PALERMO. Il miglior cielo notturno, secondo gli astronomi? In Sicilia. Anzi, non solo il migliore, ma addirittura l’unico risultato “eccellente”. Specialmente quello di Piano Battaglia, non solo per il bassissimo inquinamento luminoso, ma anche per le particolari condizioni meteorologiche ed atmosferiche. E’ lì che a maggio 2018 verrà completata l’installazione di un telescopio “a grande campo”: sulle Madonie, precisamente sul Monte Mufara (Wild-Field Mufara Telescope – WMT).

Il telescopio, unico nel suo genere in Europa, servirà principalmente a individuare asteroidi di medie e piccole dimensioni potenzialmente minacciosi per il nostro pianeta (near-Earth asteroids), e a studiare le loro orbite per scopi scientifici e di sicurezza, ma verrà utilizzato anche per incentivare le ricerche nel campo dei gamma-ray bursts, dei pianeti extra-solari, delle sorgenti di onde gravitazionali e dei neutrini. Un progetto che ha entusiasmato luminari del calibro di Margherita Hack.

La genesi dell’osservatorio ha le sue radici durante la metà del secolo scorso, la comunità astronomica italiana decise di realizzare un osservatorio Nazionale.  Il progetto si concretizzò intorno al 1990, quando il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) e la Regione Siciliana finanziarono uno studio di fattibilità per la progettazione di un centro astronomico divulgativo. Nacque così il GAL Hassin, Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche con sede ad Isnello, il cui progetto iniziale prevedeva anche la costruzione di una batteria di telescopi per l’osservazione notturna del cielo.

Passano quindici anni, e nel novembre del 2009, il CIPE comunica finalmente lo stanziamento di 7,5 milioni di euro per il completamento dell’osservatorio astronomico madonita: un centro divulgativo con planetario ad Isnello ed una batteria di telescopi comandati a distanza sulla cima di Monte Mufara (1865 m).

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