale, dai martedì delle scuole al mercoledì universitario, dalla Domenica italiana all’Omd hanno deciso di dire “basta!”, affidando a un comunicato il loro pensiero.

“La scorsa notte si è consumato l’ennesimo atto vile, ignorante, codardo e indegno che ha portato al ferimento di una giovane ragazza messinese che, come tanti, ieri, aveva deciso di passare il proprio tempo divertendosi con amici e amiche presso uno dei locali della riviera messinese. Una riviera lasciata allo sbando – incalzano – priva di qualsiasi controllo e presidio, se non qualche retata sporadica, rara e saltuaria per l’alcool test, che non basta !”.

Hanno proprio voglio di mettere i puntini sulle “i”, i firmatari del comunicato. A cominciare dai controlli da parte di agenti in borghese, che “non si vedono da vent’anni circa”, tanto che, da tempo ormai, nei locali si sono susseguiti atti che hanno sfiorato la tragedia, e stavolta ci siamo andati quasi vicino“. “Messina – continuano – è una città devastata dalla micro criminalità, dove la legalità è un valore relativo, dove la movida soprattutto è abbandonata a se stessa nelle mani solo di organizzatori e proprietari oltre che addetti alla sicurezza senza l’aiuto delle forze dell’ordine”.

Insomma, la tragedia di ieri sera poteva capitare in qualsiasi altro posto, stando così le cose per gli organizzatori: “Il nostro primo pensiero va alla ragazza, dichiarata fortunatamente fuori pericolo, di una pronta guarigione e alla famiglia, alla quale ci stringiamo forte e ci sentiamo vicini. Si, perché al posto di quella ragazza la scorsa notte, poteva esserci chiunque, noi, voi, nostra sorella, fratello, un cugino o un amica; ed è per questo che ancora di più vogliamo condannare questo atto folle che speriamo che gli inquirenti assicurino al più presto questi delinquenti alla giustizia”.  “Il M’Ama Club – continuano – è un locale prestigioso che nella giornata di ieri apriva le danze ad una delle serate più “in” della riviera messinese, i cui gestori vanno tutelati, perché chi come loro affronta ingenti investimenti in questa città – e ormai sono ben pochi – non vanno lasciati soli e abbandonati a se stessi!”.

Gli organizzatori fanno un appello: “Chiunque sa, parli!”, perché “questo avvenimento lascerà il segno ma è proprio da qui che vogliamo ripartire, anzi continuare”. “Noi – avvertono – non ci inginocchieremo davanti a questi vili atti, non faremo in modo che questi folli gesti ci facciano impaurire, o cambiare i nostri stili di vita. Siamo in molti i giovani messinesi che con grande coraggio combattono contro il silenzio, l’omertà e la paura, tre cose di cui la criminalità ha bisogno per poter continuare a prosperare. Unitevi a noi!  Continueremo con le nostre serate danzanti e danzeremo alla vita, contro la mafia e qualsiasi forma di violenza. Cambiamo la nostra mentalità neghiamo il consenso alla mafia. La mafia non dobbiamo trasformarla in un cancro. Dobbiamo sconfiggerla e andare avanti senza paura!”.

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Marina
23 Luglio 2017 1:27

Questi onesti e scrupolosi organizzatori che reclamano controlli e ordine potrebbero essi stessi dare esempio di rispetto verso gli altri tenendo un po più basso il volume assordante della musica durante tutta la notte,considerando che esseri umani e non bestie vivono nella zona e magari si devono recare a lavorare?

Max
Max
23 Luglio 2017 2:32
Reply to  Marina

Anche loro stanno lavorando

Nico Zavaglia
Nico Zavaglia
23 Luglio 2017 2:46
Reply to  Marina

Questo commento,che in un contesto diverso potrebbe anche meritare attenzione,mi sembra del tutto fuori luogo visto che si sta cercando di denunciare problematiche ben piu’ importanti che turbano la tranquillita’ di tutti noi.

Davide
Davide
23 Luglio 2017 14:31
Reply to  Marina

Allo stesso modo, abbassare la musica non sarebbe corretto per chi paga per svagarsi e ballare. Forse chi è infastidito dalla movida notturna, dovrebbe prendere delle precauzioni, iniziando dal cambiare gli infissi alle finestre di casa, senza provare a sabotare quel poco di vita notturna che ancora “funziona” a Messina, rompendo le scatole a chi magari si sta godendo del meritato riposo.