MESSINA. Dopo tre travagliatissimi anni, il pianoforte ha abbandonato la galleria, mestamente vandalizzato, ridotto a un relitto non funzionante e destinato altrove. La decisione l’ha presa il sindaco Cateno De Luca, in una diretta di ieri, spiegando che “È una storia diventata vergognosa. Da oggi da qui deve sparire, non funziona nulla. Non voglio entrare nel merito sul perché si trova qui, perché non voglio innestare altre polemiche, ma è ovvio che questo è il posto sbagliato“, e annunciando lo spostamento alla chiesa di Santa Maria Alemanna, dalla galleria Vittorio Emanuele in cui era stato messo del 2018 dall’assessorato alla Cultura guidato da Federico Alagna.

Detto fatto, in serata lo strumento è stato spostato e in dato “in custodia” al negozio di strumenti musicali Sanfilippo. “Abbiamo appena ricevuto in negozio il pianoforte che, fino a qualche istante fa, era sito all’interno della Galleria Vittorio Emanuele… Cercheremo di fare del nostro meglio per restituirlo alla città nelle migliori condizioni possibili”, hanno annunciato ieri sera in un post.

Una decisione, quella di De Luca, che ha immediatamente accesso gli animi. “Una sconfitta” la definisco senza mezzi termini Antonio Ramires, vicedirettore artistico e componente del consiglio direttivo dell’associazione Vincenzo Bellini. “Perché un pianoforte posto in un luogo pubblico, segno di civiltà – ma vittima delle persone poco civili – del valore della musica come linguaggio universale che unisce tutti, come anche elemento di recupero di aree urbane, insomma, un pianoforte nella galleria nella Messina “bene” evidentemente distrutto è una sconfitta… E per evitarla non si è fatto nulla. Ma ora a questa sconfitta si sommerà la beffa. Perché pare che l’intenzione sia quella di spostare il pianoforte altrove. Un’intenzione che la giunta De Luca aveva già esposto nell’Aprile 2019… Ora invece la scusa c’è e il sindaco risolverà definitivamente il problema spostando il pianoforte in un posto che probabilmente è più nascosto, meno popolato. Insomma dalla distruzione alla solitudine…problema risolto.(ovvero i messinesi sono tutti uguali non meritano il pianoforte come i cittadini di Milano, Padova, Bologna etc… E un po’ sono d’accordo) Povero pianoforte, povera Messina (quella fatta da persone civili e che si meriterebbero altro), povera Galleria Vittorio Emanuele evidentemente frequentata da persone di infimo livello. Comunque si poteva evitare… Si è lasciato che si arrivasse a questo… Le telecamere ci sono? O si colpisce solo quando conviene?!”
Di pochissime, lapidarie parole Giovanni Renzo, pianista di fama internazionale: “Tre anni fa dicevo: “Questo non è solo un pianoforte ma il simbolo del grado di civiltà di una comunità”. Stasera il primo pianoforte pubblico a Messina è stato rimosso dalla attuale amministrazione comunale“.
Il pianoforte da qui non si sposta” aveva invece tuonato ieri sera Josè Villari, editore della testata TodoModoTv, che mesi fa si era intestato la battaglia di salvare il pianoforte, ripararlo e riportarlo alla funzionalità, e per questo si era rivolto a Giuseppe Grimaldi, un restauratore e accordatore di pianoforti, che da mesi è al lavoro sul “cuore” del pianoforte, dopo aver prelevato il blocco della meccanica, danneggiato perchè erano stati strappati alcuni martelli, che percuotendo le corde permettono allo strumento di “suonare”.
Già in mattinata, il gestore di uno del locali della Galleria aveva scritto un post al vetriolo, raccontando di come i turisti (i primi a Messina dopo mesi), “Saranno felicissimi di immortalare questo splendido pianoforte distrutto da un anno e abbandonato all’interno della galleria Vittorio Emanuele! Oh, pardon, proprio mentre scrivo questo post gli stanno facendo un vero e proprio reportage! Allego foto. Complimenti a tutta l’amministrazione comunale”
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