MESSINA. Se sei messinese e hai un’auto immatricolata a Messina, forse è meglio prendere in considerazione l’ipotesi di venderla: non si trova parcheggio nemmeno a pagarlo oro, se per parcheggio si intende un’area esattamente davanti alla destinazione da raggiungere, e se si trova sarà qualcosa di simile a questo. Le strade sono talmente piene di buche da sembrare bombardate, e poi c’è quel brivido freddo che una volta all’anno corre lungo la schiena di chi nella buca delle lettere vede il preavviso di scadenza dell’assicurazione.

Perché in poche altre parti d’Italia si paga tanto quanto a Messina: 628 euro di media, quasi il 20% in più rispetto al resto della penisola. Oltre che capoluogo di provincia col premio assicurativo più alto in Sicilia, seguita da Catania, Messina conferma il triste primato anche a livello di provincia: le autovetture targate “ME” pagano mediamente più che nel resto della Sicilia, 589,38 euro, con un 11,38% in più rispetto al resto dell’Italia. Colpa dei 628 euro di Messina città, ma anche degli stupefacenti 707 euro che in media si pagano a Patti per il tagliando assicurativo, ma anche dei 645 di Capo D’Orlando e dei 631 di Lipari.

 

 

Anche rispetto al resto della regione, Messina strappa primati negativi.  Il prezzo medio dell’assicurazione è di ben 190 euro superiore a quello di Enna, che è la provincia siciliana in cui si paga meno. E non è una questione regionale, perché il prezzo medio delle assicurazioni in Sicilia è sostanzialmente allineato a quello nazionale: 529,14 euro nello stivale, 531,20 nella trinacria, solo lo 0,39 in più. E quindi, mentre ad Enna si paga in media il 24% in meno rispetto alla media nazionale, a Messina si paga l’11% in più. Abbastanza prevedibilmente, il secondo posto come provincia più cara va a Catania (577,48 euro), ed il terzo posto a Palermo (551,42 euro)

 

 

Perchè? Cos’hanno le compagnie assicurative contro Messina? Niente, in realtà: sono i comportamenti dei messinesi, alla guida e non, che ne fanno una provincia (e una città) a rischio. E i numerosi casi di truffe assicurative degli anni scorsi, uno dei principali fattori di costo delle Rc auto, di certo non hanno aiutato il profilo. In realtà, il prezzo finale di una polizza dipende da variabili specifiche delle singole aziende, e dall’enorme mole di dati che oggi è possibile raccogliere sulle abitudini al volante: molti dei quali arrivano oggi dai cellulari, dalle abitudini sui social e dallo studio dell'”internet of things“, che forniscono materiale prezioso alle grandi compagnie, come testimoniano gli investimenti messi in campo da specialisti come Axa strategic ventures (il fondo di investimento del gruppo Axa) o l’interesse per le nuove tecnologie dimostrato dal gruppo Generali con hackathon e contest specifici.

Tutti dati che, incrociati da micidiali algoritmi, fanno emergere profili di rischio e profili di “tranquillità”. E infatti, a Messina il prezzo medio dell’assicurazione è di 628 euro, a meno che non si sia maschio, settantenne, in possesso della prima classe di merito, e guidare una Volkswagen Vento immatricolata nel maggio del 1995. Nel qual caso il premio assicurativo annuale è di 251 miseri euro. Il premio più basso di Messina.

La regione italiana in cui si paga di più, e non è una sorpresa, è la Campania. Colpa di Napoli, città italiana capitale di sinistri più o meno reali, che fanno lievitare il prezzo medio dell’assicurazione a 868 euro, il 64% in più rispetto alla media. E non è il record assoluto, perché a Casal di Principe, provincia di Caserta, per esempio, si paga l’incredibile media di 1.167 euro: il 120% in più della media italiana.

E la più virtuosa delle province italiane? Sui monti della Valle d’Aosta. 346 euro di media, 346 in meno rispetto al resto dell’Italia, ma a livello di comuni c’è chi fa meglio: a Spilimbergo, in provincia di Pordenone, le assicurazioni te le tirano letteralmente in faccia: 257 euro, meno della metà della media nazionale.

 Una curiosità: chi è la persona che probabilmente paga meno di assicurazione in tutta italia? Un aostano, maschio, di 66 anni, con una non eccellente 6ª classe di merito,  che guida una Fiat QUBO immatricolata a febbraio del 2012, per il quale il tagliando giallo costa la miseria di 112 euro all’anno. Questo dicono gli algoritmi delle compagnie assicuratrici.

(Tutti i dati provengono dall’osservatorio Rc Auto di Facile.it)

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