MESSINA. Sabato 22 giugno, alle ore 18:30, la Feltrinelli Point di Messina ospiterà la presentazione del libro “Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine”, edito da Einaudi e scritto da Marco Palmieri e Mario Avagliano. Quest’ultimo sarà presente in libreria e dialogherà con Antonio Baglio, docente di Storia contemporanea all’Università, e Giuseppe Restifo, ricercatore indipendente.

Precedentemente è previsto anche un incontro alla Villa Vaccarino di Milazzo, il 21 giugno alle 18:30 con Antonio Nunzio Isgrò e Fabio Milazzo. Entrambi gli appuntamenti sono stati organizzati su iniziativa dell’Anpi Messina e fanno parte del tour siciliano di presentazioni del libro.

Nel comunicato, l’Anpi Messina ricorda: “Nella cava di pozzolana alle porte di Roma, all’inizio della drammatica primavera del 1944 vengono uccisi 335 uomini, freddati con un colpo di pistola a bruciapelo alla testa. Le vittime delle Fosse Ardeatine – in proporzione di dieci a uno, più 5 per errore, come rappresaglia per l’attacco partigiano del giorno precedente in via Rasella costato la vita a 33 soldati delle forze d’occupazione – sono per oltre due terzi prigionieri politici, appartenenti a tutte le forze antifasciste. Gli altri martiri, non politici, aggiunti per ottenere il numero stabilito, sono ebrei destinati alla deportazione, alcune persone rastrellate in via Rasella subito dopo l’attacco partigiano ma del tutto estranee ai fatti e alcuni detenuti comuni per motivi di pubblica sicurezza.”

“Fino ad oggi, però, – sottolineano – eccetto alcuni nomi noti, delle vittime delle Fosse Ardeatine si conosceva assai poco. Le loro storie individuali col passare del tempo sono state dimenticate, perdute o in qualche caso mai ben conosciute a fondo (tre di loro sono ancora ignoti). Ora, grazie a questo libro, vengono finalmente ricostruite una per una, testimoniando l’apporto del Meridione e in particolare della Sicilia alla lotta resistenziale.” Tra questi anche 16 siciliani, di cui 2 messinesi: “Si tratta di Santo Morgano, bracciante agricolo di 23 anni, nato a Militello Rosmarino; e Giovanni Rampulla, tenente colonnello, nato a Patti il 16 giugno 1894 e cresciuto nella vicina Oliveri. Morirono per l’Italia libera.”

 

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