MESSINA. Complici forse i tantissimi disagi patiti dai viaggiatori a Catania, a causa delle bizze dell’etna, mentre si continua a manifestare pro o contro il Ponte, torna in auge l’idea (mai sopita) di un aeroporto in provincia di Messina. A rilanciare la proposta, di cui tanto si è discusso, fra progetti e iniziative imprenditoriali discutibili o abortite, è Michele La Torre, autore di una petizione su Change.org (a cui è possibile aderire su questo link) nella cui foto di copertina (realizzata con l’Ia) fa capolino anche il Ponte.
Di seguito il testo della petizione:
1. Il problema: L’isolamento e il costo dell’insularità
Deficit infrastrutturale: La Città Metropolitana di Messina (596.147 abitanti) è l’unica area metropolitana siciliana e una delle principali d’Italia ad essere del tutto priva di uno scalo aeroportuale nel proprio territorio provinciale.
Bacino d’utenza mortificato:
L’aeroporto servirebbe una catchment area di oltre 780.000 abitanti (43,4% nel bacino primario entro 30 minuti, 32,6% tra 30-60 min e 24% tra 60-90 min), includendo anche la costa tirrenica palermitana fino a Cefalù e il nord della provincia di Enna.
Tempi e costi di viaggio elevati: Per raggiungere l’aeroporto di Catania-Fontanarossa o Palermo, gli abitanti della provincia affrontano tempi di percorrenza fino a oltre 2 ore e costi diretti a tratta compresi tra i 28€ e i 46€ (tra carburante e pedaggi), oltre alle criticità legate al traffico e ai cantieri stradali.
Costo dell’insularità: Il divario di accessibilità si inserisce nel più ampio “costo dell’insularità” siciliana, stimato dalla Regione e da Prometeia in 6,54 miliardi di euro all’anno (pari al 7,4% del PIL regionale).
2. Impatto occupazionale ed economico (Sviluppo)
Creazione di posti di lavoro:
A regime (1,5 milioni di passeggeri/anno): Generazione di 3.420 Unità Lavorative Annue (ULA) complessive (1.420 diretti, 1.150 indiretti e 850 indotti).
Fase di cantiere (4 anni): Ulteriori 3.200 ULA cumulate.
Valore aggiunto per l’economia: A regime, lo scalo genererà un valore aggiunto annuale di 179 milioni di euro.
Sblocco della domanda inespressa: Si stima che l’opera sbloccherà una domanda inespressa di circa 450.000 passeggeri/anno aggiuntivi tra lavoratori, studenti e turismo d’affari.
3. Turismo e filiere produttive locali
Valorizzazione del patrimonio turistico: Messina è la seconda provincia siciliana per flussi turistici (1,2 milioni di arrivi e 4,0 milioni di presenze nel 2024), ma soffre di un’estrema concentrazione estiva (68% delle presenze tra giugno e settembre).
Effetto volano per le Eolie e Taormina: Un collegamento diretto ridurrebbe il tempo di trasferimento terra-mare per le Isole Eolie (tramite il Porto di Milazzo) da oltre 2,5 ore a soli 15 minuti. L’introduzione di voli Low-Cost e Charter porterebbe a un +25% di arrivi esteri (+300.000 visitatori e +1,1 milioni di presenze annue) favorendo la destagionalizzazione.
Supporto all’export merci (Cargo Feeder): Il terminal merci permetterà al distretto florovivaistico di Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto e alle filiere dei Nebrodi di abbattere i tempi di resa verso i mercati europei da 48-72 ore a meno di 12 ore.
4. Dati di Analisi Costi-Benefici (ACB) e Sostenibilità Financiale
Investimento e fattibilità:
CAPEX (Investimento iniziale): 240 milioni di euro.
OPEX (Costi gestionali annui): 11,5 milioni di euro a regime.
Indicatori di redditività sociale (superano ampiamente le soglie UE/ENAC):
Valore Attuale Netto Economico (VANE/ENPV): 250,8 milioni di euro.
Rapporto Benefici/Costi (BCR): 1,60 (significa che per ogni euro investito la collettività ne riottiene 1,60 in termini di risparmio di tempo, minori costi di trasporto, minori emissioni di $CO_2$ e valore aggiunto turistico).
Saggio di Rendimento Interno (ERR): 8,82% (a fronte di una soglia minima sociale del 3,5%).
Modello di Gestione Sostenibile: L’equilibrio economico d’esercizio (EBITDA positivo) si raggiunge oltre la soglia di 1,0-1,2 milioni di passeggeri. L’opera si propone con un modello di Partenariato Pubblico-Privato (PPP) con investimento privato che riduce l’impatto sulle casse pubbliche




