MESSINA. E’ accaduto in consiglio comunale con l’elezione a presidente di Massimiliano Minutoli (scontata) e quella a vicario di Nello Pergolizzi, e probabilmente accadrà di nuovo con la probabile elezione di Serena Giannetto alla vicepresidenza (molto irrituale, dato che le vicepresidenze in genere vanno alle opposizioni per etichetta politiche). E’ accaduto anche al settimo quartiere, in cui il presidente Ninni Caprì sarà affiancato da Francesco Perrone. Cosa hanno in comune? L’appartenere tutti a Sud chiama Nord, che ha deciso di prendersi tutto, lasciando all’opposizione nemmeno i ruoli che generalmente sono considerati “di garanzia”, in virtù della monumentale vittoria alle amministrative di fine maggio.
Ma le opposizioni non ci stanno. Non ci sono stati tutti e 13 i consiglieri di minoranza, che alla prima seduta di consiglio comunale, in sede di elezione di Pergolizzi, hanno abbandonato l’aula, non ci sono stati i gruppi Marcello Scurria Sindaco e Pd che hanno fatto le barricate in occasione della composizione delle commissioni consiliari con due nette prese di posizione.
E non ci stanno nemmeno i consiglieri di opposizione del settimo quartiere, Giovanni Francesco Russo (Rete dei Casali), Francesco Pagano (Gruppo Misto), Giuseppe La Scala (Grande Sicilia) e Santi Previti (Pagano Presidente), che hanno scritto alla segretaria generale Rossana Carrubba per chiedere se siano corrette le procedure che hanno reso un monocolore di Sud chiama Nord l’intero ufficio di presidenza. “Tale esito appare, ad avviso degli scriventi, in contrasto con quanto espressamente previsto dall’art. 9 del vigente Regolamento sul Decentramento Amministrativo, il cui comma 4 dispone testualmente: “Nell’elezione del Vicepresidente e del Vicario il Consiglio, a garanzia delle minoranze, attribuisce all’opposizione le funzioni di Vicepresidente e di Vicario.” La disposizione regolamentare appare inequivoca nel riservare entrambe le cariche ai rappresentanti dei gruppi consiliari di opposizione, quale presidio del principio di tutela delle minoranze e di equilibrio istituzionale all’interno dell’Ufficio di Presidenza. Nel corso della seduta, il primo firmatario della presente, Ing. Giovanni Francesco Russo, Consigliere della VII Municipalítà e Capogruppo della Rete dei Casali, ha tempestivamente eccepito l’illegittimità della procedura, evidenziando il contrasto tra l’esito della votazione e la previsione regolamentare sopra richiamata. È stato pertanto richiesto al Presidente del Consiglio della VII Municipalità di sospendere la procedura al fine di consentire un approfondimento della questione, anche mediante lettura e interpretazione della disposizione regolamentare da parte del Segretario verbalizzante, nell’interesse esclusivo della regolarità degli atti. Tale richiesta non è stata accolta. Il Presidente ha infatti ritenuto di validare le operazioni di voto senza consentire al Segretario verbalizzante di esprimersi sulla questione sollevata, né ha accolto la successiva richiesta di porre ai voti del Consiglio la proposta di sospensione finalizzata all’approfondimento interpretativo del Regolamento. Gli scriventi ritengono che tale decisione abbia impedito al Consiglio di pronunciarsi su una questione pregiudiziale concernente la corretta applicazione delle norme regolamentari, comprimendo le prerogative dei Consiglieri di minoranza e incidendo sul corretto svolgimento dei lavori d’aula. A supporto di quanto rappresentato, si evidenzia che può costituire elemento istruttorio rilevante anche il verbale della seduta consiliare, una volta approvato, dal quale emergeranno le eccezioni formulate dai Consiglieri di minoranza e le determinazioni assunte dalla Presidenza nel corso dei lavori. Tutto ciò premesso, gli scriventi chiedono alle SS.LL., ciascuno per quanto di rispettiva competenza: di voler esprimere un parere in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 9 del Regolamento sul Decentramento Amministrativo, con particolare riferimento alla riserva delle cariche di Vicepresidente e Vicepresidente Vicario ai Consiglieri appartenenti ai gruppi di opposizione; di valutare la sussistenza dei presupposti per l’attivazione dei poteri di autotutela amministrativa, disponendo l’annullamento della votazione relativa all’elezione dell’Ufficio di Presidenza della VII Municipalità, ove ritenuta non conforme al vigente Regolamento; conseguentemente, di consentire la rinnovazione delle operazioni di voto nel pieno rispetto della disciplina regolamentare e delle garanzie riconosciute alle minoranze consiliari”.


