Archivi della categoria: Luciano Marabello

Lui vive a messina dal 15 agosto 1965.
Abita la sua città che lui chiama La Stretta, fugge quando può, ritorna più delle volte che è fuggito. Architetto quando riesce, architetto quando guarda e quando costruisce i suoi piccoli paesaggi.

    In questi giorni di ritiro forzato nelle nostre case abbiamo capito l’importanza delle strade, ne abbiamo avuto languore e desiderio, in alcuni casi ne abbiamo contemplato la bellezza o anche la sciattezza attraverso le nostre finestre e i nostri balconi, abbiamo visto selciati liberati dalle auto e dagli oggetti e nella straniante situazione abbiamo assaporato colori e materie. Stiamo tornano alla città di … Continua a leggere Siamo sul lastrico? Di sicuro abbiamo dissipato il lastrico stradale »

  «L’Utopia è sempre una profezia: l’utopia sostiene il mondo: datemi un’utopia e vi solleverò il mondo» Gio Ponti, “Amate L’architettura”         L’esercizio di indovinare come sarà la città di domani – e che ne sarà della socialità nella “fase due” – dopo 55 giorni di covidismo, può essere futile e senza senso, proprio perché saremmo gli ultimi e forse neanche i … Continua a leggere Dieci profezie per Messina: cosa abbiamo imparato dal lockdown e come immaginare la città di domani »

  La casa all’italiana non è il rifugio, imbottito e guarnito, degli abitatori contro le durezze del clima come è delle abitazioni d’oltralpe ove la vita cerca, per lunghi mesi, riparo dalla natura inclemente: la casa all’italiana è come un luogo scelto da noi per godere in vita nostra, con lieta possessione, le bellezze che le nostre terre e i nostri cieli ci regalano in … Continua a leggere #Tutti a casa: le abitazioni, il confort e il conforto al tempo della pandemia »

  “Quando si sollevano le gonne della città, ne vediamo il sesso” (Jean-Luc Godard, Due o tre cose che so di lei ) Se ripercorro all’indietro il mio blog sembra che ho occhi e parole imprigionate da sempre nel recinto di Piazza Cairoli, vorrei parlare d’altro ma sempre lì ritorno. Mezzo secolo e più di vita mi hanno costretto a lasciare aperti i conti con … Continua a leggere Le brutture “cummigghiate” di Piazza Cairoli, ovvero “quando si sollevano le gonne della città, ne vediamo il sesso” »

  Mezzogiorno è di fuoco.  Le due torri Brutaliste affrontano come Alfieri duellanti il traliccio Pilone attraversato dall’aria calda, dai venti di maestrale di scirocco e di tutte le altre posizioni. Le torri stanno dritte in piedi come due periscopi usate dal corpo disteso di Mazinga Robot. Di fronte c’è il corpo ferroso reticolare con le antenne e l’aspetto ingenuo di uno spaesato Yuppi Du. … Continua a leggere Ferragosto di qua dal Faro (Mezzogiorno è di fuoco) »

  L’approccio touch è pervasivo, non è più solo il dito sul tuo smartphone o il tablet, è piuttosto un metodo di avvicinamento alle cose e alla loro superficie, cose che disgraziatamente hanno il corpo liscio e distaccato come uno screen. È un tocco rapido e capacitivo quello che azzera il tatto e palpa, pixel dopo pixel, tutti i concetti tenendone l’unico senso logico solo sul polpastrello e in quella … Continua a leggere È un fatto Politico: mi faccio un Selfie »

  Ecco, Gino P. da una parte e Antonio Z. dall’altra, in mezzo un’altra Galleria, un passaggio coperto da qui a lì, dal Consolato del Mare all’Immacolata di Marmo. In città ultimamente girano tutti in quello sputo di centro densificato di bar, tutti negli stessi piccolissimi posti: sarà la crisi, sarà la pigrizia ma gli abitanti girano su un tappeto di strade e palazzi, grandi … Continua a leggere Dalla Pi alla Zeta: dialogo immaginario fra due antichi architetti un po’ delusi da Messina »

Sono tra i “fortunati” perché vivo e lavoro in centro e la macchina mi serve relativamente. Sono fortunato perché la mia secchezza e la mia bradicardia da allenamento mi consente lunghe e intense marce urbane… insomma, per stringere e farla breve, la mia principale forma di mobilità quotidiana è fatta a piedi. Per mantenere fisico e psicomotricità avanzo nella giungla urbana, dribblo cacche di cane, … Continua a leggere Il Pedone che occupa il “MarciaMacchine” »

L’ULTIMA COLLEZIONE INVERNALE di panche e arredi di piazza Duomo e dintorni, atterrate negli ultimi giorni sul suolo lavico della Piazza, è emblematica dell’uso dello spazio urbano pubblico messinese: la lotta sfrenata per l’accaparramento dello spazio, la bulimia di segni e stilemi e la sottolineatura marcata di ogni intervento individuale: la regola additiva contro quella qualitativa. L’opposizione si consuma solo sul tema del bello o … Continua a leggere Piazza bella Piazza, ci passò una lepre pazza »

  Il funzionario lo caccio con una pedata! – No, è bravo ed ha agito correttamente! Alza la torre, dimezza la torre, pompa la cubatura, sgonfia la cubatura. Le frasi in libertà dell’assessore regionale Sgarbi fanno capire che spesso le parole sono più veloci del pensiero o per lo meno della conoscenza di quel coacervo di norme, leggi e proroghe di leggi che fanno di … Continua a leggere Le torri di Messina: appunti per uno skyline sgangherato »