SALEMI. È composta in totale da 55mila esemplari, tra videocassette e DVD, la collezione rimasta per tredici anni chiusa negli scatoloni di un magazzino in Sicilia e ora tornata in America grazie alla catena americana di sale cinematografiche Alamo Drafthouse, che ha aperto una videoteca nell’area Lower Manhattan. I film si possono noleggiare gratuitamente, ma sono disponibili soltanto in VHS, le vecchie videocassette, e DVD, proprio come nelle videoteche di un tempo. Si può scegliere tra 15mila titoli tra film e documentari piuttosto rari, in alcuni casi nelle uniche copie sopravvissute.

La collezione completa, come si legge anche in un articolo de Il Post, composta da 55mila film era arrivata in Sicilia nel 2009 divisa in cinquecento scatoloni grazie a una donazione di Kim Yong-man, cinefilo americano di origini coreane. Kim è il fondatore di Kim’s Video & Music, una videoteca aperta nel 1987 a St. Marks Place, nell’East Village, a New York. Già nei primi anni di apertura la videoteca diventò un luogo di culto dove appassionati di film si incontravano per scambiarsi opinioni e consigli. Lì lavorarono alcuni appassionati che poi sarebbero diventati registi e produttori come Alex Ross Perry e Todd Phillips, ma anche Albert Hammond Jr, chitarrista della band indie rock The Strokes. Con la crisi del 2008 il fondatore si trovò costretto a dover chiudere la videoteca facendo un appello online nella speranza di trovare un mecenate in grado di salvarla ponendo solo tre condizioni: tenerla intatta, aggiornarla e renderla accessibile. Kim Yong-man venne convinto dalla proposta di Franca Pauli e Dario Colombo della Fondazione Clio che avevano trovato la disponibilità dall’amministrazione comunale di Salemi, all’epoca guidata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e con il fotografo Oliviero Toscani nel ruolo di assessore alla Creatività. Nel febbraio del 2009 un container colmo di scatoloni arrivò dal porto di Palermo nel centro storico di Salemi, in piazza Libertà, e migliaia tra cassette e DVD vennero trasportate nella loro nuova sede.

l progetto, finanziato tra gli altri dalla Regione Siciliana con un contributo di 867 mila euro, prevedeva la realizzazione del museo “Centro Kim”, l’intenzione del comune, come aveva detto Sgarbi ai tempi, era renderla pubblica e digitalizzarla, ma il centro non fu mai aperto. Poco dopo l’arrivo del carico infatti Toscani lasciò il suo ruolo e nel 2012 Sgarbi si dimise. Nel 2014 un articolo della Stampa rivelò che l’edificio in cui erano stati messi i film era chiuso e il cortile era stato utilizzato come “ricovero provvisorio” per cani randagi. Da allora si è mosso poco o nulla. Una parte dei film è stata digitalizzata grazie all’impegno di alcune associazioni, ma gli ambiziosi progetti iniziali non si sono mai concretizzati.

Le poche notizie sulla collezione di Kim contribuirono a creare una sorta di mito tra i collezionisti di video di New York. Nel 2017 il regista di documentari David Redmon partì per l’Italia per verificare le voci che raccontavano di furti, cassette sparse alla rinfusa, grande caos e soprattutto di pericolosa muffa che avrebbe compromesso la qualità dei nastri. «Vederli lì in quell’edificio abbandonato mi ha messo tristezza», ha detto Redmon, che successivamente contattò Kim per chiedere il permesso di riportare la collezione a New York.

Le cassette e i DVD tornati a New York sono stati tutti ispezionati e si è notato che alcuni avevano ancora i dispositivi antitaccheggio. Erano così vecchi che trovare lo strumento per aprirli si rivelò un’impresa: dopo una lunga ricerca Nick Prueher, cofondatore del festival di cinema Found Footage Festival, incaricato di mettere in ordine la collezione, riuscì a trovare un’azienda di Los Angeles che li produceva ancora. Tra le altre cose, Prueher scoprì che la maggior parte delle videocassette e dei DVD non erano abbinati alle custodie.

I film sono stati rispediti negli Stati Uniti grazie a una convenzione firmata tra Kim e il comune di Salemi che prevede il «comodato d’uso gratuito al signor Kim per 10 anni, salvo rinnovo espresso per uguale periodo». Significa che i film potranno rimanere negli Stati Uniti al massimo per 20 anni, poi dovranno tornare in Sicilia.

L’accordo prevede che nella videoteca di New York siano messi a disposizione brochure e foto pubblicitarie di Salemi. «Potremo così dare vita a tante iniziative per valorizzare al meglio la collezione e per dare a Salemi una vetrina importante negli USA», ha detto il sindaco Domenico Venuti. Il 21 luglio il comune ha dato la cittadinanza onoraria a Kim pochi giorni prima della prima edizionedel Cinekim, il nuovo festival cinematografico di Salemi.

 

Fonte Il Post

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