MessinaServizi, finisce l’emergenza rifiuti. Provocata da una catena di eventi “misteriosi”

Mezzi fermi per guasti da pochi euro che si sono risolti in un paio di giorni, due gare per la manutenzione andate deserte, indagine in corso da parte dei vigili urbasi, rapporti tesi, teste in attesa di rotolare, centomila euro di costi in più. Ecco cosa è successo e perchè Messina ha subito un mese di spazzatura per strada

 

MESSINA. “Non uscivano mezzi per guasti ai sensori che costavano trenta euro”. Ad un certo punto, il direttore generale di MessinaServizi, Aldo Iacomelli, si lascia sfuggire distrattamente una frase che pesa come un macigno: l‘emergenza rifiuti che ha attanagliato Messina per oltre un mese è stata determinata dalla rottura dei mezzi in dotazione all’azienda. Ma alcuni dei guasti, si è scoperto, erano talmente semplici da sistemare che nel giro di qualche giorno, dopo la rivoluzione attuata dallo stesso Iacomelli coi pieni poteri concessi dal sindaco Cateno De Luca, sono stati recuperati sette mezzi, che sommati a quelli presi a nolo hanno consentito che Messina fosse ripulita in una decina di giorni dalla spazzatura che si era accumulata in più di un mese. Adesso, sulla questione c’è un’indagine in corso commissionata dal sindaco De Luca, della quale si stanno occupando i Vigili urbani.

L’epilogo della crisi dei rifiuti che ha ammorbato Messina ha una genesi lunga, che risale a inizio settembre, quando ci si è accorti che i contratti per la manutenzione dei mezzi, sottoscritti da Messinambiente (e in regime di prosecuzione per l’usufrutto dei mezzi, di proprietà della stessa Messinambiente e poi passati a MessinaServizi), era in scadenza. Il 4 luglio viene nominato il responsabile unico per la “gara ponte” da duecentomila euro per la manutenzione mezzi, Roberto Lisi, mentre il 14 agosto viene nominato  il rup per la gara europea. Le due gare ponte sono andate deserte, poi il successore di Lisi,  Benedetto Alberti, ha diviso in quattro lotti la gara ponte (che va ad aggiudicazione il 5 dicembre) e la gara europea (del valore di 2,2 milioni per 2 anni, procedure ancora in corso).

E’ stato questo a determinare la crisi dei mezzi che si rompevano continuamente ed hanno determinato i cumuli di spazzatura, ma il mistero dei mezzi fermi per facezie è quello che ha determinato l’emergenza, tamponata col noleggio di mezzi che si sono affiancati prima ai due “superstiti”, poi ai nove (coi sette recuperati con minimi interventi da parte dei meccanici di MessinaServizi) sui sedici in totale in dotazione alla partecipata. Oggi, a emergenza cessata, il nolo dei mezzi a carico posteriore con autista, quelli che servono per i bobcat per rimuovere i cumuli, è terminato, per quelli a carico laterale scade il 15 dicembre.

In tutto, l’emergenza è costata a Messina oltre centomila euro, tra i circa settantamila del noleggio mezzi, e le oltre 4500 ore di straordinari totali a novembre per i dipendenti di MessinaServizi. Un grosso problema, quello dei mezzi: per l’usufrutto, MessinaServizi è obbligata a manutenere mezzi buoni per la pressa, che poi i curatori fallimentari di Messinambiente venderanno per liquidare la somma ai creditori. Secondo Iacomelli, la buona notizia è che MessinaServizi non ha obbligo di acquisire i mezzi.

E adesso? il futuro di Aldo Iacomelli è sempre sul filo del rasoio. I rapporti col presidente del consiglio d’amministrazione Pippo Lombardo sono tesissimi, e ormai le comunicazione dal Cda verso la direzione generale sono all’insegna della diffida ad eseguire, piuttosto dell’invito ad ottemperare. Da quello che De Luca ha sempre sostenuto, e domenica su Facebook ha ribadito in una decina abbondante di post, al 30 novembre sarebbero cadute teste. L’emergenza, però, è rientrata nei termini da lui stesso concessi.. Cosa succederà?

 

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