MESSINA. Febbraio è stato un mese a rilento per il consiglio comunale e le sue sedute. A testimoniarlo sono i gettoni di presenza di Palazzo Zanca per i trentuno consiglieri comunali: infatti nessuno ha raggiunto il massimo delle trenta presenze (tra sedute di consiglio e commissioni) e dei 1639 euro (lordi) previsti come tetto massimo. A pesare sulla “performance” del consiglio, oltre al fatto ovvio che febbraio è il più breve dei mesi, sono anche le dimissioni dell’ex sindaco Cateno De Luca che hanno portato incertezza all’interno dello stesso organo municipale, e gli otto giorni prima dell’arrivo del commissario straordinario Leonardo Santoro: due circostanze che hanno determinato una semi paralisi del consesso, soprattutto per la mancanza di delibere di giunta da discutere. Alla fine, totale delle indennità ammonta a 32.121,88 euro.

Il più presente in aula è, come spesso è accaduto nei quasi quattro anni di consiliatura, Alessandro Russo con un totale di 28 presenze e con un’indennità di 1571,36 euro. A seguirlo ci sono Nino Interdonato e Sebastiano Pergolizzi, presenti entrambi in 27 sedute, ricevendo individualmente 1515,24 euro. In terza posizione, c’è il gruppo delle 26 presenze composto da Giandomenico La Fauci, Serena Giannetto, Giovanni Caruso e Cristina Cannistrà. I quattro eletti hanno ricevuto un gettone di presenza di 1403 euro.

Ma chi è stato più distante dall’aula di Palazzo Zanca? Ancora una volta Salvatore Serra non è stato presente ad alcuna seduta come accade da mesi. Francesca Cacciola, invece, è stata presente in 4 sedute ricevendo un gettone di 224,28 euro. A chiudere questa classifica c’è Sebastiano Tamà, 7 presenze per un’indennità di 392,84 euro.

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