MESSINA. L’aria da campagna elettorale, per quanto non si fosse percepita nei giorni scorsi fino all’escalation condita da dirette, insulti, accuse reciproche e tentativi di screditare gli avversari degli ultimi giorni, in realtà è nei fatti da almeno un mese. la testimonianza è nella riduzione delle presenze dei consiglieri comunali nel mese di aprile, motivata da ricerca di candidati, chiusura delle liste, caccia alle firme per autenticarle, “giri” del territorio, attività di segreterie elettorali (ma anche la mancanza di una Giunta, per cui ci sono poche delibere da mandare in consiglio comunale per la ratifica: il commissario straordinario si limita all’ordinario). E infatti, dagli oltre 37mila euro di gettoni di presenza pagati dal comune di Messina ai trentuno che siedono tra i banchi dell’aula consiliare a dicembre 2021, ed ai più di 32mila di febbraio 2022 (mese delle dimissioni dell’ex giunta), ad aprile la somma è scesa a 25mila euro: erano 40mila ad aprile 2021, e ben 45mila nello stesso mese del 2019 (ad aprile 2020 c’era il lockdown e non si sono tenute sedute), quasi il doppio. E infatti, per la prima volta da inizio legislatura, nessun consigliere è riuscito ad accumulare le trenta presenze necessarie a fargli guadagnare il massimo consentito per legge, 1639,86 euro lordi. (qui come si calcolano le indennità dei consiglieri). Come spesso è accaduto, il consigliere più presente è stato Nello Pergolizzi, capogruppo del Misto e maggioranza dell’ex amministrazione con 25 presenze, seguito da Giandomenico la Fauci (Ora Messina) con 24, e da Paolo Mangano (Misto) e Alessandro Russo con 23. E, come accade ancora più spesso, Salvatore Serra ha chiuso a zero presenze (e zero euro guadagnati). Di seguito tutte le presenze e i guadagni dei trentuno consiglieri.

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