MESSINA. “Intendo denunciare formalmente quanto accaduto martedì sera durante la trasmissione Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa, dedicata all’analisi delle recenti elezioni amministrative” a comunicarlo con una nota Laura Castelli, presidente di Sud chiama Nord “Nel corso della trasmissione è stato completamente censurato il risultato politico ottenuto a Messina da Sud chiama Nord, movimento che per la terza volta consecutiva guida la città di Messina attraverso un chiaro e inequivocabile mandato popolare. Siamo, per la terza volta consecutiva, davanti a un’amministrazione monocolore: un unicum nazionale per una città metropolitana.”

“La riconferma di Federico Basile a Sindaco di Messina col 58%, insieme al percorso politico costruito negli anni da Cateno De Luca, rappresenta uno dei risultati amministrativi più significativi di questa tornata elettorale. Un consenso forte, netto e popolare che avrebbe meritato spazio e approfondimento in una trasmissione dedicata proprio all’analisi del voto amministrativo -scrive- E invece Messina è stata semplicemente cancellata dal racconto televisivo. Un fatto gravissimo. Messina rappresenta una delle realtà amministrative e politiche più significative del Mezzogiorno e il consenso ottenuto dal nostro movimento costituisce un dato politico nazionale che nessun approfondimento serio e imparziale avrebbe potuto ignorare. Eppure è stato fatto. Non si tratta più di una semplice omissione episodica. Siamo davanti a un comportamento reiterato e sistematico che riguarda non soltanto Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa, ma più in generale l’intero sistema informativo Rai.”

“Sud chiama Nord è una forza politica presente in Parlamento, che ha eletto due parlamentari e che continua a ottenere risultati elettorali importanti e consolidati. Nonostante ciò, il nostro movimento viene costantemente escluso dai telegiornali Rai, dalle trasmissioni di approfondimento politico e dagli spazi di confronto pubblico- continua- È sufficiente analizzare le presenze televisive di Sud chiama Nord sulle reti del servizio pubblico per rendersi conto dell’evidente squilibrio esistente: forze politiche con un consenso elettorale pari o persino inferiore al nostro godono di una presenza continua e strutturata nei programmi Rai, mentre Sud chiama Nord viene sistematicamente oscurato. Il caso di Noi Moderati rappresenta soltanto uno degli esempi più evidenti di questa disparità di trattamento. Appare quindi inevitabile porsi alcune domande.”

“Perché viene censurata Messina? Perché viene ignorato un risultato politico così netto e significativo? Perché una forza politica radicata nel Mezzogiorno e presente in Parlamento con l’On. Francesco Gallo viene trattata come se non esistesse? -scrive- La sensazione, ormai sempre più evidente, è che nei confronti di Sud chiama Nord sia stata avviata una vera e propria battaglia politica e mediatica, che mortifica il principio del pluralismo e tradisce il ruolo che il servizio pubblico dovrebbe garantire. Ed è ancora più grave che tutto ciò avvenga quando il successo politico di Messina rappresenta una sconfitta evidente per il centrodestra tradizionale, rispetto al quale troppo spesso alcune trasmissioni Rai appaiono sbilanciate e compiacenti. Il servizio pubblico non può diventare uno strumento selettivo di rappresentazione politica. La Rai appartiene ai cittadini italiani, non a una parte politica. Per questa ragione chiediamo formalmente: alla Commissione di Vigilanza Rai di intervenire immediatamente per verificare il rispetto del pluralismo politico e informativo; ai vertici Rai di chiarire i criteri editoriali che determinano l’esclusione sistematica di Sud chiama Nord dagli spazi televisivi del servizio pubblico; all’AGCOM di avviare tutte le verifiche necessarie sul rispetto delle norme in materia di pluralismo e parità di trattamento delle forze politiche; alla redazione di Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa, di dedicare nella prossima trasmissione uno spazio adeguato alla città di Messina, dando voce e visibilità al sindaco Federico Basile, protagonista di una vittoria politica e amministrativa che non può essere ignorata dal servizio pubblico nazionale.” scrive la presidente.

“Perché qui non siamo più davanti a una semplice dimenticanza. Qui siamo davanti a una forma di censura politica che rischia di assumere contorni ancora più inquietanti quando colpisce una forza politica espressione del Sud e del Mezzogiorno. Che fine ha fatto il pluralismo? Che fine ha fatto il diritto dei cittadini a un’informazione completa, libera ed equilibrata? Sud chiama Nord continuerà a denunciare con forza ogni tentativo di oscuramento politico e mediatico, difendendo il diritto di milioni di cittadini del Sud a essere rappresentati e ascoltati”

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