MESSINA. È scontro politico sull’incendio che questo pomeriggio ha interessato una baracca di Camaro Sottomontagna, minacciando abitazioni limitrofe e causando vari danni. Il rogo ha reso necessario l’intervento del Pronto Soccorso per l’intossicazione di un abitante del villaggio (qui il link all’articolo).
Dopo l’intervento di qualche ora fa dei consiglieri di Fratelli d’Italia Alessandro Cacciotto (III Circoscrizione) e Libero Gioveni (Consiglio comunale), che rivendicavano le molte segnalazioni e gli allarmi lanciati, il sindaco Cateno De Luca ha fatto una diretta sulla sua pagina Facebook dove attacca i due esponenti politici.

Nel corso degli ultimi tempi sono tante numerose le segnalazioni dei consiglieri in merito alle baracche disabitate invase dai rifiuti, poi dati a fuoco. E non solo a Camaro, ma anche all’Annunziata, a Giostra e in altre zone della città, dove a più riprese si verificano incendi. L’ultimo datato 13 settembre (qui il link).

Ecco quanto scrivono Gioveni e Cacciotto:

La situazione è davvero al collasso. Da mesi denunciamo pubblicamente il gravissimo problema di Camaro Sottomontagna dove si susseguono, all’interno di baracche libere ma piene di spazzatura, incendi. Il problema è che ancora ci sono casette abitate adiacenti alle baracche libere oltre ad abitazioni confinanti. Lo abbiamo detto in tutte le salse: bisogna bonificare l’area, assegnare urgentemente gli alloggi a chi ne ha diritto e radere al suolo tutta la baraccopoli.

Ma a fare arrabbiare il primo cittadino, è più il post Facebook che Gioveni ha pubblicato:

 

Dura la replica di Cateno De Luca, che dopo aver insultato chi appicca i fuochi, se la prende con i consiglieri, definendoli «politicamente delle buttane, perché hanno cambiato più partiti loro che tutto l’arco costituzionale».

«Non hanno fatto mai un cazzo per Messina o per le baracche – dice De Luca – Ma si permettono di scrivere queste porcherie. Sei stato nei partiti dei ministri, che cazzo hai fatto quando eri nei partiti di quelli che governavano? Io ho dato il sangue. Io ho fatto le ordinanze assumendomi le mie responsabilità. Io e l’avvocato Marcello Scurria è da tre anni che siamo in trincea mettendoci la faccia. Abbiamo portato i poteri speciali al prefetto», sostiene.

«Possiamo consentire ad una puttana della politica di continuare ad infangare? Ti dà fastidio che io canti? Che problema hai se canto la notte e riesco a fare più cose mentre tu ne riesci a fare mezza da parassita? Gioveni parla di rischio? Ma qual è il rischio? Che c’è un prefetto a cui dovresti portare rispetto che sta facendo il cronoprogramma degli interventi? Il rischio è che non c’è la bacchetta magica e che quindi non si riesce con un colpo a risolvere un problema che c’è da oltre cent’anni? Quello che non avete fatto voi in cent’anni lo abbiamo fatto noi in tre. Io nelle baracche non ho rubato voti come voi, ma ho manifestato solidarietà e trovato soluzioni. La storia dimostra che quelli che se ne sono strafottuti siete voi. Io non mi faccio minacciare dai nani della politica».

Che le baracche disabitate e non rase al suolo siano diventate discariche è un fenomeno che è stato più volte denunciato da cittadini e consiglieri in diverse zone della città, come all’Annunziata (qui il reportage), o a Giostra (qui un altro articolo). A Giostra, in particolare, si assiste da tempo ad incendi scatenati appositamente all’interno delle casette disabitate.

 

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