MESSINA. In Sicilia, la provincia di Messina è la seconda più costosa per fare il pieno di benzina. Ad affermarlo è l’elaborazione fatta dal giornale Staffetta quotidiana che ha evidenziato in provincia un costo medio al self-service della benzina al litro di 2,173 euro. Dall’inizio dell’anno, secondo il Ministero dello sviluppo economico (MISE), gli automobilisti hanno pagato un rincaro di quasi quaranta centesimi al litro per il rifornimento. Le principali cause degli aumenti sono la crisi ucraina e l’aumento della domanda da parte del continente asiatico.

Mentre i mercati segnalano ulteriori possibili incrementi di prezzo, dove conviene fare il pieno di benzina in Sicilia? Secondo l’elaborazione fatta dalla Staffetta quotidiana, che si basa sui data del 10 marzo del MISE, Palermo è la provincia più cara per fare il rifornimento di benzina (2,192 euro al litro). A seguire troviamo la città dello Stretto e, in terza posizione, Trapani (2,172 euro al litro). Provincia dove costa meno effettuare il pieno di benzina è quella di Catania con i suoi 2,134 euro al litro.

Per il gasolio, invece, Messina ricopre le ultime posizioni della classifica. Sul podio troviamo Ragusa (2,231euro), Palermo (2,192 euro) e Caltanissetta (2,191 euro). Per la fortuna dei portafogli degli automobilisti, Messina ricopre la penultima posizione con 2,164 euro al litro, seguita solo da Catania (2,163 euro al litro). Nel caso del diesel il rincaro sul prezzo è stato più marcato: per la prima volta è arrivato a costare più della benzina. Ciò sarebbe dovuto anche alla decisione del blocco delle importazioni da parte degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito di questo combustibile dalla Federazione Russa. Proprio quest’ulteriore sanzione economica ha fatto salire ulteriormente i prezzi degli indici di riferimento del petrolio. Così, in Sicilia la media del diesel al litro in modalità fai da te è di circa 2,185 euro al litro.

Ma i prezzi al dettaglio dei carburanti sono composti da più fattori. Infatti, più del 50% del costo del carburante è destinato in tasse. Secondo il MISE, a febbraio (ultimo dato disponibile) mille litri di benzina sarebbero costati al dettaglio 1.848euro, nei quali rientrano circa 333,27euro di IVA e 728,40 euro di accise. Dunque, il costo della benzina, al netto delle tasse, sarebbero solamente di 786,45 euro ogni mille litri.

Ma quali sono le accise che si pagano? Per accisa si intende una imposta indiretta che si applica direttamente alla quantità e non al prezzo, come nel caso dell’IVA. Le attuali accise che ricadono sul prezzo al dettaglio della benzina hanno origine quasi secolare: si potrebbe dire che ogni volta che si fa rifornimento si paga il contributo alla crisi di Suez del 1956, l’alluvione di Firenze del 1966 e le ricostruzioni dopo i terremoti che hanno colpito la nazione (dal Belice fino al terremoto in Emilia). Per continuare ci sono le accise per le missioni ONU (Libano, Bosnia), quelle per l’acquisto degli autobus ecologici, per il finanziamento alla cultura, per la crisi migratoria libica del 2011, per il decreto “Salva Italia” e quello del “Fare”. Per un totale di 18 accise, pari a quasi 73 centesimi ogni litro di carburante.

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