MESSINA. Negli ultimi decenni è stato uno dei centri nevralgici della movida, preso d’assalto ogni weekend da centinaia di giovani e giovanissimi che fin dai tempi del leggendario Otis e del Re Vittorio (poi distrutto in un incendio) hanno scelto la galleria Vittorio Emanuele III come meta privilegiata per drink e svago. Progettata da Camillo Puglisi Allegra, la Galleria fu costruita tra il 1924 e il 1929 e venne abbellita dalle decorazioni degli scultori Antonio Bonfiglio ed Ettore Lovetti, mentre l’inaugurazione avvenne il 13 agosto del 1929.

Sempre risalente al post terremoto è Piazza Antonello, un tempo nota come “piazza circolare”, sulla quale si affacciano le sedi di alcune delle maggiori istituzioni della città, fra cui il Palazzo della Provincia, adesso Città metropolitana, Palazzo Zanca e il palazzo delle Poste, oggi adibito a segreteria degli studenti dell’Università.

La loro, quella della Galleria e della piazza su cui si affaccia, è una storia centenaria, che si intreccia inesorabilmente con la Storia della città, fra progetti di ricostruzione, rivoluzioni urbanistiche e stili di vita che cambiano. A testimoniare il loro mutamento sono le immagini d’epoca postate sulle pagine “Ganzirri nelle foto d’epoca” (Pinterest) e “Storia di Messina per immagini” (Facebook), che raccolgono a livello amatoriale foto, cartoline e testimonianze rare del capoluogo e della provincia, grazie alla disponibilità e ai contributi di tanti cittadini.

 

La Galleria in costruzione: un cantiere a cielo aperto nel cuore del centro storico. È così che si presenta l’attuale piazza negli anni ’20, nelle varie fasi di ricostruzione della Galleria, della sua cupola (foto di Daniele Passaro) e dei palazzi limitrofi.

 

 

 

 

 

Ben diverso rispetto ai giorni nostri è anche il circondario, a partire dallo “sfondo”, dove fa capolino la fortezza di Rocca Guelfonia, dove qualche anno dopo sorgerà il santuario di Cristo Re.

 

 

Lo scenario muta radicalmente appena qualche anno dopo, in un’immagine scattata presumibilmente nella metà degli anni ’30. C’è Cristo Re, ancora non ultimato (i lavori si conclusero intorno al 1937) ma non ancora il Liceo Seguenza (1938). Ancora per lo più sgombra di edifici la via Sant’Agostino.

 

 

 

Ecco invece come si presenta la Galleria nel periodo immediatamente successivo all’inaugurazione e negli anni seguenti, quando diverrà luogo prediletto per feste, balli e mostre di antiquariato.

 

 

 

 

Il lento mutare di Piazza Antonello, con le auto che pian piano rimpiazzano i carri nel grande slargo ancora privo dell’attuale struttura a croce.

 

    

 

In migliaia per festeggiare la permanenza in Serie A del Messina, nel 1960, e un’istantanea della piazza negli anni ’70 (foto di Danilo Oliva)

 

 

La nuova “inaugurazione” del 2005. È il 9 giugno quando si alza il sipario sulla Galleria dopo i lavori di riqualificazione iniziati nei primi anni del Millennio (l’ultimo intervento sostanziale risaliva al 1960). Già punto di ritrovo di studenti, avventori della notte e musicisti a partire dagli anni ’90, tornato a nuova vita con il recente restyling, il monumento inizia a pullulare di locali, pub e ritrovi. Inizia in questi anni il lungo contenzioso tra le legittime aspirazioni a vivere un luogo di aggregazione, e le altrettanto legittime pretese dei proprietari degli appartamenti alla quiete: nella battaglia ventennale, ad uscire sconfitta è stata la città.

 

La Galleria in fase di restyling

 

 

Uno scatto del 2006

2019: il “blitz” di De Luca e il nuovo restyling.

…una querelle ormai decennale che prosegue anche ai giorni nostri: dal pianoforte, messo in galleria (e più volte vandalizzato) dall’ex assessore alla Cultura Federico Alagna, e spostato altrove dal sindaco Cateno De Luca, fino al restyling, che il 2 settembre era stato annunciato sarebbe stato pronto in cento giorni, e invece ne sono passati 120 e ancora non si è visto nulla.

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