La Standa e l’Upim

 

Ok. Non sono due attività prettamente messinesi. Anzi. Eppure, la Standa e l’Upim (che a queste latitudini era rigorosamente pronunciato con l’accento sulla i) hanno rappresentato per decenni i due baluardi dello shopping cittadino, se non altro per la loro posizione baricentrica: la prima a Piazza Cairoli (dopo il debutto in locali più piccoli su via San Martino), nel palazzo che adesso ospita l’Oviesse, il secondo dall’altra parte del Viale, dove ora sorge la Coin (questo sì da pronunciare con l’accento sulla i).

Presi d’assalto il sabato pomeriggio o durante le festività natalizie, con i loro arredi plasticosi e le loro insegne luminose a far da confine al passio, i due “grandi magazzini” cittadini erano innanzitutto la testimonianza di un paese che stava per cambiare, fra i postumi del miracolo economico, i primi sintomi di globalizzazione e i controversi e vanesi anni ’80. Tempi in cui bastava varcare l’ingresso di quei “colossi” reclamizzati in tv per sentirsi un po’ in America. Era un’America da provinciali, forse, ma a più piani, moderna e alla portata di tutte le tasche.

Entrambi i magazzini avevano un altra sede, ma mentre la Standa su viale Libertà era all’altezza della situazione, l’Upim di via Palermo (detto “del Dazio”) aveva una dimensione rionale, senza scale mobili.

 

 

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Roberta
Roberta
23 Novembre 2019 17:16

Tutti i politici messinesi avrebbero dovuto aiutare queste *istituzioni* a restare aperti e continuare la tradizione dei messinesi e non solo…niente di tutto questo è accaduto.. .