A Parigi, nell’ottavo arrondissement [ottava circoscrizione], area di espansione ottocentesca della città dove sorgono gli Champs-Élysées e l’Arco di trionfo, un importante viale alberato che desta spesso l’attenzione dei nostri concittadini che vi si imbattono.
Si tratta del viale che inizia ad un’intersezione con il Boulevard Haussmann e termina al Parc Monceau.
Che ci fa un Avenue de Messine nel cuore di Parigi? È realmente un viale dedicato alla città di Messina? La risposta è: assolutamente sì.

Quando gli speculatori Hagerman e Mignon acquisirono le aree a nord della Senna a inizio Ottocento, in quella zona sorgevano gli antichi Giardini di Tivoli, essenzialmente costituiti da vasti campi paludosi, periodicamente allagati dal grande fiume parigino. È il febbraio 1826 quando un’ordinanza reale della città autorizza i due costruttori ad aprire i percorsi progettati nell’ampia brughiera.
L’ambizioso (e lucroso) progetto si snoda attorno a Place de l’Europe. Nei pressi di questo spiazzo dovranno dipanarsi 24 strade alberate, commemoranti altrettante città d’Europa. Tra queste, Costantinopoli, Londra, San Pietroburgo, Amsterdam, Vienna, Roma, Milano e Bruxelles. Curiosamente, al punto 5, dell’articolo 1 del regio decreto, si legge:
Une autre rue (avenue de Messine), partant du même point que la précédente, pour aboutir à l’un des angles de la place de l’Abattoir” [un’altra strada (viale di Messina), che parte dallo stesso punto della precedente, per terminare in uno degli angoli della piazza del Macello].

La città siciliana era quindi annoverata tra le 24 città simbolo d’Europa, unica, insieme a Napoli, ad appartenere al Regno delle Due Sicilie. Il viale alberato fu successivamente ampliato nel 1862, oltrepassando il mattatoio fino a raggiungere il Boulevard Haussmann, nei cui pressi, sorgerà l’hôtel Salomon de Rothschild, villa privata della famiglia di banchieri, a testimonianza dell’ingente valore dell’area.
Oggi Avenue de Messine è un maestoso viale, lungo 500 m e largo 25, circondato da maestosi edifici neoclassici del periodo di Napoleone III e diviso al centro da una piazza ottagonale. All’incrocio con il Boulevard Haussmann, nello slargo che si forma, è dedicata una statua bronzea a William Shakespeare, di cui abbiamo avuto modo di parlare qui, eretta nel 1888, uno dei pochi esempi di memoriale dedicato al Bardo al di fuori dai confini di paesi di lingua inglese.

Ma non è tutto. Ad incrociare il viale messinese, sorge anche una, più modesta, rue de Messine, sorta nel 1904 sul giardino dell’antico convento delle carmelitane. In questo terreno, Napoleone III teneva le proprie scuderie, prima di spostarle al quai d’Orsay.

Oggi il viale dedicato alla nostra città è immerso in un lussuoso quartiere residenziale dove sorge l’ambasciata di Equador e le gallerie d’arte Lelong & Co. Negli anni ’50 vi si potevano incontrare facilmente Truffaut, Godard e Rohmer, i quali usavano riunirsi presso la Cineteca francese (Cinémathèque française) e, negli ’60, Alain Delon che vi aveva la residenza.
Nel tempo, Avenue de Messine fu anche un importante palcoscenico politico, avendo fatto da sfondo all’attentato all’ambasciatore americano a Parigi Herryck, nel 1921, durante le vibranti proteste contro la condanna a morte degli italiani anarchici Sacco e Vanzetti.

Se Parigi ha tributato tanto onore alla nostra città, forse anche noi potremmo pensare di ricambiare e dedicare un nostro spazio urbano alla capitale francese.

FiGi

 

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Hans
Hans
15 Marzo 2021 11:44

Gli abbiamo già prestato il pilone