MESSINA. C’è una nuova società, la MessinaServizi Bene Comune, votata dalla giunta a fine dicembre 2016, dal consiglio comunale a gennaio, costituita a fine marzo, e con l’amministratore unico, Beniamino Ginatempo, di fresca nomina. Dovrebbe prendere il posto di Messinambiente nella gestione dell’igiene ambientale, ma ancora non le è stato conferito alcun servizio.

“Appare necessario non perdere altro tempo e proseguire il percorso avente l’obiettivo della nuova gestione del servizio integrato del settore rifiuti, secondo le modalità nel piano d’ambito proposto dalla Giunta Municipale e già approvato dal Consiglio Comunale”. È ciò che invita a fare il sindacato Or.SA attraverso la segretaria di settore, Francesca Fusco.

“Si deve procedere senza indugio a riempire di contenuto il nuovo soggetto giuridico e far sì che esso assuma la gestione. La delibera di Giunta – spiega Francesca Fusco – con cui sono stati definiti l’affidamento del servizio ed il relativo schema di contratto risulta sia già stata valutata dalla commissione consiliare competente. Il Consiglio Comunale può, dunque, procedere alla trattazione al fine di giungere il prima possibile all’approvazione. Sinceramente non si comprende cosa si stia aspettando e per quali ragioni il Presidente del Consiglio Comunale non stia ponendo in trattazione l’argomento con la priorità che l’importanza della questione imporrebbe”.

Ci si augura – conclude la segretaria – che il Consiglio Comunale non voglia stirare ulteriormente i tempi e provveda a confrontarsi nel merito della delibera con tempestività senza che si debba arrivare necessariamente a situazioni di emergenza e forme di sollecitazione da parte dei lavoratori, già viste in occasione dell’approvazione della delibera di costituzione della nuova società. Si auspica, altresì, che questa volta il senso di responsabilità pervada in maniera più ampia gli esponenti del civico consesso in modo tale che l’approvazione di un’importante elemento amministrativo come il contratto di servizio non venga sia adottata con la più ampia e responsabile partecipazione e non dalla minima e risicatissima solita maggioranza”.

 

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