MessinaServizi, prima ti costituisco la società, poi la lascio vuota

Tre delibere, una consequenziale all'altra, e tre voti diversi: passa il piano di gestione e la creazione della NewCo, ma non l'affidamento. Tutte le posizioni, consigliere per consigliere, nel grafico. Per capire chi è stato coerente. E chi si è "confuso"

MESSINA. Perché un organo elettivo approva a fine giugno 2016 un piano di gestione che prevede una società di scopo, la costituisce votandola a febbraio 2017 , ma all’atto di darle l’incarico per la quale ha votato gestione e costituzione, il 12 giugno 2017 si tira indietro e la lascia vuota? E’ quello che il consiglio comunale ha fatto con MessinaServizi bene Comune, votandone la creazione giuridica dopo averne approvato il piano di gestione Aro, ma bocciando la delibera che le conferiva l’incarico di gestire il ciclo dei rifiuti. Il motivo per cui è nata, in pratica.

Un interrogativo che i più si sono posti davanti al comportamento non esattamente comprensibile di alcuni dei consiglieri, che hanno votato un atto ma ne hanno bocciato quello consequenziale.

C’è da dire che la maggioranza del consiglio è stata bene o male coerente con l’orientamento di partenza: la bocciatura (o astensione) del primo atto ha portato a decisioni simili per le altre due delibere, e così è stato anche per chi sin dall’inizio è stato favorevole.

Qualcuno, invece, si è “confuso” strada facendo. Elvira Amata di Fratelli d’Italia, per esempio, che il piano Aro di un anno fa l’ha votato favorevolmente, la costituzione di MessinaServizi di febbraio se l’è persa perché assente, e la delibera di conferimento del servizio di due giorni fa l’ha bocciata. E sì che, essendo stata assessore all’Ambiente per i quattro anni e qualche mese della giunta di Giuseppe Buzzanca, le idee chiare avrebbe dovuto averle.

Nino Carreri era assente per il piano Aro, favorevole alla MessinaServizi ma contrario all’incarico, esattamente come Rita la Paglia. Essendo i due colleghi di partito (nei Dr), probabilmente questa “schizofrenia” potrebbe essere una strategia politica, per quanto non immediatamente comprensibile.

Per Franco Mondello e Mario Rizzo, entrambi Centristi, invece, il piano Aro andava bene, le altre due delibere non tanto da garantirne la presenza in aula, più o meno come la collega di partito Mariella Perrone, presente (e favorevole) però, oltre che alla votazione sul piano Aro, anche alla delibera di costituzione della nuova società.

Situazione quasi analoga per Carlo Cantali: assente per l’approvazione del piano Aro, favorevole alla Multiservizi, in occasione della delibera di affidamento è uscito dall’aula, ed è rientrato tre minuti dopo, a delibera bocciata. Infine Nora Scuderi, che con Cantali condivide il partito (Felice per Messina), ne ha condiviso anche le scelte stravaganti: assente per la prima delibera, favorevole alla seconda, astenuta per la terza. Motivi per il cambiamento di opinioni in corso d’opera? Non si conoscono.

Poi c’è chi in aula manco ci ha messo piede per tutte e tre le votazioni: Pio Amadeo, Simona Contestabile, Nicola Crisafi, Nicola Cucinotta, Carmelina David. La più “coerente”, infine, è stata Daniela Faranda: presente a tutte e tre le votazioni, si è astenuta nella prima, e ha votato no nelle altre due. Un po’ come Antonella Russo, che ha saltato il primo voto, ma nelle altre due ha votato astensione e un secco “no”.

 

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