Archivi della categoria: Giuseppe Campione

All’università dalla metà degli anni 60, è stato allievo di Lucio Gambi e di Francesco Compagna e ha insegnato Geografia Politica. Fra i ruoli pubblici ricoperti: Segretario della Democrazia Cristiana siciliana dopo i delitti mafiosi di Mattarella, La Torre, Dalla Chiesa; Presidente dell’Antimafia Regionale. Dopo le stragi del 92 ha presieduto il Governo Siciliano.

Nel 1993 ha partecipato ai lavori per lo scioglimento della Dc e per la fondazione dei Popolari e poi dell’Ulivo.  Giornalista pubblicista dagli anni 80, ha insegnato fino al 2015

  Pier Santi Mattarella, Presidente della Regione Siciliana eletto con l’appoggio esterno dei Comunisti. Ucciso dalla mafia la mattina dell’Epifania il 6 gennaio 1980. Era giovane, si “ il Signore rendeva lieta la sua giovinezza “ Prima era stato dirigente a Roma della Gioventù di Azione Cattolica. Anche professore alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo Chi lo ha conosciuto non può dimenticarlo. Aveva visione, senso … Continua a leggere La famiglia Mattarella e la sua importanza nella storia democratica siciliana e italiana »

  “Abitare le distanze” diventa l’ossimoro che meglio descrive la non resistibile contraddizione tra il rinnovato bisogno di radicamento nello spazio e la crescente appartenenza al fuori, tra localismo e deterritorializzazione, tra l’esperienza dello stare e quella del transitare, materialmente ed immaterialmente. Così andremo avanti, forse a fatica, senza immaginare però di poter imbozzolare, iconografare lo spazio-movimento e senza soprattutto pensare di dover ridurre la … Continua a leggere “La città non ci garantisce più quello che ci ha promesso” »

  Muoviamoci da Benjamin, dalla sua filosofia della storia: C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Ma … Continua a leggere Sicilia, elezioni e crisi della democrazia?  »

  L’ Appello ai Siciliani fu redatto la notte della strage di Borsellino e della scorta. Il 19 luglio del ’92. Dopo un inutile vertice di ministri e vertici istituzionali in Prefettura, incontro che poi ebbi modo di definire come “un venedì santo celebrato da miscredenti”, a Palazzo d’Orleans tenni la prima riunione del mio governo eletto da pochi giorni, sull’ondata di indegnazione ed emozione prodotta … Continua a leggere “Appello ai siciliani”, di Giuseppe Campione »

Di Italo Calvino C’era un paese che si reggeva sull’illecito. Non che mancassero le leggi, né che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (ne aveva bisogno perché quando ci si abitua a disporre di molti soldi non … Continua a leggere Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti »

  Giorni fa, a Messina si è anticipato, ad iniziativa dell’assessore all’urbanistica, quasi per caso, il senso di una traccia, tra altre, del tema della maturità. Quella che si rifaceva al poeta Giorgio Caproni e che diceva pressappoco quello che avevamo giorni prima ascoltato nella lectio magistralis di Salvatore Settis.  Appunto diceva di <equilibro dinamico tra azioni umane e fenomeni naturali come chiave per affrontare … Continua a leggere Salvatore Settis a Messina »

Quello che è scritto nei manuali di geografia, riconosceva Ludwig Wittgenstein, è il “substrato di tutto quel che si può cercare ed asserire”, è insomma la base di tutto quello che possiamo pensare. Ma già un geografo di nome Kant l’aveva capito: senza il ricorso alle coordinate geografiche, cioè al tempo e allo spazio tra loro indissolubilmente connessi, non soltanto ogni comprensione del mondo ma … Continua a leggere La geografia, la politica, la felicità »

  Mi torna in mente, dopo anni, la traccia del tema degli esami di maturità.  Era del De Sanctis e diceva – cito a memoria – che un’opera, un personaggio, se valgono, sono come uno scrigno inesauribile dal quale ciascuno, in ciascun tempo, riesce a cogliere quello che più gli si confà.  Sarà per questo, allora, che attorno ad un’immagine ne nascono altre ed è … Continua a leggere Una geografia umana per un nuovo Rinascimento »

Il fascismo non fu ‘parentesi’. Se vogliamo rileggere la nostra storia, cominciamo dal Risorgimento e dai miti post-risorgimentali #25aprile, poi: non limitiamoci a dire antifascismo, come fosse solo di altri…cerchiamo soprattutto di scrollarci di dosso quel tanto di fascismo che è in noi. Non aveva scritto Gobetti che il fascismo era anche, soprattutto, biografia del Paese? E Moro, pochi giorni prima di morire, non diceva … Continua a leggere La Resistenza che diventò Costituzione »

Non sono state le manipolazioni ideologiche e letterarie che, scriveva Giarrizzo, hanno finito con il restaurare ”il serbatoio dell’arcaico e dei valori atemporali, e con l’esportare nelle comunità emigrate il ‘paradigma culturale’ della sopravvivenza fisica “attraverso l’identità culturale”?  E aggiungeva: “questo modello plasma la struttura della criminalità isolana, le conferisce autorità, ne legittima le ambizioni di potere”, per una storia costruita retrospettivamente con il suo … Continua a leggere Una Sicilia diversamente siciliana? »